Il focus dell’appuntamento Viae Sancti Romualdi all’interno del Ravenna Festival di oggi, martedì 16 giugno, alle 18.00, sarà la comparazione fra Francesco d’Assisi e il ravennate Romualdo: pur nelle profonde differenze che li separano, entrambi sono stati espressione della volontà e del coraggio di vivere il Vangelo attraverso stili di vita alternativi rispetto al potere
Il focus dell’appuntamento Viae Sancti Romualdi all’interno del Ravenna Festival di oggi, martedì 16 giugno, alle 18.00, sarà la comparazione fra Francesco d’Assisi e il ravennate Romualdo: pur nelle profonde differenze che li separano, entrambi sono stati espressione della volontà e del coraggio di vivere il Vangelo attraverso stili di vita alternativi rispetto al potere politico ed ecclesiastico del loro tempo.
L’evento per approfondirne le “interconnessioni di santità” si terrà presso il Chiostro Grande della Biblioteca Classense, grazie all’intervento del frate francescano Pietro Maranesi e del monaco camaldolese Alessandro Barban. Questi due ricercatori converseranno su Spiritualità francescana e romualdina, per arricchire di un altro punto di vista ancora il complesso ritratto di Francesco che questa XXXVII edizione di Ravenna Festival sta componendo per gli 800 anni dalla morte del “poverello di Dio”.
L’appuntamento è a ingresso libero, in collaborazione con Viae Sancti Romualdi e Associazione Romagna-Camaldoli.


San Romualdo e San Francesco sono stati espressione di vita evangelica nell’Italia centrale tra il X e XIII secolo e autentici testimoni della spiritualità medievale. Non a caso Dante trovò spazio per entrambi nel suo Paradiso – per Francesco nel canto XI, con l’elogio affidato a Tommaso d’Aquino, e per Romualdo nel canto XXII, fra gli spiriti contemplanti che Benedetto da Norcia indica al poeta-viaggiatore ultramondano. In contesti storici estremamente complessi e solcati da profonde lacerazioni, Romualdo scelse la vita monastica vivendo in un’essenziale solitudine, aperta però alla comunione, mentre Francesco cercò di innovare la vita religiosa vivendo, in letizia, la povertà come fraternità condivisa con gli emarginati.
Sicuramente una scelta interessante per il Ravenna Festival… da non perdere!
Maria Giusy Rocco
















