Il concerto Gospel dei 𝗚𝗼𝘀𝗽𝗲𝗹 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻 𝗦𝗶𝗻𝗴𝗲𝗿𝘀 di ieri, 𝟯𝟬 d𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱, presso l’𝗔𝘂𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝘂𝗺 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 di 𝗟𝗼𝗰𝗿𝗶, ha inondato i presenti con una miscela di energia e spiritualità, in totale sintonia col mood delle festività natalizie. Sono passati in rassegna i brani cult del genere, e tra questi Carol of the Bells, All I Want for
Il concerto Gospel dei 𝗚𝗼𝘀𝗽𝗲𝗹 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻 𝗦𝗶𝗻𝗴𝗲𝗿𝘀 di ieri, 𝟯𝟬 d𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱, presso l’𝗔𝘂𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝘂𝗺 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 di 𝗟𝗼𝗰𝗿𝗶, ha inondato i presenti con una miscela di energia e spiritualità, in totale sintonia col mood delle festività natalizie.

Sono passati in rassegna i brani cult del genere, e tra questi Carol of the Bells, All I Want for Christmas Is You, Mary Did You Know, White Christmas, Santa Claus Is Coming to Town, Gads-Hey Man e l’immancabile Oh Happy Day, a cui si sono aggiunti Hallelujah di Leonard Cohen, un’accorata White Christmas e una potente The reason. Abbiamo apprezzato i diversi medley molto ben orchestrati e l’impostazione della scaletta che ha alternato, con intelligenza, pezzi più coinvolgenti con altri più intimisti. Pure le sintesi della presentazione dei brani sono state curate e proposte con opportunità.

Straordinario è stato il lavoro del M° Francesco Finizio, anima del gruppo e nocchiere della serata. Il suo corpo era un tutt’uno con la sua direzione: partecipava a 360 gradi a quanto avveniva sul palco, dando indicazioni precise su come rendere al meglio i diversi brani e amalgamare musicisti, coro e solisti.


Musicalmente la band ha contato sulla presente di due giovanissimi, al piano e alla batteria, che si sono dimostrati assolutamente all’altezza della serata: la loro giovane età è stato un elemento che ha incrementato la spinta verso la speranza dei testi delle diverse canzoni proposte. Meno incisivi sono parsi il contributo del basso e del violino.

Buona la performance dei componenti del coro, abile anche nel seguire col proprio corpo la musica, creando delle semplice, ma funzionali coreografie, e validi gli apporti solistici: Alessia Carelli, Nura Spinazzola, Gaia Cattaneo, Martina Prencipe, Sara Marchese, Carmen De Pasquale, Adriana Caruso e Francesco Sassone sono stati, infatti, tutti all’altezza della propria performance.


Grande energia e impotente presenza contraddistinguono Prince Aka, che grazie al suo timbro caldo, autentico e alla sua verve emotiva, riesce a trasmettere l’essenza dell’anima gospel. Il nigeriano gioca con la sua voce, a tratti roca, e duetta con simpatia, in particolare, con la straordinaria Ruth Whyte, l’altra star della serata, la special guest. La vocalità della cantante inglese è potente, magnetica, dinamica ed espressiva: dotata di un timbro vellutato e morbido, si muove tra la solennità della tradizione gospel e la dinamicità contemporanea, e si destreggia agilmente tra i registri, toccando in modo pieno note molto gravi e note molto acute.

In sintesi, dunque, proprio un piacevole concerto che ha intrecciato tradizione, spiritualità, ritmo e soul, e che si è manifestato come un’esperienza intensa e coinvolgente, che ha celebrato speranza, gioia e pace, creando un immediato senso di comunità.
Il pubblico è stato coinvolto nella serata da artisti con una personalità comunicativa assolutamente evidenti: ha risposto entusiasticamente agli stimoli musicali dati, anche regalando copiosi applausi.
Una bella serata organizzata dal Centro Teatrale Meridionale diretto da Domenico Pantano per la XXXI Stagione Teatrale della Locride
Annunziato Gentiluomo














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