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Al Museo di Santa Maria della Scala ho conosciuto Avatar

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Al Museo di Santa Maria della Scala, a Siena, ho conosciuto Avatar. I piedi di ruote, il corpo di bastone. Il viso di tablet. Buone capacità di movimento. Ottime capacità d’equilibrio. Si direbbe un tipo riflessivo e intraprendente. Semplice e allo stesso tempo complesso. Dotato di calma, pazienza e un’ottima capacità d’osservazione. Amante dell’incontro e della comunicazione. Ho conosciuto Avatar, un robot, mi sono commosso e mi sono lasciato guidare dal suo piacere per l’esplorazione con meraviglia e con un sorriso. La commozione, prima di tutto, perché l’Avatar che ho conosciuto non è una normale macchina computerizzata dotata di ruote…

Al Museo di Santa Maria della Scala, a Siena, ho conosciuto Avatar. I piedi di ruote, il corpo di bastone. Il viso di tablet. Buone capacità di movimento. Ottime capacità d’equilibrio. Si direbbe un tipo riflessivo e intraprendente. Semplice e allo stesso tempo complesso. Dotato di calma, pazienza e un’ottima capacità d’osservazione. Amante dell’incontro e della comunicazione.
Ho conosciuto Avatar, un robot, mi sono commosso e mi sono lasciato guidare dal suo piacere per l’esplorazione con meraviglia e con un sorriso.
braincontrol-4La commozione, prima di tutto, perché l’Avatar che ho conosciuto non è una normale macchina computerizzata dotata di ruote e comandi. Non pulisce e non fa il caffè, ad esempio. Avatar è uno strumento semplice e allo stesso tempo complesso che può essere condotto, a distanza, da qualsivoglia mente umana. Qualsivoglia. Che abbia o, soprattutto, non abbia un corpo per muoversi. Che abbia o, soprattutto, non abbia la possibilità di comunicare con la parola, lo sguardo, il semplice movimento di un muscolo.
Avatar è un tramite offerto dalla moderna tecnologia all’intelligenza e alla curiosità della nostra indomita specie per essere là dove il corpo non può portarla. Là, con il proprio corpo, anche se prestato alla materia, sfidando il paradosso. Là, soprattutto, con il proprio tempo: il tempo per muoversi, per guardare, per ascoltare, per domandare, per comunicare con quella facilità di relazioni e simboli che solo l’umanità sa comprendere.
braincontrol-3C’era commozione, dunque, era inevitabile ma la meraviglia è arrivata subito dopo. Perché la mobilità è un bene prezioso e necessario. Lo sappiamo e siamo abituati a parlarne e a sentirne parlare. In relazione alla salute e al benessere. In relazione alla facilitazione del vivere di ogni giorno, in ogni ambiente, per chi ne è privo. Eppure. Eppure la ricerca di una tale mobilità in un luogo dedicato alla storia, all’arte, alla bellezza, è qualcosa che ancora non c’era. Che non si era mai visto e forse neppure pensato. Una mobilità così preziosa dell’intelligenza e della curiosità, dell’insaziabile fame che abbiamo di ricerca, scoperta e conoscenza, in un contesto definito “museo” che non pochi giudicano necessario ma forse anche superfluo – non il museo in questione ma il museo in sé -, e che comunque non visiteranno mai, incapaci d’immaginarne non solo l’esigenza ma anche l’urgenza, è la meraviglia dell’inatteso, che nobilita tutta la nostra società. È l’ammirazione per chi ha saputo immaginare, progettare e portare a buon fine un’idea fondata sul principio che la presenza in un luogo di cultura, la partecipazione all’impresa artistica, creativa, simbolica ed emotiva dei nostri predecessori, dei nostri affiliati in umanità, gioia e disperazione del vivere, sia vitale come nutrirsi, vestirsi, avere relazioni umane. Sia necessaria come prendere la propria medicina per continuare a respirare. Per continuare ad averne non solo la capacità ma anche il desiderio. Soprattutto per chi è privo dei propri arti, della propria abilità espressiva, di tutto tranne che del sapere d’esserci ora e così com’è.
Qui è nato il sorriso. Il sorriso che mi ha guidato al racconto di un incontro che per molti potrà cambiare forse solo un pomeriggio, forse il modo di pensare al proprio tempo e alla propria vita. D’immaginare una possibilità ulteriore, anche in altri luoghi e in altri spazi. Sempre con la propria mente, con il proprio io.
Quello che segue è il comunicato ufficiale per dare modo a chi legge d’avere tutte le informazioni che occorrono per conoscere Avatar e farne propria l’esperienza.

Gianni Micheli

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BRAINCONTROL AVATAR IN ANTEPRIMA MONDIALE AL SANTA MARIA DELLA SCALA DI SIENA PER LE VISITE DA REMOTO

ll Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena è il primo museo dotato, a partire da oggi, di BrainControl Avatar, un servizio unico al mondo di accesso agli spazi espositivi dedicato alle persone con difficoltà motorie, che potranno così ammirare da remoto i prestigiosi ambienti museali e le importanti collezioni attraverso un alter ego robotico teleguidato.
«Sin dal nostro insediamento – ha detto il sindaco Luigi De Mossi – abbiamo portato avanti una serie di iniziative importanti in tema di disabilità. Siena deve essere fruibile da tutti e non può avere cittadini o turisti di serie A e serie B.
Abbiamo anche per questo istituto la figura del Garante delle persone con disabilità e lanciato l’applicazione Siena Accessibile, solo per fare alcuni esempi. Così come abbiamo scommesso fortemente sullo spettacolo di Capodanno in Piazza del Campo, il messaggio che vogliamo lanciare è deciso e chiaro: Siena deve diventare fruibile a tutti e non devono esistere diversità.
L’avatar che oggi presentiamo permetterà a tanti pazienti con grandi difficoltà motorie, di visitare il Santa Maria della Scala gratuitamente dalla propria abitazione e comunicare con gli altri visitatori e con la guida. L’avatar permetterà dunque di superare i seri problemi di emarginazione che troppo spesso vivono i pazienti con queste gravi disabilità motorie.
Al mondo ci sono 20 milioni di pazienti con tetraplegie, oltre 3 milioni che non possono muovere nessun muscolo, nemmeno parlare. Da oggi si potranno collegare dalla propria abitazione al Santa Maria della Scala, dialogando con le loro onde cerebrali e muoversi nel museo attraverso l’Avatar. È un orgoglio per noi che sia Siena la prima città a livello internazionale a lanciare questo progetto».
«Da oggi – ha commentato il vicesindaco Andrea Corsi – viene resa ancora più evidente la vera natura di questo luogo, che non è e non potrà mai essere interpretato solo come un Museo. È nell’origine stessa della parola “ospedale” cioè “ospitale” che devono essere ricercate le ragioni del lavoro che presentiamo questa mattina. Il Santa Maria della Scala, grazie a BrainControl Avatar, permette visite immersive indipendentemente dalla distanza che separa il visitatore dagli spazi espositivi, per offrire esperienze uniche e personalizzate. Un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale per rendere sempre più inclusiva e accogliente la nostra città, e realizzato anche grazie alla grande sensibilità e attenzione dimostrata dallo sponsor».
Collegandosi da remoto a BrainControl Avatar sarà possibile pilotare l’avatar robotico per muoversi all’interno degli spazi in modo del tutto autonomo, osservare gli oggetti in maniera ravvicinata ed interagire con il pubblico presente. Realizzato dalla società Liquidweb s.r.l., si tratta di un servizio avanzato di accessibilità, grazie al quale il Comune di Siena, con il contributo di UBI Banca, pone il Santa Maria della Scala all’avanguardia nel campo dell’innovazione tecnologica e dell’inclusione sociale.
Il servizio è rivolto, in prima battuta, a persone con diversi gradi di disabilità, fino alle persone in stato di Locked-In (LIS) o completely LIS. Il dispositivo integra infatti differenti modalità di interazione, dal simulatore di mouse ai puntatori oculari, fino alla modalità BCI (Brain-Computer Interface), che interpreta e classifica le onde cerebrali generate dal movimento immaginato.
Braincontrol Avatar è una delle funzionalità di BrainControl AAC, un dispositivo di Comunicazione Aumentativa Alternativa realizzato dall’azienda senese Liquidweb, che ha ricevuto molti riconoscimenti a livello internazionale per la sua capacità innovativa e per l’attenzione alla qualità della vita delle persone con gravi disabilità motorie ed ai loro care-givers, aiutandoli a superare le difficoltà comunicative e di interazione.
«BrainControl nasce per restituire la possibilità di comunicare a coloro che conservano abilità cognitive intatte, ma soffrono di malattie neuro-muscolari di tipo degenerativo come Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), sclerosi multipla, o convivono con danni cerebrali di origine ischemica o traumatica. Essere riusciti ad integrare una funzionalità che permette a queste persone di visitare in modo indipendente siti di vario interesse, mostre e musei è un sogno che porto avanti da tempo e che oggi si è realizzato grazie al nostro team», afferma l’Ing. Pasquale Fedele, CEO di Liquidweb, «dobbiamo ringraziare il Comune di Siena e il Museo per aver accolto questa proposta di grande impatto sociale ed UBI Banca per aver sponsorizzato l’iniziativa che consentirà la fruizione gratuita per le persone con difficoltà motorie. In futuro contiamo di estendere la partnership con altri siti culturali, ma anche con altri soggetti per la fruizione del servizio in diversi ambiti, come ad esempio gli eventi sportivi».
Con l’avatar robotico sarà possibile visitare il complesso museale attraverso un’esperienza veramente immersiva: il sistema infatti permette di muoversi negli spazi, regolare audio, video e altezza del campo visivo autonomamente e quindi ammirare gli oggetti in maniera ravvicinata, leggere le didascalie e osservare i particolari. Inoltre è possibile interagire con l’ambiente circostante in quanto il monitor e gli altoparlanti a bordo consentono al visitatore da remoto, se lo desidera, di rendersi visibile a distanza e relazionarsi con gli altri visitatori e le guide presenti all’interno del museo, dando spazio a una personificazione dell’avatar che permette l’interazione con le persone intorno.
«Il contributo di UBI Banca al Comune di Siena per la realizzazione dell’innovativo progetto di inclusione sociale presentato oggi conferma il ruolo di riferimento svolto a fianco del tessuto culturale e sociale, oltre che economico, del territorio senese per la realizzazione di iniziative di eccellenza a livello nazionale», ha dichiarato Fabio Viti, responsabile della Direzione Territoriale Siena, Livorno, Grosseto di UBI Banca. «Anche attraverso interventi come questo, UBI Banca, in linea con il claim “Fare banca per bene”, prosegue nella volontà di sviluppare un modello di business sostenibile, ponendosi come partner di valore sia per la tutela del risparmio sia per il sostegno all’economia delle comunità servite con l’erogazione di finanziamenti, mutui e prestiti a supporto di famiglie e imprese».
«Permettere alle persone con disabilità motorie di visitare il complesso museale significa consentire loro di accedere alla cultura e all’arte superando qualsiasi barriera e contribuendo in modo significativo al loro benessere» – Commenta Riccardo Tramezzani, Responsabile Area UBI Comunità di UBI Banca. «L’adesione al progetto “Braincontrol per Santa Maria della Scala” garantisce accesso equo alla cultura per tutti e la diffusione del patrimonio culturale italiano oltre le mura del Museo, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, framework di riferimento per le attività di UBI Banca».

Per effettuare una visita è possibile prenotare al seguente indirizzo: https://www.braincontrol.com/braincontrol-avatar/

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