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Krzysztof Charamsa la sua vita, la sua storia, il suo pensiero parte I

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Dopo quasi un anno dal suo coming out, su cui ci siamo espressi in modo chiaro, siamo riusciti a intervistare uno di coloro che ha scosso la Chiesa Cattolica, un po’ come fece San Francesco d’Assisi prima e Lutero dopo, portando il mondo a ragionare su dei temi, a nostro avviso, importanti e di grande sensibilità. Per chi non lo avesse capito ci riferiamo a Krzysztof Charamsa, un uomo coraggioso, autentico e innamorato della vita e dell’amore. Docente alla Pontificia Università Gregorianariana e membro della Congregazione per la Dottrina della Fede, un personaggio importante del mondo cattolico, sospeso da ogni…

krzysztof-olaf-charamsaDopo quasi un anno dal suo coming out, su cui ci siamo espressi in modo chiaro, siamo riusciti a intervistare uno di coloro che ha scosso la Chiesa Cattolica, un po’ come fece San Francesco d’Assisi prima e Lutero dopo, portando il mondo a ragionare su dei temi, a nostro avviso, importanti e di grande sensibilità. Per chi non lo avesse capito ci riferiamo a Krzysztof Charamsa, un uomo coraggioso, autentico e innamorato della vita e dell’amore. Docente alla Pontificia Università Gregorianariana e membro della Congregazione per la Dottrina della Fede, un personaggio importante del mondo cattolico, sospeso da ogni incarico dopo la sua dichiarazione. Suo è l’interessante e appassionato La prima pietra, edito a luglio dalla Rizzoli, una sua autobiografia dove racconta di sé e dove evidenzia i pregiudizi e i limiti di una Chiesa Cattolica che ha perso di vista il messaggio evangelico.

In primis, Krzysztof Charamsa, a cosa si deve questa veemente omofobia nella Chiesa Cattolica?
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All’ignoranza delle moderne scienze umane e alla specifica struttura del dominio politico sulle masse operato dalla Chiesa, che non si vuole cambiare. Il Vangelo di Gesù rifiuta l’omofobia, perché Lui accoglie tutte le persone indipendentemente dal loro orientamento sessuale o possiamo dire nel rispetto dell’orientamento sessuale nella misura in cui era conosciuto in quel tempo.

Fra i tanti problemi che oggi affliggono il mondo, perché il Vaticano si ostina a concentrare la sua attenzione all’uso dei genitali, entrando, in modo così tranchant, nella vita privata delle persone?
Anch’io mi chiedo la stessa cosa… Effettivamente la dottrina cattolica riduce la sessualità umana agli atti che si compiono con l’uso dei genitali. Non studia la sessualità nella sua interezza, cioè tenendo presente lo sviluppo scientifico ed esperienziale che ci ha aperto nuovamente gli occhi alla Charamsasessualità. La conoscenza moderna è una sfida e una chiamata e, in futuro, quando sarà finalmente accettata dalla Chiesa, la aiuterà a comprendere meglio anche il suo proprio messaggio d’amore umano.

La Dottrina cattolica impone l’astensione come strada per la risoluzione di problemi con la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili. Non si rende forse conto del bieco anacronismo che si cela dietro una tale proposta e della violenza sottile?
Credo che la Chiesa abbia paura valutare seriamente e criticamente la propria posizione in un dialogo interdisciplinare. In questo senso – mi dispiace dirlo – abbiamo toccato nella Chiesa le vette dell’ideologico, delle posizioni chiuse alla verifica, imposte alle masse con una propaganda cieca. Mai avrei pensato che la mia Chiesa potesse ridurre certi temi di fondamentale importanza a pura e irrazionale propaganda.

La prima pietraDa studioso, può aiutarci a ricostruire l’istituzione del celibato nella Chiesa Cattolica e la motivazione del perpetuarsi di tale pratica?
Ricostruire questo grande tema in poche righe non è possibile. Le motivazioni sono sostanzialmente storico-circostanziali, non teologiche, ovvero non hanno essenzialmente nulla a che fare con la fede e la sua dottrina. Per essere sacerdote non è necessario essere celibe. Il celibato obbligatorio è una legge umana introdotta solo in un tempo abbastanza tardivo rispetto a Cristo e solo in una parte della Chiesa cattolica, quella di rito latina, non orientale, dove il celibato non è obbligatorio. Oggi si mantiene ancora questa legge non per motivi teologici, ma perché il celibato aiuta a conservare un concetto gerarchizzato, patriarcale e maschilista della Chiesa. Però il Papa potrebbe cambiarlo in qualsiasi momento e questo non influirebbe per niente sulla dottrina della nostra fede, su ciò che essenziale per noi credenti. Anzi aiuterebbe a scoprire una Chiesa più fraterna, meno machista e patriarcale, una Chiesa che non cancella l’amore umano. Sarebbe un salutare respiro per la Chiesa.

La castità, a cui sono chiamati i Sacerdoti, è definita come moderazione degli appetiti sessuali. Se così fosse non significa totale astensione, vero? E l’amore o un sentimento speciale nei confronti di qualcuno è contemplato nel sacramento del sacerdozio?
I sacerdoti vengono obbligati a non sposarsi con la donna, perché la disciplina presuppone solo l’eterosessualità, l’unica sessualità ritenuta possibile da parte della Chiesa. Infatti, per l’attuale dottrina della Chiesa le persone omosessuali “non sono capaci di amare e la loro sessualità non è umana”! Questa charamsa_0002sentenza – presa dal documento della Congregazione per la dottrina della fede – è una sentenza assurda e disumana, è falsa e offende la dignità umana delle persone gay.
Tornando a quei sentimenti eterosessuali che rientrano nella dinamica del celibato, abbiamo molti esempi di un sentimento speciale nel caso di alcuni sacerdoti: il gran teologo Hans Urs von Balthasar e la sua amica Adrienne von Speyr, Giovanni Paolo II e la sua amica e sposa di un altro uomo Anna-Teresa Tymieniecka. In realtà abbiamo anche bellissimi esempi di sentimenti tra due uomini, come quelli tra il Card. John Henry Newman e il suo amico speciale padre Ambrose, Paolo VI e Carlo Carlini. Come si può vedere gli esempi non mancano. Sono tutte fantastiche storie di sentimenti e di affetti umani, che non vanno distrutti né negati.

In tal modo, Lei era conforme alla Dottrina… è quindi perché non si è allineato al modus operandi della maggior parte dei suoi colleghi – che continuano a nascondersi dietro un abito – ed è uscito allo scoperto? Abbiamo percepito una grande sofferenza dietro una scelta coraggiosa come questa…
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Sono sempre stato conforme alla vera Dottrina. Il celibato è solo una disciplina ecclesiastica, che non ha valore di dottrina, la quale invece per la fede è sostanziale. A me si accusava che non fossi conforme alla legge umana del celibato, ma questo – come dicevo e come spiego nel mio libro – neanche mi riguarda, proprio perché il celibato è una legge costruita sulla falsa base dell’eteronormatività, secondo cui esistono solo gli eterosessuali anche in quanto soggetti della legge. I gay, infatti, rimangono “fuori legge”.
Per questa ragione, se vogliamo affrontare il celibato, prima dobbiamo discutere la questione dell’orientamento sessuale direttamente connessa con questo impegno. Se un orientamento sessuale, sano e naturale, è negato, offeso, denigrato, non può essere base di una rinuncia serena come dovrebbe essere quella del celibato. Prima il rispetto della natura umana (essere gay o etero) e solo dopo e su questa base il charamsa_0004rispetto delle leggi umane nella misura in cui esse non offendono la natura (qui sta l’essere celibe)! Altrimenti sarebbe un formalismo disumano.
Mentre rispetto alla sofferenza, posso solo dire che la sofferenza dei preti gay, credenti e coscienti del proprio sano orientamento sessuale, è enorme. Il celibato per i preti gay è doppiamente castrante poiché viene vietato loro di accettare serenamente la propria sana sessualità e quindi di pensarsi omosessuali. E inoltre sono costretti dalla Chiesa a sentire vergogna e schifo verso se stessi e verso la loro “patologia”. Su tali vissuti è pressoché impossibile costruire impegni relazionali legati alla propria sessualità, impegni che vanno al di là dell’essere celibi o sposati. E perciò la norma umana del celibato, impostata sul presupposto della “patologia sessuale” del gay, non può riguardare queste persone, perché le denigra.

E così si conclude la prima parte dell’intervista a Krzysztof Charamsa. To be continued…
Annunziato Gentiluomo

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