Month: November 2016

 

L’opera “Giuditta e Oloferne” in mostra alla Pinacoteca di Brera, ma è davvero un Caravaggio?

la-controversa-opera-giuditta-e-oloferne-francia-collezione-privata-2L’opera Giuditta e Oloferne della collezione francese di Tolosa ha fatto il suo ingresso il 10 novembre alla Pinacoteca di Brera, dove rimarrà esposta fino al prossimo 5 febbraio 2017. Fino a qualche mese fa molti qualificati studiosi del Merisi avevano negato l’attribuzione al Caravaggio dell’opera, gestita da Eric Turquin. Ora il dibattito torna attuale in occasione della mostra.
Dal punto di vista attributivo, si è schierato a favore dell’originalità del dipinto il dott. Nicola Spinosa, ex soprintendente del polo museale di Napoli che considera questa tela francese come l’originale perduto e ora ritrovato del Caravaggio.
Ovviamente tale ipotesi era stata già negata nei mesi scorsi da diversi specialisti del Caravaggio, ma adesso la decisione da parte del direttore della Pinacoteca di Brera, il dott. James Bradburne, ha riacceso il dibattito internazionale. Significativa è stata la reazione del prof. Giovanni Agosti, cattedratico e componente del Comitato Scientifico di Brera, che per protesta ha presentato le proprie dimissioni.
A tale proposito, il dott. Daniele Radini Tedeschi, autorevole esperto del Caravaggio e autore di due monografie sul pittore, ha dichiarato che a Napoli presso il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes (Banco di Napoli) si conosceva una versione (olio su tela, 140 x 160 cm.) quasi identica a quella di Tolosa, considerata già da Maurizio Marini “copia da originale perduto” di Louis Finson (cfr. M.Marini, Caravaggio, Pictor Praestantissimus, 2005, n.78, pp.284-85).
Entrambe le opere però (Napoli o Tolosa) sono estranee al linguaggio del Caravaggio e più vicine a quello dei caravaggeschi napoletani e, per certi versi, anche a Louis Finson, autore di diverse copie tratte da originali del Merisi.
Caravaggio non sconfinava nella caricatura o nell’ironia, il suo senso tragico era estremo e, pur se parlava di abiezione, lo faceva con l’eleganza del tratto e con il lirismo della scena. In questi quadri invece ci troviamo di fronte ad una marcata impronta satirica, goffa, come ad esempio il collo dell’ancella o il ghigno di Oloferne, tutto così lontano dalla drammatica Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini.palazzo_brera-600x230
Sarebbe quindi scientificamente corretto domandarsi quale, tra le due versioni, sia di Louis Finson, poiché non si ritrova in nessuna delle due l’impronta pittorica caravaggesca. La versione napoletana rimanda anche a quell’oscuro autore del Cavadenti (Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti) e della Visione di San Girolamo (Worcester, Museum of Fine Arts), mentre quella di Tolosa sembra più levigata, scultorea nel tratto e nei panneggi. Ancora disperso rimane quindi l’originale del Caravaggio descritto come “quadro mezzano da camera di mezze figure et è un Oliferno con Giudita” dal Pourbus il 25 settembre 1607. Ma anche per attestare l’ipotesi finsoniana sarebbe necessario un protocollo analitico, scientifico e diagnostico, occorrerebbe considerare lo stato conservativo e la presenza di eventuali restauri. Si parla di restauri poiché è capitato molto spesso di trovare, in quadri secenteschi, interventi conservativi troppo invadenti e capaci di alterare l’attribuzione.
Oggi fortunatamente si conosce perfettamente la tavolozza utilizzata da Caravaggio, i pigmenti da lui usati nelle diverse fasi della sua produzione, la natura degli strati ovvero la preparazione, le stesure, sino ai tocchi di luce a biacca; si conoscono i tipi di tela utilizzati dal pittore e, grazie alle radiografie, si possono ricostruire retroscena fondamentali, quali ad esempio i pentimenti, necessari per escludere la possibilità di derivazione o copia. Tutto ciò, e molto altro, serve proprio per suggerire una doverosa cautela nelle attribuzioni”.
Ugualmente contraria all’attribuzione del quadro di Tolosa risulta essere la prof.ssa Mina Gregori, allieva di Roberto Longhi e autrice anche lei di rilevanti contributi saggistici, nonché curatrice di celebri mostre sul pittore lombardo.
Interessante inoltre il parere del dott. Vittorio Sgarbi il quale, pur ammettendo una possibilità di autografia, ha riflettuto sulla presunta esportazione del dipinto, difficilmente uscito dal territorio italiano durante il saccheggio napoleonico.
Dice ancora il Dott. Radini Tedeschi: “Il problema comunque, al di là delle attribuzioni che rimangono di pertinenza degli specialisti, continua ad essere quello morale: si può esporre in un museo statale italiano un dipinto appartenente ad una collezione privata, in questo caso anche estera, consentendo alla tela di consolidare il suo valore economico e, magari in futuro, di arrivare ad una vendita record?”.
Redazione ArtInMovimento Magazine

Torino festeggia i 30 anni di Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo, con una mostra che lo celebra

Dylan Dog 30

Dylan Dog 30Il personaggio creato da Tiziano Sclavi, apparso in edicola il 26 settembre 1986, l’indagatore dell’incubo, compie 30 anni. E in occasione del trentennale, Il Sottodiciotto Film Festival & Campus, in collaborazione l’Accademia Albertina di Belle Arti e il patrocinio di Sergio Bonelli Editore, ha inaugurato una mostra che si terrà dal 18 novembre al 13 dicembre 2016.

Allestita presso la Pinacoteca Albertina di Torino, nelle sale auliche che ospitano la collezione permanente, i 30 anni di Dylan Dog sono raccontati attraverso l’esposizione di circa duecento rarissimi originali tra tavole, cover, bozze, studi dei personaggi, lavori realizzati su commissione, esposti accanto ai dipinti degli artisti del Quattro-Cinquecento di scuola fiorentina e piemontese, dei pittori caravaggeschi, fiamminghi ed italiani del Seicento, dei paesaggisti del Sei-Settecento, che costituiscono lo storico patrimonio dell’Accademia.

Le opere esposte in Dylan Dog 30 provengono da molteplici collezioni private italiane e europee: uno dei pezzi di maggior rilievo sono le tavole originali dell’introvabile numero 1 del fumetto pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore, “L’Alba dei Morti Viventi”, oltre a storie che hanno segnato la mitologia del personaggio.

Per tutta la durata dell’esposizione, diversi disegnatori storici di Dylan Dog incontreranno i lettori negli spazi della Pinacoteca, a cadenza settimanale offrendo agli appassionati occasione di approfondimento e discussione sulla storia dell’indagatore dell’incubo.

Oltre all’esposizione, sabato 10 dicembre si terrà la “Notte Bianca di Dylan Dog”, con apertura della Pinacoteca Albertina fino a mezzanotte.

Dylan Dog 30La mostra è aperta dal 18 novembre al 13 dicembre dalle 10 alle 18 con chiusura nei giorni del mercoledì 23 e 30 novembre. Il biglietto intero costa 5€ mentre il ridotto 2,50.

Per informazioni: Sottodiciotto Film Festival, c/o Aiace Torino, Galleria Subalpina 30, 10123 Torino; tel. 011 538962; info@sottodiciottofilmfestival.it; tel. 011 538962; www.sottodiciottofilmfestival.it, www.dylandog30.it. Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti, via Accademia Albertina 8, 10123 Torino; pinacoteca.albertina@copatitalia.com; tel. 011 0897370; www.accademialbertina.torino.it

Paolo Ernesto Sussi

[Fonte immagini: effettocinema.com – sergiobonelli.it – staynerd.com]

“Dal Mago al Folle”. Il ciclo dei Tarocchi per attualizzare l’archetipo

magoLuigi Benedetto Mattei, astrologo e studioso di sistemi simbolici, ed Eric Minetto, scrittore e docente di scrittura creativa, insieme proporranno, sabato 3 dicembre (10.00-13.00 / 14.30-18.00), in via Bianzè 25 a Torino un seminario che rientra nel ciclo dei Tarocchi Dal Mago al Folle. Il workshop verterà sulla figura del Mago che, nei Tarocchi, è colui che dà inizio all’Opera Alchemica combinando ed equilibrando sapientemente i quattro elementi costitutivi della natura e le loro rispettive qualità: l’entusiasmo (fuoco/bastoni), la ricerca del valore (terra/danari), l’operare intelligente (aria/spade), l’immaginazione creativa (acqua/coppe). Approfondire la conoscenza di questo antico e potente archetipo può aiutarci a trasformare la nostra caotica vita di uomini moderni, rendendola più equilibrata, saggia e armonica, sostengono gli organizzatori.
Il seminario avrà un approccio sia teorico sia esperienziale, e prevede una parte di approfondimento delle caratteristiche di base dell’archetipo del Mago, e una parte di esercizi di scrittura e immaginazione creativa pensati per facilitare l’integrazione e l’attivazione dell’archetipo nelle nostre vite.
Il costo è di 70 euro.folle
Per iscriversi è necessario inviare un e-mail al seguente indirizzo ericminetto@libero.it o telefonare al numero 3358121360.
Rispetto ai docenti, Luigi Benedetto Mattei è uno studioso e un insegnante di discipline umanistiche ed esoteriche. Unisce a una specifica competenza nella lettura e interpretazione dei Simboli, studi che mettono in relazione l’Astrologia tradizionale con quella Esoterica secondo la Scienza dei Sette Raggi e l’insegnamento di A. Bailey. Inoltre è un esperto di storia e cultura dei Tarocchi e della loro iconografia; un insegnante di tecniche d’ascolto musicale volto al benessere della psiche e alla sua armonizzazione; un conduttore di seminari sui temi: Astrologia, Simboli, Tarocchi, Musica, Arte; e un conduttore e un focalizzatore di gruppi relativamente a tematiche di integrazione della personalità e di sviluppo della coscienza: è infatti psicosintetista e formatore e docente della Comunità di Etica Vivente di Poggio del Fuoco.
Eric Minetto è nato a Torino nel 1971 ed è laureato in Letteratura Nordamericana. Dal 2001 al 2013 ha insegnato storytelling e scrittura creativa alla Scuola Holden. Fondatore della scuola di crescita creativa Upaya, è insegnante ‘Inspired’ di Anusara yoga e ha conseguito un Master in Yoga Studies presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È autore del saggio Dall’altra parte della natura – yoga e poesia in Rilke (Lubrina Editore) e della raccolta di racconti Il blu più profondo del cielo (Instar Libri).
Ci sono tutti gli ingredienti per un work-shop realmente interessante…
Redazione di ArtInMovimento Magazine

 

[Fonte dell’immagine di copertina: tarocchisibille.com/]

Serie A: continua la favola dell’Atalanta, il Genoa annienta la Juventus

bonucci-infortunioÈ assolutamente straordinario quello che sta accadendo in Serie A, molti pensavano che la Juventus avrebbe nuovamente ammazzato il torneo, il Genoa lo riapre alla grande con una partita maestosa.
Il mattatore del match è il figlio d’arte Giovanni Simeone che schianta i Bianconeri con una doppietta, Alex Sandro con un autogol e la punizione di Pjanic chiudono il discorso.
Senza paura e con organizzazione il Genoa imbriglia il non gioco della Juventus di Allegri che dovrà fare anche i conti con i brutti infortuni di Dani Alves e Bonucci, il primo si è rotto il perone mentre per il secondo non si sa ancora di che entità sia quello al flessore.
Ne approfittano Milan e Roma che battono rispettivamente Empoli e Pescara tornando a 4 punti dalla vetta.
Il Milan batte agevolmente i Toscani per 4-1 grazie alla doppietta di Lapadula e al gol di Suso, autore anche degli assist alla punta italiana, un autogol di Costa e il momentaneo pareggio di Saponara sono gli altri gol del match che permettono a Montella di godersi un secondo posto inaspettato, ma tutto sommato meritato.genoa-gruppo-juventus
Secondo posto condiviso con una Roma che quella posizione non vuole assolutamente lasciarla e batte (7 vittorie in 7 partite casalinghe) con molta fatica un Pescara mai domo che nella ripresa mette alle corde la difesa dei Giallorossi segnando due gol di Memushaj e Caprari nella ripresa che solo il rigore di Perotti annulla.
Eppure il primo tempo sembrava aver incanalato la partita sulle giuste corde per la squadra di Spalletti con due gol in 10’ ad opera del bomber Dzeko, ma come al solito la Magica quando vince inizia a “specchiarsi” nella sua bellezza e commette errori a ripetizioni, quasi prendendo in giro gli avversari e subisce inevitabilmente portando i tifosi a soffrire fino al 93’.
Continua la marcia della sorpresa Atalanta che batte il Bologna a domicilio per 2-0 con i gol di Masiello e Kurtic, vittoria che fa seguito a quella in rimonta contro la Roma, mantenendo gli Orobici ad un punto proprio dalla Roma e dal Milan.
Lazio che a fatica batte il Palermo al Barbera grazie alla rete di Milinkovic-Savic alla mezz’ora del primo tempo, permettendosi di passroma-pescara-dzeko-salahare la settimana del derby con più serenità e con più solidità difensiva rispetto ai cugini che sono davanti di un punto in classifica.
Vince anche il Torino grazie ad una splendida doppietta di Iago Falque che stende il Chievo e si porta nelle zone europee della classifica, a tre lunghezze da Atalanta e Lazio.
Brutto il gesto di Ljajic che al 13’ prende per il collo il suo avversario che poco prima gli aveva fatto un brutto fallo, ma l’arbitro gli da solo un cartellino giallo.
Il Crotone guadagna un prezioso punto contro la Sampdoria, mentre il Cagliari batte 2-1 l’Udinese, in serata i due big match Napoli-Sassuolo e Inter-Fiorentina.

Gabriele La Spina
[Fonte immagini: legaseriea.it]

“Generations of love – Extensions”: a Torino la presentazione del libro di Matteo B Bianchi

golextDopo quattro anni di assenza dalle librerie italiane finalmente è tornato disponibile, grazie alla Fandando editore, “Generations of love”, il libro dello scrittore Matteo B Bianchi che, sul calare degli anni ’90, riuscì a raccontarci in maniera schietta e ironica la vita di un giovane ragazzo gay di provincia.
Non una semplice ristampa ma qualcosa di più: un’edizione arricchita nella quale ricompaiono anche gli stessi personaggi, ma con storie che si svolgono sia durante sia dopo il periodo di ambientazione del romanzo.
Come lo stesso scrittore precisa sul suo blog, “non si tratta di un sequel ma di una sorta di ampliamento. Fate conto tipo i materiali extra dei dvd. 1743591_729773207091833_4555677853486638232_nPer questo motivo il volume si intitolerà “Generations of love – Extensions”. Non “Extended” ma “Extensions” come quelle dei capelli, perché l’effetto vuole essere quello, di ampliare ed estendere le storie per dare al tutto un effetto più voluminoso. Sono figlio di parrucchiera e certe influenze, come vedete, continuano a farsi sentire“.
10402767_745444475490622_2169594774879635696_nPer i torinesi (e non solo), martedì 29 novembre dalle ore 21:00, presso la libreria Trebisonda, fulcro culturale nel quartiere San Salvario, sarà possibile partecipare alla presentazione del libro con la presenza di Matteo B Bianchi e la partecipazione di Giorgio Ghibaudo dell’Arcigay Torino “Ottavio Mai”. Un’occasione da non perdere per scoprire e riscoprire quest’opera.

Mirko Ghiani

[Immagini da matteobblog.blogspot.it, trebisondalibri.com e arcigaytorino.it]

“Crazy Human” per ALMM Onlus

human-crazy-logoUn importante evento culturale dalla rilevanza sociale a sostegno dell’ALMM – Associazione per la Lotta contro le malattie mentali – Onlus.
Presso l’Art Garage, sita in via Tirreno 19 a Torino, dal 2 al 4 dicembre 2016 (2 e 3/12 dalle 18.30 alle 22.00, domenica 4 dalle 16.00 alle 20.00), sarà in scena Crazy Human, curato da Togaci e allestito da Karen Lucich. L’inaugurazione di venerdì sarà allietata dalla musica di Arcote Project,
Si tratta di una selezione di opere d’arte contemporanea, firmate da Gianluca Bonanni, Sarah Bowyer, Francesco di Lernia, GhissBross (Simone e Sara Ghirlanda), Jins (Paolo Gillone), Michele Liuzzi, Moreno Pisapia e Ivan Ventimiglia, per sovvenzionare il lavoro di ALMM, Associazione Onlus per la lotta contro le malattie mentali.
Esistono artisti che dipingono ciò che vedono, altri che dipingono ciò che ricordano o ciò che immaginano. Il nostro cervello si modifica di fronte alla realtà ma, allo stesso tempo, è capace di cambiarla: un cervello “diverso” dovrà pertanto avere un rapporto diverso con essa.
Nell’arte questo “processo” può portare alla creazione di nuove realtà, che solo in parte dipenderanno dall’informazione sensoriale; il nostro cervello, infatti, non ha necessariamente bisogno del continuo “flusso informativo” proveniente dai nostri sensi. I sogni, i ricordi che “rivivono” nelle immagini mentali e anche, rappresentazioni “semplicemente” create dalla nostra mente testimoniano questo evento.
crazy-humanIn questo senso l’arte amplifica la realtà, crea un nuovo “canale mentale” in grado di aprirsi a nuove esperienze. Gli stimoli visivi, reali o evocati dalla memoria, che hanno eccitato il sistema nervoso dell’artista al momento della creazione dell’opera d’arte, trasformati dalla sua mano in colori e forme, stimoleranno il sistema nervoso di chi l’osserva, argomenta Togaci.
Rispetto all’Associazione per la Lotta contro le Malattie Mentali Onlus (ALMM), bisogna dire che nasce negli anni sessanta e più precisamente nel 1967, anno della sua fondazione. Essa ebbe parte attiva come Commissione di Tutela al interno del Manicomio, dando vita a quel movimento di sensibilizzazione sociale e di denuncia politica che portò alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici, in un momento storico caratterizzato da grandi battaglie per i diritti civili. L’ALMM partecipò attivamente nella stesura della Carta Rivendicativa dei Diritti del Ricoverato e nel processo di de-istituzionalizzazione e monitoraggio dell’attività dei servizi territoriali psichiatrici.
Partendo da tali presupposti, l’ALMM ha articolato negli anni le sue attività, occupandosi di informazione attraverso la rivista Psichiatria/Informazione per raggiungere i cittadini e tenere costantemente alta l’attenzione sui temi della Psichiatria.
Nei locali della sua sede l’Associazione promuove azioni di consulenza e sostegno psicologico a tutta la cittadinanza, strutturando percorsi di crescita, garantiti e condotti dalla preziosa opera dei volontari che abitano e che rappresentano l’anima dell’Associazione; ma non solo questo.
Nell’ultimo decennio, attraverso il progetto di ricerca-intervento IntegraMente, l’Associazione ha cercato di promuovere un’azione concreta di prevenzione al disagio psichico e di promozione all’integrazione multi-culturale.
Dal 2004 l’ALMM fa parte della rete di attività dell’Associazione Il Bandolo; coordina il servizio della Linea Telefonica di Ascolto e Sostegno Psicologico, attiva tutti i giorni dell’anno dalle ore 11 alle 21. Inoltre, partecipa attivamente al Comitato Stop OPG e svolge attività di Coordinamento per il Piemonte, dell’UNASAM Nazionale: 72 Associazioni Italiane unite per la Promozione della Salute Mentale.
Per poter proseguire nelle sue attività si è organizzato questo evento di arte contemporanea. Parte del ricavato delle vendite delle opere d’arte sarà dato in donazione all’ALMM, ubicata in Via Vanchiglia, 3 a Torino, affinché possa proseguire il suo impegno.
Sicuramente da non perdere…
Redazione di ArtInMovimento Magazine

“Shock in My Town – Velvet Underground” per inaugurare il Sottodiciotto Film Festival

logo_sotto18-e1457363062240-200x200Sottodiciotto Film Festival & Campus inaugurerà la XVII edizione (Torino, 1-7 dicembre 2016), sotto la nuova direzione di Steve Della Casa, gettando un ponte ideale tra la cultura giovanile di oggi e di ieri con Shock in My Town – Velvet Underground, spettacolo multimediale ideato da Enrico Verra, realizzato con la direzione artistica di Max Casacci. Un progetto di Aiace Torino, della Città di Torino, della Direzione Cultura Educazione e Gioventù e di ITER (Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile). Un progetto realizzato con il patrocinio del Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dell’ Ufficio Scolastico Regionale Piemonte – Direzione Generale Regionale, della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e di steve-della-casa_-2-foto-di-s-gazzolaINDIRE – Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa. Tale iniziativa di è avvalsa della collaborazione di A.I.A.C.E. Nazionale, Amnesty International – Piemonte e Valle d’Aosta, Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, ASIFA Italia – Associazione Italiana Film d’Animazione, Biblioteche Civiche Torinesi, Centro di Produzione RAI di Torino, Centro di Psicologia Ulisse, Centro Studi Primo Levi, Il Circolo dei lettori, Comitato UNICEF Torino, COORPI, DAMS – Università degli Studi di Torino, Festival dell’Educazione 2016, Pubblico Dominio Open Festival, Film Commission Torino Piemonte, Flowers Festival 2016, Centro Sperimentale di Cinematografia, Sede Piemonte – Dipartimento di Animazione, ITER – Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile, Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, Museo Nazionale del Cinema, Pinacoteca Albertina, Next Level, Politecnico di Torino – Corso di laurea in Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione, Polo del ‘900, RAI Teche, Sergio Bonelli Editore, Superottimisti.

ajaxmailAlla vigilia dei cinquant’anni dall’uscita di uno dei dischi cult del 900, The Velvet Underground & Nico, registrato nel 1966, pubblicato nel 1967 grazie all’aiuto di Andy Warhol ‒ autore anche della copertina, poi celeberrima, in cui campeggiava la trasgressiva banana sbucciabile ‒ il Festival rende omaggio a quello che è considerato il più grande album di debutto di tutti i tempi, al primo posto nella lista dei 50 “che hanno cambiato la musica” (The Observer). Per ricordare l’esordio discografico della band più innovativa e rivoluzionaria dell’intera storia del rock e lo straordinario milieu creativo della New York anni 60 in cui maturarono le esperienze avanguardistiche del gruppo capeggiato dai venticinquenni Lou Reed e John Cale e voluto da Andy Warhol nella propria Factory, verrà ricreata, nella serata-evento del 1° dicembre, al CAP 10100, alle ore 22, una performance-spettacolo simile all’Exploding Plastic Inevitable, lo show ideato dal re della pop art per i concerti dei Velvet nella Grande Mela e a Los Angeles. In un continuo gioco di luci ed effetti speciali, la scenografica componente visiva ‒ curata dal collettivo creativo Superbudda e, in particolare, da Gabriele Ottino ‒ si fonderà con quella sonora come negli show warholiani originali attraverso la proiezione di spezzoni d’epoca rielaborati, tratti per lo più dai film underground diretti e prodotti dallo stesso pittore-regista di Pittsburgh, sui corpi dei musicisti che si esibiranno nel corso dello spettacolo e che verranno così trasformati in schermi viventi.
Fin dal titolo, ripreso da una canzone di Franco Battiato, Shock in My Town – Velvet Underground intende essere un tributo a tutto tondo all’effetto dirompente e all’influenza imprescindibile che l’opera di Lou Reed e compagni ha avuto sulla produzione musicale dei decenni successivi.

Spiega l’ideatore del progetto, il regista Enrico Verra: “Brian Eno ha detto che il disco dei Velvet quando uscì vendette poche copie, ma tutti quelli che lo comprarono si misero a suonare e fondarono una band. La grandezza del gruppo di Reed e Cale è stata proprio quella di spingere altri a suonare e il loro è stato un effetto molto lungo, che è rimbalzato su più generazioni. Senza i Velvet non sarebbe esistita la maggior parte della new wave e tanto dell’indie rock contemporaneo. Sono stati dei grandi traghettatori, dei veri passeur culturali, che hanno anche dato vita, in modo avanguardistico, a un connubio perfetto tra cinema e musica. In questo senso ci sembra giusto ricordarli all’interno di un Festival come Sottodiciotto & Campus, che ha come scopo primario quello di essere un traghettatore di cinema e cultura verso le nuove generazioni“.
Come sottolinea anche Max Casacci, direttore artistico del progetto: “I Velvet Underground, nella cultura rock rappresentano, sotto molti aspetti, l’abbattimento dei confini. I temi trattati nelle canzoni, l’approccio al suono di derivazione quasi concettuale, l’interazione con l’arte contemporanea sono elementi che smarcano quell’avventura acida ed elettrica dagli stereotipi del genere; è questo che ha reso i Velvet Underground la band capace di ispirare o influenzare molte rivoluzioni sonore nei decenni successivi e ancora oggi, a un ragazzo che si avvicina alla musica, la loro è una Storia che merita di essere raccontata“.

foxhound_700x450_logo-571x367A raccontare la Storia che merita di essere raccontata saranno i protagonisti della scena musicale torinese dagli anni ‘80 a oggi, che si alterneranno via via sul palco esibendosi in cover di brani sia dei Velvet sia del Lou Reed solista, passandosi idealmente il testimone tra generazioni diverse, da quelle dell’avanguardia di ieri fino alle nuove formazioni emergenti. A fare da filo conduttore della serata sono stati scelti i Foxhound, il giovane gruppo torinese classe ’92, in continua ascesa, arrivato da poco al terzo lavoro (l’EP Camera obscura), che interpreterà il repertorio della storica rock band. “Ho ascoltato per la prima volta i Foxhound dal vivo quando erano ancora minorenni” dice Max Casacci, che racconta ancora: “Già allora mi avevano impressionato per capacità, compattezza, maturità sonora, cura, stile. Non mi ha stupito quindi, a distanza di anni, constatare come siano diventati il gruppo di riferimento in Italia tra le band della loro 15032927_1356989451007618_422658945328136170_ngenerazione. E nemmeno mi ha sorpreso apprendere delle loro numerose conferme all’estero. Ovviamente siamo fuori dal mondo del talent e del pop radiofonico: stiamo parlando di alternative rock di livello internazionale. Quando mi è stata proposta la direzione artistica di una serata che avesse il rock dei Velvet come elemento centrale inserito in un contesto di confronto generazionale, ho subito pensato che per affinità istintiva, ma anche e soprattutto per la credibilità e per la serietà 15232089_945338028943836_5179325896317559898_nmostrate in questi ultimi anni, i Foxhound fossero la band adatta a reggere l’impalcatura di questo stimolante evento: sono un nuovo simbolo della rigenerazione della musica in una città che nei decenni ha sempre offerto realtà di grandissimo valore“. Al giovane gruppo si affiancheranno diverse guest star rappresentative della progressiva ri-generazione della musica torinese. Tra queste, Lalli, la “voce” dello storico gruppo dei Franti, acclamata come una delle migliori della scena rock alternativa nazionale, e lo stesso Max Casacci, che parteciperà alla serata anche in veste di musicista, così come si esibirà sul palco anche un altro componente dei Subsonica, Vicio; e ancora, oltre ad altri ospiti a sorpresa, interverranno Paolo Manera, compositore e musicista nella Torino degli anni 80 e 90, nonché attualmente nome di spicco della cinematografia cittadina per la carica di direttore della Film Commission Torino Piemonte, Sergio Berardo, il fondatore e cantante dei Lou Dalfin, Emanuele Cisi, uno dei sassofonisti più apprezzati sulla scena jazz internazionale, e infine Bianco,  cantautore torinese indicato come uno dei nomi più promettenti della nuova leva italiana.

Redazione ArtInMovimento Magazine

[Seconda immagine: Steve Della Casa, foto di S.Gazzola; ]

 

A Carignano “On Broadway” della Gypsy Musical Academy

imagesAll’interno della Stagione del Teatro Cantoregi di Carignano, organizzato dalla Gypsy Shows Production, si inserisce, a grande richiesta, lo spettacolo On Broadway. Il 2 dicembre alle ore 21.00, al Pietro Maria Cantoregi, si porteranno in scena i quadri dei migliori musical di tutti i tempi, rigorosamente ballati recitati e cantati interamente dal vivo dagli studenti professionali della sezione accademica di musical internazionale. Si vedranno rappresentati, infatti, grandi classici del genere, come Grease, Hairspray e West Side Story amati da grandi e piccini, e scelte più moderne come La Famiglia Addams e Dreamgirls per una serata tutta musicachicagoinmusical1ple!
Gypsy Musical Academy, nota in Italia per la formazione nel settore del Musical internazionale e delle Performing Arts, tra le più rinomate italiane, spazia a trecentosessanta gradi nell’ambito dello spettacolo per la preparazione sia di artisti completi nel settore musical, che di performers d’alto livello nell’ambito del canto, danza, teatro e cinema. Da tutta Italia arrivano annualmente molti ragazzi per formarsi in questa struttura, rappresentata da grandi docenti d’eccellenza. Parallelamente sviluppa corsi per amatori e per i giovanissimi.
L’ingresso è di 15,00€ anche se è previsto anche un ridotto a 10,00€.
Per informazioni e biglietti, si può contattare la segreteria della Gypsy allo 011/0968343 oppure l’Ufficio Cultura Comune di Carignano allo 011/9698442.
Redazione di ArtInMovimento Magazine

L’arte del tamburo allo Spazio Runa a Biella

luigi2E l’arte del tamburo sciamanico ritorna per la terza volta a Biella, presso la Spazio Runa. Luigi Jannarone, nel seminario, insegnerà come costruire il proprio tamburo partendo dalla pelle e dal cerchio di faggio per esprimere la personale creatività, nel rispetto e nella ritualità della tradizione nativaIl suono del tamburo è la voce del Grande Spirito. Nella simbologia sciamanica il tamburo è il battito del cuore e il suo suono ci fa vibrare insieme al cuore del cosmo. È il linguaggio che unisce il Padre Cielo alla Madre Terra e che si esprime con la potente voce del tuono.

Il tutto inizierà sabato 3 dicembre alle osolo logo spazio runa (1)re 11.00 con il Ritrovo dei tamburi, ovvero una pratica di meditazione con i tamburi a cui sono invitati i curiosi per conoscere i tamburi nati dalle precedenti edizioni. A seguire inizierà il percorso di costruzione del Tamburo Sciamanico che si concluderà domenica 4 dicembre alle ore 14.30.

La costruzione dello strumento percussivo inizierà offrendo il nostro ringraziamento alla Pachamama (Madre Terra) e terminata la costruzione del tamburo, chiuderemo il nostro incontro con la benedizione alle Sacre Direzioni, precisa il conduttore del seminario Luigi Jannarone, sociologo e counselor, che ha studiato e praticato gli insegnamenti della tradizione andina e tolteca in Perù e Messico.
Per informazioni, si contatti Lorenzo al numero telefonico 3926999927.

Un’esperienza da non perdere…
Redazione di ArtInMovimento Magazine

“Il turco in Italia”. Una raffinata regia di Antoniozzi e un brillante Vittorio Prato

turco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-2Sicuramente interessante Il turco in Italia presentato al Teatro Fraschini il 18 novembre scorso, una nuova produzione dei Teatri Opera Lombardia, che stasera, 25 novembre alle 20.30 e domenica 27 alle 15.30, andrà in scena al Ponchielli di Cremona.
Una regia, quella di Alfonso Antoniozzi, di gran gusto, raffinatezza, eleganza e brio. Un’intenzione registica che si manifesta subito e che viene mantenuta per tutta l’opera con grande coerenza. Attraverso i video, che rappresentano in pratica il vero impianto scenico dello spettacolo, il pubblico viene immerso in un progetto che si muove continuamente tra finzione e aderenza alla realtà di una famiglia, caratterizzata da grandi aperture all’este1-turco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-12rno e crocevia di equivoci e tradimenti. I libri sono la metafora di questo viaggio che Antoniozzi vuole farci fare. Non sempre è facile capire se in scena venga proposto il susseguirsi degli avvenimenti o il frutto dell’immaginazione di Prosdocimo che fin dagli inizi è adagiato su una montagna di libri, intento a prendere appunti e a ricercare idee nel prodotto di altri colleghi. Ho da fare un dramma buffo e non trovo l’argomento! gli si compone alle spalle. I video – spesso giochi di inchiostro – precisano, puntualizzano, enfatizzano, estendono il fare attoriale, riportano i brani più significativi e ambientano quanto avviene. Il continuo ricorso a questi però limita la gestione delle luci che appare monotona. Accanto alla pila di testi, pochissimi sono gli elementi scenici presenti – unturco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-7a consolle con uno specchio e una sedia, un divano, un letto in ferro battuto, un piccolo tavolino con dei cassetti e poco più – la maggior parte dei quali entra trascinata su delle pedane per marcare il senso del palcoscenico che è comunque su un livello diverso da quello reale. Grande è la cura sui personaggi da parte di Antoniozzi. Sicuramente quello su cui ha investito di più, è Prosdocimo, che rende, a nostro avviso, il suo alter-ego che si compiace della versione che ha realizzato e che si muove tra avanspettacolo e musical. Incarna il testimone che osserva quanto si sta consumando davanti ai suoi occhi e anche il burattinaio che tutto muove. Imperante in scena, onniscente e onnipresente, a tratti sembra avvicinarsi di più a un regista, a volte a un filosofo altre a unturco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-21 giornalista di cronaca. Addirittura anche nei saluti finali richiama i suoi attori, il direttore d’orchestra e il regista, accompagnato dal suo staff, per ricevere il consenso fragroso degli spettatori, evidenziando il soddisfacimento di quanto realizzato. Ben tratteggiata, accanto al brillante Poeta della partitura che mai viene chiamato per nome, anche Donna Fiorilla, una femme fatale che, pare, in alcuni momenti, convertirsi in vera maîtresse anni Cinquanta, con atteggiamenti sadici e di prevaricazione nei confronti degli uomini che le girano attorno. Una mangiatrice di uomini, in sintesi. Ma pure Don Geronio, un anti-eroe in balia del turco e della moglie, e lo stesso Salim non sono da meno. Il primo arriva a fare il cagnolino, patendo il machismo del secondo.
Tra le scene, si devono evidenziare una in cui riecheggia il film Ghost diretto da Jerry Zucker e interpretato da Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopi Goldberg: al posto della creta e della creazione del vaso al tornio, vi è il pane che il principe turco e la donna intraprendeturco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-30nte impastano insieme, con lui dietro di lei, proprio come nel successo cimetagrafico degli anni Novanta. Molto divertente la zuffa tra le due donne che diventano oggetto di scommessa da parte degli uomini in scena. Interessante il giornale che viene scambiato volutamente col copione. E poi ancora originale la partita a carte tra Don Geronio e Selim che poi diventa un braccio di ferro, ripreso dallo stesso turco e da Donna Fiorilla, con la vittoria di quest’ultima, ad evidenziare chi in realtà è il sesso forte. Il contenitore roteante dei numeri della tombola, mosso dal Poeta. Un balletto bizzarro. E nel finale l’inchino dei protagonisti, con i seturco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-26i turchi di spalle, a rendere immediata l’immedesimazione del pubblico e a dimostrazione del fatto che in realtà era tutto finzione.
La direzione dell’orchestra di Christopher Franklin è stata precisa, fresca e ben allineata alla regia di Antoniozzi. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali ha risposto con attenzione alle indicazioni del maestro americano che ha interpretato con grazia le melodie rossiniane.
La prova del Coro di OperaLombardia, istruito da Giuseppe Califano, nonostante vocalmente non sia stata magistrale in quanto a volte poco compatto il suono, dal punto di vista attoriale è stato assolutamente all’altezza delle richieste registiche.
Passando ai solisti, Paola Leoci è stata superlativa. La versione di Antoniozzi di Donna Fiorilla le calza a pennello. Una vera “femmina” adulatrice, capr2-turco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-24icciosa, determinata, strategica, che non manca mai l’obiettivo e che vede l’uomo come un oggetto del proprio desiderio. La vocalità è proiettata, potente, i legati sono ben resi, l’emissione è ben sostenuta e si muove con agilità sia nel registro più grave sia in quello più acuto. Fin dalla cavatina Non si dà follia maggiore risultano evidenti il carisma, il carattere scenico e la sua grande musicalità.
È ben affiancata da i suoi due pretendenti.
Fabrizio Beggi (Selim) ha una vocalità piena, pastosa, profonda e ricca di armonici. Bello il suo timbro e buona la tecnica. Tutti ingredienti che gli hanno permesso di interpretare egregiamente il principe turco che a1-turco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-12ma il bel paese e che decanta nella sua cavatina Bella Italia alfin ti miro, veramente ben eseguita. Le due vocalità ben si integrano e i loro duetti risultano sempre efficaci.
Marco Bussi è un brillante Don Geronio, parte che conosce bene e che ha inciso per Naxos. Bel colore, eccellente tecnica, buona emissione dei fiati e buon fraseggio sono uniti a un’attorialità naturale che si risulta subito evidente dalla cavatina Vado in traccia d’una zingara.
Vittorio Prato rende in mondo magistrale il ruolo di Prosdocimo, da cui emergono il suo bel colore e il suo timbro seducente. Abbiamo molto apprezzato ogni suo intervento nelle pagine di insieme, doturco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-10ve la sua voce piena e rotonda ha contribuito considerevolmente a quanto si stava eseguendo. Eccellenti la plasticità, la verve attoriale e la capacità di orchestrare le vicende e di relazionarsi col palco e con gli attori presenti. Sicuramente almeno in questi termini Antoniozzi ha reso giustizia al bell’artista, volendolo sempre presente in scena.
Nel complesso buona la performance di Ruzil Gatin che ha sturco_in_italia_ph_alessia_santambrogio_generale-20aputo rendere, in modo elegante, il personaggio di Don Narciso. Una voce pulita, ben proiettata che si è distinta nell’aria Intesi! Ah, tutto intesi dove simpaticamente richiama su di sé l’occhio di bue.
Buona la vocalità di Stefano Marra che ben tratteggia e accenta la figura di Albazar mentre Marta Leung nei panni di Zaida è risultata carente per sonorità e intensità e scompare al fianco della sua rivale.
Molto belle le pagine di insieme in particolare Un marito sciuminto! Siete Turchi, non vi credo e Oh, guardate che accidente!, dove le voci sono ben amalgamate e risuonanti.
Nel complesso un bello spettacolo che porta avanti un’idea assolutamente originale che è stata riconosciuta e apprezzata da un pubblico che ha risposto all’allestimento con copiosi applausi.
Annunziato Gentiluomo

Riflessioni e desideri di un cavallo a molla

Non c’è parco giochi che si rispetti, a novembre, dove non aleggino nell’aria strani e paradossali pensieri.
Sono i pensieri dei giochi che, spronati dalla meteorologia, tra scorrere di giorni e fuggire di nuvole, parlano e si raccontano. Altalene, castelli, scivoli. E cavalli a molla a forma di draghi.

161109-paroledistagione2«Ah, quanto mi piacciono le foglie. Le foglie cadute. Le foglie leggere.
Le osservo fin dal loro nascere. Sul ramo. Piccole. Fragili. Crescono e si fanno forti. Verdeggiano. E l’ombra che m’avvolge s’infiamma del loro respiro.
Finché arriva l’autunno. Si piegano. Si flettono. Galleggiano. Gialleggiano. E si lasciano cadere. Leggere come ballerine sulla tela invisibile di un ragno che dev’essere burlone. Per forza.
Attendo l’autunno, ogni anno, solo per questo. Per vederle cadere. Gialle. Rosse. Brune. Croccanti. E saporite!
Oh, come vorrei assaggiare una foglia! Tenerla stretta tra i denti. Lasciarla sciogliere in bocca come un raggio di sole. Minestra di tramonto.
161109-paroledistagione3Le foglie mi piacciono proprio. Ne sono sicuro! E il vento è gentile. Me le accompagna vicino. Me ne fa assaporare il profumo!
Se non fosse per questa molla che mi trattiene!
Una foglia tra i denti. Una sola foglia tra i denti. Una sola foglia tra i denti e potrei dirmi felice. Oggi. Se pure sia autunno. Se pure mi manchino le grida dei bimbi.
E poi arrivano i piccioni. Che sciocchi che sono, i piccioni. Con tutta quella meraviglia di foglie cadute, prati di rosso e giallo e verde speranza, i piccioni si perdono a cercare molliche.
Non li capirò mai, i piccioni. Eppure ne ho visti! Se non fosse per questa molla che mi trattiene… fossi un piccione banchetterei con le foglie».

@GianniMicheli

 

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