Month: August 2017

 

“La mia doppia anima” di Lina Senese

copertina CDIn modo del tutto fortuito, grazie al direttore responsabile di ArtInMovimento, ho potuto conoscere un’artista a tutto tondo, Lina Senese, che si è raccontata ai lettori del magazine in una bella intervistaLa mia doppia anima è lo spettacolo che ha realizzato dove fonde la sua passione per la cultura partenopea e il suo amato francese che per lungo tempo ha insegnato e di cui è stata interprete.
La sua voce calda e accogliente ha il grande merito di colpire non soltanto chi ha competenza musicale ma anche quello di arrivare a chi, profano, è aperto all’ascolto col cuore.
Il tormento e la passione di brani della tradizione partenopea, noti in tutto il mondo, in questa raccolta musicale sono sapientemente esaltati dall’avvolgente suggestione che la timbrica dell’artista produce.
Entrare nell’anima di chi ascolta – e non semplicemente sente – non è cosa da poco; cullare le notti o accompagnare i risvegli, penetrando con testi dalla struggente Lina Senese 1abellezza, rimangono cosa rara e preziosa.
Le nostalgie, i tormenti e le passioni divoranti che solo la canzone napoletana racconta ormai da secoli e ancora oggi al cuore di ognuno, sono poi rese davvero struggenti dall’innovativa e audace scelta di proporre in lingua francese alcuni dei brani napoletani più noti.
La dolcezza dell’idioma si unisce alla dolcezza vocale dell’artista in una raccolta musicale che davvero scava intimamente e profondamente in chi vuol lasciarsi cullare, e che dal vivo sicuramente rende omaggio alla più suadente ed elegante tradizione.
Accanto all’interprete e alla sua vocalità, gli arrangiamenti si impongono offrendo suggestioni autonome e sostenendo l’artista. Sono sinuosi, miratamente avvolgenti. Maruzzella, ad esempio, resa in termini di tango nuevo, è bellissima. Può tranquillamente ballarsi. E poi l’imprinting jazzistico completa l’opera somma, in un’ibridazione accorata e convincente.
In sintesi un eccellente prodotto!
Antonio Pelle

L’enogastronomia d’eccellenza alla 87°edizione della Fiera del Tartufo Bianco d’Alba

logo_fieraVi abbiamo già anticipato una parte del programma della prossima Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. I cuore della Fiera, ogni sabato e domenica dal 7 ottobre al 26 novembre e per aperture straordinarie il 30, 31 ottobre e 1 novembre, sarà ovviamente il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. Allestito all’interno del Cortile della Maddalena, il Mercato sarà il luogo dove vedere, toccare, annusare, downloadconoscere, sperimentare e scoprire il Tuber magnatum Pico. Nello stesso Cortile della Maddalena, nei giorni di apertura del mercato, l’Alba Truffle Show sarà lo spazio degli Show Cooking con i grandi chef di Langhe, Roero e Monferrato, le Analisi Sensoriali del Tartufo, le Wine Tasting Experience® insieme ad ospiti, incontri, dibattiti.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è da sempre una delle principali vetrine dell’alta gastronomia e delle eccellenze italiane. Quest’anno il Bocuse d’Or, la più importante competizione mondiale delle Arti Gastronomiche, ha scelto le Langhe e il Roero per selezionare lo chef che guiderà il Team Italia alla competizione Europea di Torino, l’11 e 12 giugno 2018. Il prossimo 1 ottobre, ad Alba, si sfideranno gli chef Paolo Griffa, Giuseppe Raciti, Martino Ruggeri e Roberta Zulian. La gara sarà su diversi piatti alla presenza di una giura di altissimo livello presieduta dallo Chef Enrico Crippa, tre stelle logoBocuse165Michelin e miglior cuoco del mondo per l’Academie Internationale de la Gastronomie, che gli ha assegnato all’unanimità il Grand Prix de l’Art de la Cuisine.
Piazza Risorgimento sarà uno dei punti nevralgici della nuova edizione. Terminata la selezione del Bocuse d’Or, sarà ospitato qui il Salotto dei Gusti e dei Profumi, esposizione permanente che celebra le eccellenze del territorio piemontese e italiano con assaggi, degustazioni, workshop e laboratori didattici.
Il Tartufo Bianco d’Alba sarà protagonista anche di gemellaggi speciali con altri territori d’eccellenza enogastronomica italiana. La Fiera sarà occasione per celebrare “matrimoni del gusto” tra le colline di Langhe, Roero e Monferrato con i distretti agroalimentari di Chieri e il Chierese, della Città di Parma, della Regione Basilicata (in vista di Matera 2019 – Capitale Europea della Cultura) e della Città di Tokyo.

Foto Luca Privitera (24)Il momento enogastronomico più esclusivo sarà rappresentato dalle Ultimate Truffle Dinner. L’idea di questa proposta è quella di abbinare il Tartufo Bianco d’Alba con elementi unici della cucina internazionale come le ostriche, il manzo di Kobe, il caviale, il foie gras, lo Champagne e il Barolo. Le cene si terranno il 25 ottobre presso il Guido Ristorante dello chef Ugo Alciati e il 20 novembre 2017 presso il Ristorante 21.9 di Flavio Costa. Il ricavato di questi prestigiosi appuntamenti, aperti al pubblico, sarà destinato al progetto Breathe the Truffle la campagna di crowdfunding per salvaguardare l’ambiente naturale del Tartufo Bianco d’Alba.

Foto Luca Privitera (4)Dichiara il Sindaco di Alba Maurizio Marello: “Negli ultimi anni la nostra città e la nostra Fiera sono diventate sempre più internazionali si è lavorato molto per questo e stanno arrivando grandi risultati. Insieme ai numeri storici in termini di presenze portate sul territorio dalla Fiera dell’anno scorso, c’è la candidatura di Alba al riconoscimento di Città Creativa Unesco per la Gastronomia arrivata a Parigi e c’è anche il grande onore, per la nostra città, di ospitare il “Bocuse d’Or”, il concorso di cucina che laurea i migliori cuochi del mondo, in programma il prossimo 1 ottobre. Sono successi importanti che devono spronarci nel proseguire facendo sempre meglio, rinnovando e reinventando le diverse iniziative, mantenendo contestualmente la valorizzazione delle tradizioni e del folclore. Solo così riusciremo a conservare nel tempo l’alto livello della nostra Fiera e della nostra città come meta turistica internazionale“.

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Immagini: (tutte tranne logo Fiera e logo Bocuse d’Or: ph Luca Privitera]

A settembre si inaugura il Festival Torinodanza edizione 2017

20_Gauthier-Dance_Streams_©Regina-BrockeL’edizione 2017 del Festival Torinodanza – programmata dal 12 settembre al 1° dicembre – propone un cartellone ricco e affascinante e si configura in particolare come un mosaico di quegli stili e di quegli artisti che precedono il contemporaneo e ne costituiscono il fondamento. Per raccontare la dimensione artistica di questo festival è sufficiente citare i nomi di alcuni coreografi: Angelin Preljocaj, Jiří Kylián, Hans van Manen, Lucinda Childs, Trisha Brown, Ohad Naharin, Nacho Duato, Hofesh Shechter, Emio Greco, Sharon Eyal, Gai Behar, nonché la prima assoluta di due creazioni di Aterballetto (ancora Shechter e Cristiana Morganti) e la serata dedicata ai premiati dalla rivista Danza&Danza. Non manca naturalmente lo spazio per gli stili più visionari e ibridi: da Philippe Decouflé a Serge Aimé Coulibaly; agli incontri tra giocoleria e danza, con il Collectif Petit Travers, oltre all’astro nascente del circo contemporaneo, Clément Dazin. Candoco Dance Company ci porterà poi nello straordinario universo della danza d’autore interpretata grazie ad abilità diverse e il festival farà un’incursione in Spagna con la compagnia Mal Pelo. Torinodanza, come di consueto, dedica spazio ai giovani talenti italiani, e quest’anno coprodurrà due artisti davvero interessanti: Daniele Albanese e Annamaria Ajmone. 18_Two_©Jean-Charles-Verchere Torinodanza 2017 offre al pubblico un ventaglio di proposte artistiche originali, multidisciplinari e dall’alto profilo qualitativo: saranno 24 spettacoli, 28 rappresentazioni, 9 fra prime nazionali e assolute, 4 coproduzioni, 15 compagnie ospitate provenienti da 7 diverse nazioni (Burkina Faso, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Paesi Bassi, Spagna) a dar vita alla nuova edizione del festival che, dal 2009, è organizzato dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. «Quest’anno il tema del rapporto di Torinodanza con la Città, con i pubblici e con tutti coloro che lo seguono e sostengono è particolarmente significativo – afferma Gigi Cristoforetti, Direttore artistico del Festival. È infatti un momento di passaggio verso una nuova direzione e progettualità. Al tempo stesso è una sintesi di tutti i temi che lo hanno attraversato in questi ultimi anni. Torinodanza ha sempre cercato di non limitare la propria identità ad un gusto piuttosto che ad uno stile e si è posto l’obiettivo di portare in scena dimensioni diverse della danza del nostro tempo, per accompagnare in teatro pubblici, generazioni e passioni differenti. Questo festival esprime un punto di incontro davvero aperto, non solo dal punto di vista geografico – con artisti che provengono da mondi distanti – ma soprattutto sotto il profilo culturale, mescolando sofisticate ricerche espressive con un soffio di classicismo e con visionarie esplosioni spettacolari. Un panorama articolato, costruito grazie al Teatro Stabile di Torino e a tutti i nostri sostenitori, a partire da Compagnia di San Paolo, senza ovviamente dimenticare il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Piemonte, la Citta di Torino, la Fondazione per la Cultura Torino, Piemonte dal Vivo e il partenariato di Intesa San Paolo». 04_La-parade-moderne_©Yvan-ClédatDopo questa edizione, Gigi Cristoforetti – che ha saputo posizionare Torinodanza al vertice del panorama coreutico italiano e al centro di quello europeo, rafforzando la vocazione internazionale del Teatro Stabile di Torino e della Città – lascerà la direzione del Festival per affrontare una nuova sfida, quella della direzione generale di Aterballetto. A partire dal 2018 sarà Anna Cremonini la consulente artistica per la danza incaricata della direzione artistica del festival internazionale Torinodanza. L’inaugurazione di Torinodanza Festival 2017 è affidata ad un grande maestro: il classico e raffinato Angelin Preljocaj che il 12 settembre 2017, alle ore 21.00 al Teatro Regio, aprirà la rassegna con Roméo et Juliette. Creato per il Ballet Preljocaj nel 1996, è lo spettacolo che ha imposto l’artista nel panorama della danza internazionale, lanciando la sua carriera. Passione, degrado urbano, conflitti sociali e la musica potentemente evocativa di Prokofiev hanno contribuito a rendere questo balletto un capolavoro. Lo spettacolo, che sarà replicato il 13 settembre, è programmato in collaborazione con La Francia in Scena. Torinodanza, sempre attenta ai giovani talenti italiani, ha coprodotto VON di Daniele Albanese che debutterà in prima italiana al Teatro Gobetti, il 16 settembre 2017. L’artista indaga la trasformazione dell’energia e la sua metamorfosi, includendo nell’indagine le diverse discipline della scena (musica, luce, scrittura coreografica, disegno registico). Il 16 settembre a Torino e il 17 settembre a Chambéry si potrà ammirare La Parade Moderne di Clédat & Petitpierre (programmata in collaborazione con La Francia in Scena): una performance scultorea itinerante, animata da dieci personaggi liberamente ispirati a celebri artisti della prima metà del Novecento. 05_Serata-Gala_al-centro-Martina-Arduino-©-Brescia-AmisanoUna parata d’artista, guidata da un gruppo di musicisti, che dal Teatro Gobetti arriverà al Teatro Carignano dove alle ore 21.00 inizierà la Serata di Gala dedicata ai premiati di Danza&Danza, storica rivista fondata a Milano nel 1986. Il Gala, strutturato come un momento di spettacolo, è un omaggio alla bravura e al talento, che trova riuniti numerosi nomi illustri del mondo della danza in un evento di grande spettacolarità. Candoco Dance Company, compagnia di danza integrata che ha contribuito ad affermare il concetto di diversa abilità anche nella danza, ci porterà nello straordinario universo della danza d’autore: 25 anni, 60 paesi, 500 spettacoli, 7.500 laboratori, 400.000 spettatori, questa la carta di identità dell’ensemble che a Torinodanza presenterà due lavori Set and Reset/Reset (2016) su coreografia originale (1983) di Trisha Brown, la grande artista recentemente scomparsa, e una Nuova creazione di Yasmeen Godder, giovane talento di origine israeliana (Teatro Carignano, 19 settembre). Roméo et Juliette, VON, Serata di Gala – premio Danza&Danza, Set and Reset/Reset e Nuova creazione di Yasmeen Godder sono inseriti in MITO SettembreMusica, con cui prosegue la ormai consolidata collaborazione. Gli olandesi Introdans, che vantano 40 anni di storia, sono una delle formazioni contemporanee cardine del vecchio continente con un ricchissimo carnet de bal. A Torinodanza porteranno, il 29 e 30 settembre alle Fonderie Limone di Moncalieri, un programma d’eccezione che include quattro capolavori di alcuni tra i più famosi coreografi contemporanei: Polish Pieces di Hans van Manen, Canto ostinato di Lucinda Childs, Songs of a Wayfarer di Jiří Kylián e Rassemblement di Nacho Duato. Sempre alle Fonderie Limone di Moncalieri, il 6 e 7 ottobre, debutterà in prima italiana Kalakuta Republik: un omaggio di Serge Aimé Coulibaly al musicista libertario del Benin Fela Kuti creato con il Faso Danse Théâtre, uno spazio aperto all’incontro, alla riflessione e alla ricerca sulla coreografia contemporanea in Africa. 11_Kalakuta-Republik©Doune-photoLo spettacolo è coprodotto da Torinodanza Festival in collaborazione con le Halles de Schaerbeek. Il rinnovato Teatro Juvarra farà da cornice a Nuit capolavoro del Collectif Petit Travers che andrà in scena in prima italiana dall’11 al 15 ottobre. Ingredienti: tre giocolieri, la notte, le palline bianche, la magia. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con la rassegna teatrale Concentrica e La Francia in Scena. Il 19 ottobre 2017 debutteranno in prima assoluta alle Fonderie Limone di Moncalieri due nuovi lavori di Aterballetto, prima compagnia italiana di danza, che vanta un repertorio importante costituito dai grandi della coreografia come da giovani e promettenti autori. In questo caso troviamo una creazione di Hofesh Shechter, artista israeliano trapiantato a Londra, e una di Cristiana Morganti, a lungo danzatrice per Pina Bausch e oggi coreografa apprezzata e ricercata in Europa. Lo spettacolo è coprodotto da Torinodanza. Il 21 e il 22 ottobre le Fonderie Limone di Moncalieri ospiteranno, in prima italiana, Humanoptère di Clément Dazin, un nuovo incontro tra giocoleria e danza. L’artista si è confrontato con ginnastica e circo, con la danza hip hop, il teatro e le acrobazie: tutti questi universi confluiscono ora nelle sue creazioni, così che la giocoleria non rimanga un puro esercizio tecnico, ma si trasformi in un punto di partenza per orizzonti inesplorati. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con La Francia in Scena. Dall’incontro tra prospettive distanti, nasce To be banned from Rome che riflette sulla persona digitale e sulle nuove geografie delle idee (Lavanderia a Vapore di Collegno, 26 ottobre 2017, prima assoluta). In scena Annamaria Ajmone, Premio Danza&Danza 2015 come “interprete emergente-contemporaneo”, tra le proposte più interessanti della giovane coreografia italiana, insieme a Bienoise, al secolo Alberto Ricca, uno degli artisti di musica elettronica più visionari e raffinati del momento. Lo spettacolo è coprodotto da Torinodanza, Cab 008, Club To Club Festival in collaborazione con The Italian New Wave. Il progetto è realizzato nell’ambito di Residenze Coreografiche Lavanderia a Vapore / Piemonte dal Vivo. Torna a Torino Philippe Decouflé che, il 27-28-29 ottobre alle Fonderie Limone di Moncalieri, porterà, in prima italiana, Nouvelles pièces courtes. Questa nuova creazione nasce da pezzi brevi: due duetti, un assolo, un quintetto per una serata di puro incanto. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con La Francia in Scena. Il 7 e l’8 novembre debutterà alla Lavanderia a Vapore di Collegno Bach un capolavoro della compagnia Mal Pelo, tra le più conosciute e apprezzate nella danza contemporanea iberica. SELACHIMORPHA (02) RANDOM TITLE GOES HEREIl solo, ideato da María Muñoz, trova una perfetta sintonia di musica e gesto, e una purezza espressiva davvero rara. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare. Altro gradito ritorno è quello di Emio Greco e Pieter C. Scholten che portano alle Fonderie Limone di Moncalieri, il 10 e l’11 novembre, Two – duetto che incarna la malìa della loro ricerca artistica, incentrata sin dalla metà degli anni Novanta sul tema del doppio – e Boléro con cui Greco ha incantato pubblico e critica nel 2002, lavoro che torna oggi rivisitato e riscritto per nove danzatori del Ballet National de Marseille. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con La Francia in Scena. Il festival si chiuderà al Teatro Regio il 1° dicembre con la Gauthier Dance – Dance Company Theaterhaus Stuttgart impegnata, in prima italiana, in un programma che celebra la danza contemporanea nella sua forma più dinamica, rendendo omaggio a quattro artisti israeliani che hanno imposto la propria cifra stilistica nel mondo: Hofesh Shechter esplora il lato virile della danza in Uprising; Gai Behar e Sharon Eyal riallestiscono il loro successo d’esordio Killer Pig ed infine Minus 16 è un pezzo iconico creato dal genio coreografico di Ohad Naharin. Nella sezione Extra di Torinodanza Africa Unite, Architorti e MM Contemporary Dance Company presenteranno, il 25 novembre alle Fonderie Limone di Moncalieri, Offline – In tempo reale un concerto-spettacolo che vuole proporre, scomporre e sovrapporre reale e virtuale attraverso diversi linguaggi, la musica, la danza, la parola, le immagini. Infine, Torinodanza parteciperà all’edizione 2017 di Metti in Piazza la Cultura – festival organizzato dall’Associazione Ludwig – con lo spettacolo Denti solo di Piergiorgio Milano. Metti in Piazza la Cultura si svolgerà in contemporanea a Torino e ad Alba, il 27 e il 28 maggio 2017. Torinodanza 2017 è un progetto realizzato da Torinodanza festival/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, maggior sostenitore Compagnia di San Paolo, con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione per la Cultura Torino, Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale Multidisciplinare, in partenariato con Intesa Sanpaolo.

Redazione Artinmovimento Magazine

[Immagini: torinodanzafestival.it]

Francesco Gabbani apre il Vicenza Festival il 5 settembre

b35c092e-b838-425f-91c7-3f85775c37afSarà Francesco Gabbani, ad aprire il 5 settembre il cartellone degli eventi in programma a Vicenza per i Festeggiamenti della Rua, con una tappa del suo nuovo e attesissimo tour.  I Festeggiamenti sono realizzati nell’ambito di Vicenza in Festival 2017,  promosso dall’assessorato alla crescita del Comune di Vicenza e da Confcommercio Vicenza, con l’organizzazione di Due Punti Eventi.
Dopo gli annunciati concerti in Piazza dei Signori di Giovanni Allevi (giovedì 7 settembre) e Goran Bregovic (venerdì 8 settembre), la programmazione si arricchisce così anche del nome di Gabbani, tra gli artisti italiani più auge in questo momento. Il suo disco “Magellano” (BMG Rights Management) è entrato direttamente al primo posto della classifica di vendite ed è diventato disco d’oro.5d73d87d-81e0-41d4-bea1-2e2dab6035e9 “Magellano” contiene “Occidentali’s Karma”, brano con cui ha vinto la 67° edizione del Festival di Sanremo e che è valso anche il premio della sala stampa (Marcel Bezençon Award Press) all’ Eurovision Song Contest.
Nato a Carrara, Francesco Gabbani è un cantautore e polistrumentista. A 18 anni firma il suo primo contratto discografico registrando due album con il progetto TRIKOBALTO. Nella primavera del 2010 e nel 2013 esce il suo primo album da solista: “GREITIST IZ”. Nel 2015 inizia la sua collaborazione con BMG Rights Management (Italy) in qualità di autore, con un contratto in ajaxmailesclusiva. Nel 2016 Francesco Gabbani vince la 66° edizione del Festival di Sanremo nella sezione nuove proposte con il brano “Amen”, aggiudicandosi anche il Premio della Critica Mia Martini e Premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Il brano diventerà poi disco di platino con oltre 25.000 copie vendute. Il singolo è contenuto nell’album ” Eternamente Ora”,  che entra nella Top 20 della classifica Gfk-Fimi degli album più venduti in Italia. I singoli successivi sono “Eternamente Ora” (maggio) e “In Equilibrio” (settembre) . Il tour del 2016, da maggio a settembre, lo porta in tutta Italia con un grande successo di pubblico, aprendo anche concerti di star sia nazionali che internazionali (come Franco Battiato e i Simply Red). A novembre 2016 Francesco partecipa, in qualità di autore, al disco di Mina e Celentano “LE MIGLIORI” col brano “IL BAMBINO COL FUCILE” e, nel dicembre dello stesso anno, scrive l’intera colonna sonora originale del film “POVERI MA RICCHI” di Fausto Brizzi da cui è tratto il singolo “Foglie al gelo”.

Nel 2017 Francesco Gabbani torna Sanremo, vincendo 67° edizione del Festival “OCCIDENTALI’S KARMA”: è la prima volta che un artista vince consecutivamente prima tra le Nuove proposte e poi tra i big. Oltre al Festival, vince il Premio TIMmusic come brano più ascoltato sull’omonima piattaforma. Il 14 febbraio il video di “Occidentali’s Karma” totalizza 4.353.802 visualizzazioni confermandosi il primo video di un artista italiano più visto in un solo giorno in assoluto. Il singolo resta per settimane in vetta alle classifiche di vendita dei singoli e di airplay radiofonico.
A Vicenza, Francesco Gabbani sarà accompagnato sul palco da Filippo Gabbani (batteria), Lorenzo Bertelloni (tastiere), Giacomo Spagnoli (basso) e Davide Cipollini (chitarra).

L’inizio del concerto è previsto per le ore 21.00, il costo dei biglietti è di 20 Euro (più prevendita) per i posti in piedi e di 25 (più prevendita) per la tribuna, con riduzioni e pacchetti famiglia. Potete trovare il programma del Festival al sito www.vicenzainfestival.it oppure scaricarlo qui. I biglietti sono disponibili sui circuiti ticketone e vivaticket.
Vicenza in Festival è promosso dall’assessorato alla crescita del Comune di Vicenza e da Confcommercio Vicenza nell’ambito del “Protocollo d’Intesa – Cultura e Turismo”, con il patrocinio di Provincia di Vicenza e Regione del Veneto e con il sostegno di Banca Mediolanum, Bisson Auto, Game Club. Organizzazione a cura di Due Punti Eventi.

Redazione ArtInMovimento Magazine

Dal CAAT di Torino parte una piccola rivoluzione “green”

logo_oikos_ombraOggi vi presentiamo un altro progetto virtuoso, che questa volta arriva da Torino e ha a che fare con il mercato ortofrutticolo. Si chiama OIKOS ed è una cassetta riutilizzabile, per abbattere la produzione di rifiuti nella filiera agroalimentare. Obiettivi del progetto: movimentare 4 milioni di colli in cassette riutilizzabili nel 2018, 10 milioni nel 2019, fino al tetto di 50 milioni di colli nel giro di quattro anni (circa la metà di ciò che circola annualmente al CAAT).
Oikos è risultato progetto vincitore dell’ultimo Climathon nella sezione “Business Innovation”,  e prende ora ufficialmente il via presso il CAAT di Grugliasco, alle porte di Torino.
La produzione di rifiuti per imballaggi nella filiera agroalimentare (cartone, legno, plastica)  è fenomeno stimato annualmente intorno a circa 55 mila tonnellate di rifiuti per la Regione Piemonte, di cui circa 15 mila per la sola città di Torino. Si tratta quindi di numeri importanti e l’obiettivo che il progetto si è posto, in termini di numeri, è un obiettivocassette-plastica ambizioso. L’ideazione è stata di Oikos – Servizi, la società torinese vincitrice del Climathon 2016 nella sezione Business Innovation, la maratona mondiale di 24 ore sul clima organizzata dal Comune di Torino e dall’Environment Park di Torino lo scorso ottobre. Spiega Alberto Lucchese, amministratore delegato di Oikos; “Abbiamo dato il via a un processo virtuoso che rende concreta l’applicazione dei concetti di economia circolare e contribuisce in modo importante alla tutela dell’ambiente. Grazie al circuito creato si va oltre i concetti di raccolta differenziata, recupero e riciclaggio e, soprattutto, si evita direttamente la slide2creazione del rifiuto. Il CAAT vuole essere la rampa di lancio per rendere replicabile questo modello in altre città italiane e internazionali“.
Il sistema prevede di creare un circolo virtuoso e sostenibile tra produttori ortofrutticoli, grossisti e commercianti/ambulanti attraverso l’utilizzo di un nuovo tipo di cassetta realizzata in polipropilene vergine: più resistente, più pregiata, comoda da trasportare (grazie alle sponde abbattibili che la fanno passare da 20 a 3 centimetri), durevole nel tempo (fino a 7-8 anni) e, soprattutto, riutilizzabile.
Il progetto ha coinvolto, in questa prima fase, 4 grossisti e circa 50 tra ambulanti e commercianti per testare le procedure, il sistema informatico e le attività di deposito. Nelle prime due settimane di attività sono già state movimentate oltre 1.000 cassette con 2 grossisti e 3 produttori ortofrutticoli e in breve tempo l’intero sistema entrerà a regime.
Sottolinea Davide Canavesio, amministratore delegato di Environment Park: “Oikos è un esempio concreto di come leimage002 aziende possono sviluppare nuove opportunità di business, puntando sull’innovazione della sostenibilità ambientale e sfruttando le opportunità generate dall’ecosistema adatto, come quello creato da Environment Park”.
I passaggi fondamentali del circuito Oikos sono tre:
1. il produttore ortofrutticolo consegna al grossista, di base al CAAT, la merce suddivisa nelle cassette riutilizzabili precedentemente noleggiate da Oikos;
2. Il grossista vende all’ ambulante o al commerciante la merce e comunica ad Oikos il numero di imballi consegnati;
3. quando torna al CAAT per acquistare le merci, l’ambulante o il commerciante riconsegnano al deposito Oikos le grossistacassette vuote, che saranno riaffittate al produttore ortofrutticolo, per ricominciare il circolo.
La soglia del 50% di cassette riutilizzabile che il progetto si è posto come obiettivo consentirebbe di ottenere benefici sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista economico:
Minori rifiuti da imballo prodotti dal commercio di ortofrutta significherebbero minori costi per la pulizia delle aree mercato da parte della città.
Su base annuale si realizzerebbe una riduzione stimata di 19 milioni di Kg di CO2 immessa nell’atmosfera, un risparmio di 66 milioni di Kwh di energia elettrica, il salvataggio di circa 250 ettari di bosco, circa 800 autoveicoli tolti dalla circolazione. I dati sugli impatti ambientali sono tratti da studi condotti dalle Università di Bologna, Stoccarda e Leeds sull’uso di imballaggi riutilizzabili nella GDO.
Accanto ai benefici per la comunità, già sufficienti a rendere la sua realizzazione più che auspicabile, il progetto Oikos garantisce infine un sistema di incentivi a tutti gli attori coinvolti. È previsto infatti un Bonus Tari, pari a 4 centesimi per ogni cassetta movimentata nel corso dell’anno, riservato agli operatori che svolgono la loro attività nella città di Torino. A questo si aggiunge un Bonus Oikos e cioè un incentivo logistico per ogni cassetta riconsegnata al deposito presso il CAAT. Una buona pratica che può diventare una pratica conveniente sotto tutti i punti di vista, nel breve, medio e lungo periodo.

Chiara Trompetto

Carlo Mattioli in mostra al Labirinto della Masone

38. Carlo Mattioli C#BC398AÈ il grande pittore Carlo Mattioli (1911-1994) il protagonista della nuova mostra estiva al Labirinto della Masone, aperta al pubblico da sabato 27 maggio e che si protrarrà fino al 24 settembre 2017 al Labirinto della Masone di Fontanellato (PR). Esposizione che intende essere, insieme, un omaggio di Franco Maria Ricci a Mattioli, concittadino e amico con il quale condivideva lo stretto legame con la città di Parma e il suo territorio, e una nuova occasione di avvicinarsi a un’opera che continua ad affascinare per i suoi splendori e per la feconda ricchezza dei linguaggi che in essa si sono fusi. Un artista essenziale, Mattioli, contemplativo, ma affascinante nella sua sobrietà, una pittura al limite della sinestesia, che riesce a catturare profumi, materia, atmosfera, ma in grado di farsi carico anche di forti suggestioni letterarie, derivate dalla conoscenza e dalla frequentazione di poeti e letterati come Luzi, Bertolucci, Testori e Garboli.
Modenese di nascita ma parmigiano d’adozione, Mattioli è stato una delle figure più rilevanti nell’arte italiana del Novecento. La famiglia si trasferisce a Parma dove Carlo può seguire regolari studi all’Istituto di Belle Arti. Dalla fine degli anni Trenta l’amatissima Lina, sposata nel ’37, è l’assoluta protagonista dei suoi dipinti; sono i primi Ritratti e i primi Nudi. Si apre allora, negli anni Quaranta, la stagione della grafica che avrà poi altre straordinarie parentesi come quella delle numerose illustrazioni degli anni Sessanta, testimonianza del suo interesse mai sopito e della sua profonda conoscenza della letteratura europea. Del 1943 è la prima personale alla Galleria del Fiore di Firenze. Dal 1948 Mattioli è puntualmente presente alle varie edizioni della Biennale di Venezia. Dal 1965 nascono le Nature morte ocra, nere, brune e grigie, dense, grumose e lievitanti, i Cestini del Caravaggio e le Vedute di Parma e del Duomo dalla finestra dello studio che era proprio accanto alla cattedrale. Il 1969-70 è il biennio dei notturni su cui scriverà memorabili pagine Roberto Tassi. Negli anni Settanta poi, dopo la ripresa di vecchi temi si apre l’era dei più noti Paesaggi che coprirà anche il decennio successivo. Dal 1974 al 1985 nascono i Ritratti della nipotina Anna. Nel 1982 vengono creati i Muri e le travi del ciclo Per una crocefissione, tenebrosa lancinante preparazione per i grandi Crocifissi ora collocati in S. Maria del Rosario e in San Giovanni Evangelista a Parma e in San Miniato al Monte di Firenze. Negli anni Ottanta vengono allestite grandi mostre personali antologiche e monografiche. Nel 1993 Carlo Mattioli esegue gli ultimi quadri a olio. Una nuova pagina. Sono i Calanchi bianchi, come fantasmi di pietra con lunghe e stecchite radici di tronchi spossati avvinghiate alla terra. Poi l’ultima serie di tempere su antiche copertine di libri. Si spegne a Parma il 12 luglio del 1994. Si sono occupati di lui le maggiori personalità della critica d’arte del Novecento: tra gli altri Maurizio Calvesi, Enzo Carli, Luigi Carluccio, Gian Alberto Dell’Acqua, Cesare Garboli, Roberto Longhi, Mario Luzi, Licisco Magagnato, Antonio Natali, Alessandro Parronchi, Arturo Carlo Quintavalle, Carlo Ludovico Ragghianti, Pier Carlo Santini, Vittorio Sgarbi, Giorgio Soavi, Erich Steingreber, Roberto Tassi, Giovanni Testori, Antonello Trombadori, Marco Vallora, Marco Valsecchi, Marcello Venturoli, Renzo Zorzi.4. Carlo Mattioli Pa#BC3906
La mostra, costituita da una sessantina di opere, molte delle quali inedite, accuratamente scelte nella vasta produzione del pittore da Sandro Parmiggiani e Anna Zaniboni Mattioli, nipote dell’artista e responsabile dell’Archivio, la mostra copre trent’anni dell’opera del Maestro, dal 1961 al 1993 e presenta i dipinti più rappresentativi dei cicli che hanno reso noto Mattioli: dagli intensi Nudi alle materiche Nature morte, dai rivisitati Cestini del Caravaggio ai poetici Alberi e ai personalissimi Ritratti, dai sublimi Paesaggi alle luminose Spiagge della Versilia, dalle Aigues Mortes ai Campi di grano e papaveri.
Nella prima sezione della mostra sfilano oltre venti straordinari dipinti in cui prevalgono paste spesse e materiche con colori terrosi e bui o all’opposto chiarissimi e impalpabili tra cui diversi Nudi coricati, che – scriveva Roberto Tassi – “hanno l’immobilità attonita di una catena di colline, cui formalmente sono equiparabili”; le Nature morte, dove gli oggetti sono suggestioni per dipingerne l’essenza, i Cestini del Caravaggio con il celeberrimo dipinto del Merisi mescolato, diviso, colorato, una icona rivisitata in chiave morandiana e i meravigliosi Paesaggi con gli inconfondibili alberi di Mattioli immersi nella luce accecante estiva, tra cui lo splendido albero rosa del 1980 immagine della rassegna. Grande attenzione nella mostra al Labirinto è rivolta ai Ritratti che occupano una grande parte nell’opera di Mattioli fin dagli esordi. Accanto al celebre Autoritratto con Anna del 1982 sono esposti alcuni ritratti dedicati a De Chirico, Guttuso, Manzù, Carrà, Longhi, Rosai, insieme a quattro ritratti di Giorgio Morandi del 1969 per la prima volta affiancati. Ritratti meditati e su cui Mattioli ha molto lavorato, restituendoci nei tratti e nei colori l’anima dell’artista rappresentato. La terza e ultima parte della mostra è dedicata ai grandi Paesaggi, le opere forse più famose, che si dispiegano per tutti gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta con la loro matericità dai colori intensi, dove si sente forte l’amore di Mattioli per la natura e il suo perdersi dentro alcuni di questi bellissimi squarci: i Campi di papaveri, i Boschi, le Ginestre, le Lavande e le Aigues Mortes. “Questi cicli sono anche – afferma Anna Mattioli – una meditazione ininterrotta sull’essenza del dipingere. Mattioli interviene sopra superfici segnate da una vita precedente, come se questa fosse rimasta a permeare muri, tavole, tele, carte, lasciandovi labili tracce di sé che una memoria immaginativa ora finalmente riconosce, mentre alla pittura è affidato il compito di estrarre l’anima segreta di materiali che allo sguardo comune sembrano inerti”. Come scrive Sgarbi: “la natura nella sua infinita varietà è il tema della intera opera di Mattioli, che in essa si cala per restituircene l’essenza, in una esperienza totale, mistica, consumandosi nella visione.” La mostra intende anche celebrare l’uscita del Catalogo Generale dei dipinti, realizzato da Franco Maria Ricci con la prefazione di Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, i testi critici di Vittorio Sgarbi e Marco Vallora, la biografia aggiornata dell’artista a cura di Marzio Dall’Acqua. Contiene inoltre la bibliografia completa, l’indice di tutte le esposizioni personali e collettive, l’elenco di tutti i 2700 dipinti schedati e circa 150 riproduzioni a colori di grandi dimensioni delle opere più rappresentative dell’artista, selezionate dall’Editore stesso. L’Archivio Mattioli, in considerazione delle nuove tecnologie di comunicazione, ha scelto di affiancare ad un volume cartaceo di circa duecento pagine, un file digitale racchiuso in una chiavetta USB contenente in dettaglio tutte le schede e le riproduzioni a colori e in bianco e nero delle opere.57. Carlo Mattioli S#BC39B9 “Il mio desiderio – afferma Franco Maria Ricci – oggi esaudito grazie anche alla attenta partecipazione della famiglia Mattioli, è quello di presentare una mostra e un libro che, attraverso una scelta dei risultati più alti, conservi il profumo seducente ed elusivo di questo pittore appartato e incline alla contemplazione. Un’intenzione simile a quella che ebbi quando, molti anni fa, pubblicai nel numero 67 della mia rivista FMR l’affascinante serie degli Alberi di Carlo Mattioli”. Grazie all’impegno delle Istituzioni di Parma e dell’Archivio Mattioli, è in programma anche una mostra collaterale, Nella pagina e nello spazio. Mattioli illustratore e scenografo, alla Biblioteca Palatina di Parma (27 maggio – 22 settembre ). Profondo conoscitore della letteratura italiana ed europea Mattioli, negli anni Quaranta e Cinquanta, ha collaborato con l’amico Ugo Guanda alla veste grafica dei volumi agli esordi della Casa Editrice per poi dedicarsi, negli anni Sessanta all’illustrazione vera e propria di capolavori classici (Divina Commedia, Decameron, Canzoniere del Petrarca, Belfagor di Machiavelli, Orlando Furioso, Novelle del Sermini, Venexiana, Ragionamenti dell’Aretino) e moderni (Stendhal, Hofmannsthal, Gustavo Adolfo Bécquer, Garcia Lorca, Balzac, Leopardi). In mostra saranno esposti i libri, vere edizioni d’arte, affiancate dai disegni originali. Nella seconda sezione della mostra invece usciranno per la prima volta dallo studio dell’artista i bozzetti di scene e costumi di un inedito Mattioli artista per il teatro, attivo come costumista e scenografo nei primi anni Cinquanta per opere di lirica e prosa (Trovatore di Verdi, Medea di Jeffers, Nozze di sangue di Garcia Lorca, Incendio al teatro dell’opera di Georg Kaiser, L’importanza di chiamarsi Ernesto di O. Wilde). Lo Studio del pittore nel Secentesco Palazzo Smeraldi accanto al Duomo di Parma sarà visitabile su appuntamento (per prenotazioni info@carlomattioli.it tel. 0521 231076 al mattino). L’atelier è stato conservato nello spirito e nell’atmosfera originale così come l’artista lo ha lasciato: ecco davanti a noi, come se Mattioli ne fosse appena uscito, le tavolozze, i pennelli, la giacca imbrattata di mille colori, i tubetti ancora aperti e le opere compiute ed incompiute.17. Carlo Mattioli N#BC3941 Le grandi stanze, vibranti di memorie, visitate dai più grandi intellettuali del Novecento, trasmettono ancora il soffio vitale della sua carismatica personalità. In mostra sarà anche visibile il video Viaggio terrestre e celeste nella pittura, coprodotto da Archivio Carlo Mattioli e Solares Fondazione delle Arti, un viaggio di 30 minuti nella pittura del grande artista emiliano. Un racconto che parte dai luoghi dell’infanzia e dalle esperienze formative, dalle amicizie, dalle relazioni interpersonali, linfa vitale alla creatività e alla produzione artistica di Mattioli. Una biografia con immagini di repertorio ed interviste a critici e storici dell’arte quali Maurizio Calvesi, Gianfranco Maraniello, Simona Tosini Pizzetti e Arturo Carlo Quintavalle, e testimonianze di intellettuali come Mario Luzi, Maurizio Chierici, Attilio Bertolucci, Federico Fellini, Enzo Biagi. La mostra dedicata a Carlo Mattioli rappresenta dunque una occasione imperdibile per scoprire o riscoprire l’opera di un artista sorprendente, moderno e, ancora nelle parole di Sgarbi: “con autenticità di visioni e di emozioni […] e sempre a cavallo tra figurazione e astrazione”.
La mostra è curata dalla Fondazione Franco Maria Ricci e dall’Archivio Mattioli. I curatori dell’evento sono Anna Zaniboni Mattioli e Sandro Parmiggiani. La produzione e l’ organizzazione sono dell’ Archivio Mattioli e della Fondazione Franco Maria Ricci. La sede espositiva è al Labirinto della Masone, in strada Masone 121 a Fontanellato (PR). La mostra è aperta tutti i giorni (tranne il martedì) dalle 10.30 alle 19.00, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Per ulteriori informazioni contattare labirinto@francomariaricci.com o chiamare al 0521827081.
Redazione Artinmovimento Magazine

Melanzane caramellate al Tamari

melanzane.tamari.2Oggi presentiamo la ricetta Melanzane caramellate al Tamari, che oltre ad essere un contorno saporito e profumato, possono essere affiancate al riso bianco oppure sono un ottimo condimento anche per la pasta. Chiaramente è un piatto vegetariano semplice a farsi, ma molto molto buono.
Ingredienti:
Melanzane biologiche, almeno una ogni 2 persone
Prezzemolo, bastano pochi rametti
Basilico (sta benissimo con le melanzane)
Olio evo
Peperoncino a piacere
Curcuma
Tamari
Semi di sesamo per guarnire

Procedimento
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Tagliare le melanzane à la julienne (ad un larghezza dai 3 ai 6 millimetri per una lunghezza dai 4 ai 7 centimetri). Il tipo di taglio influisce sul sapore delle nostre verdure! Le melanzane tendono a restringersi in cottura, bisogna calcolare la quantità anche in base a questo. Tritare non troppo finemente il prezzemolo e qualche foglia di basilico.
Utilizzare una padella o il wok, a fuoco lento versare l’olio d’oliva e aggiungere il peperoncino e la curcuma per insaporire l’olio. Aggiungere le melanzane e mescolarle fino a quando assorbono uniformemente parte dell’olio assumendo un bel colore giallo. Alzare la fiamma e coprire col coperchio. Di tanto in tanto mescolare le melanzane per evitare che si brucino. Prima che siano completamente cotte aggiungere il Tamari. Il Tamari è una salsa di soia salata per cui non è necessario aggiungere sale. Mescolare per far assorbire la salsa alle melanzane che a contatto col calore inizieranno a caramellare assumendo un aspetto lucido e invitante. Unire il prezzemolo e il basilico tritati insieme alle melanzane e terminare la cottura. Le melanzane devono essere morbide ma non devono sfaldarsi.
Guarnire infine con i semi di sesamo e servire.
Davide K. Colombu

“Travelling with Sonila”: un blog per raccontare un meraviglioso incontro con l’Asia

14479713_1648168272141999_7414844434935623100_nÈ difficile presentare Sonila e Fabio (al secolo Sonila Qesaraku e Fabio Ive) con parole diverse da quelle che usano loro stessi a cadenza quotidiana attraverso le pagine Instagram e Facebook del loro blog bi-trilingue (italiano,inglese e talvolta anche albanese). Il nome, “Travelling with Sonila” ci dice già di chi dei due sia stata l’idea di fare di questa esperienza un percorso condiviso attraverso la rete.
Loro sono una coppia italo-albanese e sono in viaggio da circa 16 mesi in Asia, dove hanno visitato fino ad ora ben 9 Paesi, in ordine di tempo Thailandia, Indonesia, Singapore, Malesia, Laos, Cambogia, Vietnam, Sri Lanka e India. Viaggiano leggeri, zaino in spalle, senza fretta, solo su mezzi locali e per quanto possibile con persone locali. Nel loro bagaglio essenziale di backpackers c’è anche la bandiera albanese, protagonista di una galleria fotografica che la ritrae nei luoghi più20431416_10155649286969923_8442938840580989451_n significativi dei Paesi visitati, l’ultima in ordine di tempo insieme alla bandiera tibetana, con un gruppo di monaci tibetani in India a Dharamshala (dove risiede la comunità tibetana in esilio). Alla domanda sul perché abbiano scelto proprio quella albanese e non quella italiana, Sonila risponde: “Il motivo è che l’Albania è un paese piccolo e poco conosciuto in Asia e nel mondo (invece l’Italia la conoscono tutti). Sono pochissimi gli albanesi che viaggiano in Asia e quindi volevo portare un po di Albanesità qui”.
Le immagini della bandiera del “Paese delle aquile” nel lontano Oriente rappresentano simbolicamente uno degli aspetti fondamentali del loro viaggiare, che è l’incontro con l’altro, l’arricchimento reciproco, 18952526_1758803691078456_6563991153604012019_nl’immersione nelle diverse realtà, nella cultura e nelle usanze dei luoghi. In questi lunghi mesi Sonila e Fabio si sono dedicati alle loro grandi passioni, che sono la cucina vegetariana e vegana e le discipline olistiche. Frequentando corsi di cucina ed entrando nelle cucine di ristoranti e famiglie, hanno raccolto molte ricette, che vorrebbero far confluire in un libro di ricette orientali vegetariane e sane, scritto sia in italiano che in albanese. Si sono presi il tempo di approfondire la formazione in molte discipline, dalla meditazione allo yoga, varie forme di massaggio tradizionale, campane tibetane, reiki. Si sono letteralmente lasciati 20374609_1783485798610245_6393007411033414999_nguidare dagli eventi, dagli incontri, hanno servito le comunità incontrate facendo volontariato, nelle mense per i poveri in Malesia, o con i bambini in Cambogia, oppure tenendo corsi di conversazione di lingua inglese con i monaci e la comunità tibetana in esilio, o aiutando i malati al centro di Madre Teresa di Calcutta a Varanasi, in India. Quest’ultima esperienza ha avuto per loro un significato particolare, essendo Madre Teresa di origini albanesi e molto amata sia in patria che nel resto del mondo.
19399102_1766774006948091_8416781791299966017_nCondividono quotidianamente le loro esperienze e i loro pensieri, lasciando ai lettori suggestioni e consigli per possibili viaggi in Asia, ma anche spunti di riflessione tratti dai molti incontri con insegnanti di varie discipline oppure dalla lettura di libri particolarmente significativi. Grazie all’attività quotidiana sui social la loro pagina è molto seguita da persone albanesi, italiane e di tante altre nazionalità. Il successo iniziale è stato possibile grazie alle molte condivisioni degli amici albanesi, un passaparola che ha portato la loro storia su molti media nazionali in Albania, con articoli e interviste. Un’altra parte di pubblico li segue semplicemente per il piacere di viaggiare un po’ con loro, per interessi condivisi riguardo al mondo delle pratiche olistiche oppure della cucina vegetariana e vegana. Hanno uno stile 17458247_1725107924448033_6394765025698528164_ncomunicativo semplice e diretto, si raccontano con schiettezza e con un pizzico di autoironia, condividendo momenti della quotidianità così come pensieri importanti, ma anche domande e perplessità, e ancora immagini che ritraggono la bellezza di un palazzo, di un tramonto, o di uno sguardo.

Abbiamo chiesto a Fabio e Sonila se già stiano pensando al rientro a casa.
Stiamo già pensando al rientro – dicono – non abbiamo ancora una data precisa in quanto decidiamo sempre giorno per giorno. Uno dei pilastri del nostro viaggio era la libertà assoluta di scegliere giorno per giorno senza limiti di tempo. Quest’esperienza è stata 18557393_1752298265062332_5754406772586672835_nmolto intensa, ricca e varia, ci ha dato tantissimo sotto tanti punti di vista, ci ha fatto scoprire tante cose di noi. Pensiamo che abbiamo avuto tutto quello che ci eravamo prefissati all’inizio del viaggio (e che ci aspettavamo da questo viaggio) e molto di più. Le cose che abbiamo annotato, imparato e vissuto sono tantissime, sta arrivando il momento di tornare e dedicarci del tempo per poter elaborare con calma e tranquillità quello che è stato questo viaggio di vita per noi fino ad ora.

Quali sono ora i prossimi obiettivi?
Intanto continuare a coltivare la nostra passione per i viaggi e sviluppare 19989730_10155566748919923_3999662990754266796_nulteriormente il nostro blog. Continueremo ad aggiornare regolarmente sull’Asia in quanto abbiamo tantissime cose da dire e condividere ed intanto cercheremo di presentare e far scoprire alle persone che ci seguono le nostre Albania ed Italia. Cercheremo di concretizzare qualche piccolo progetto già avviato (come il libro di ricette) e di dare forma e vita ad alcune idee. Essendo il materiale fotografico, cartaceo e video a nostra disposizione enorme stiamo pensando ad una mostra temporanea per portare in Italia ed in Albania la nostra Asia, quella vista con i nostri occhi e vissuta con il nostro cuore.

Ringraziamo Sonila e Fabio per l’intervista e auguriamo loro una buona continuazione di questa incredibile esperienza. Noi un po’ ci siamo affezionati al loro racconto di viaggio, d’altra parte i loro interessi convergono con alcuni dei temi che caratterizzano la nostra rivista sin dall’inizio, ma sarà altrettanto bello seguire l’evoluzione dei loro tanti progetti al ritorno dall’Asia.

Chiara Trompetto
[Photo credits: Travelling with Sonila]

Le tournée del Regio di Torino nel segno di Verdi e Puccini

TeatroRegio_logoDopo le ultime tournée a Lugano, Ginevra e Buenos Aires, l’intensa attività internazionale del Teatro Regio di Torino prosegue, con altri quattro prestigiosi inviti all’estero, tutti diretti dal Direttore musicale del Regio: Gianandrea Noseda sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio, quest’ultimo istruito da Claudio Fenoglio.
In questo agosto il Regio sarà Resident Company all’Edinburgh International Festival. Il prestigioso festival propone il meglio del panorama musicale e teatrale non solo europeo e, per celebrare i 70 anni di attività, ha voluto il Regio come emblema dell’eccellenza italiana per ben tre produzioni: due opere e un concerto, per un totale di otto serate.
Dal 18 al 20 agosto si metterà in scena al Festival Theatre il Macbeth di Verdi con la celebrata regia di Emma Dante. Protagonisti di questa produzione: Dalibor Jenis, Anna Pirozzi, Marko Mimica e Piero Pretti. La potente e viscerale lettura della regista palermitana ha conquistato pubblico e critica, un importante lavoro che con orgoglio presentiamo al pubblico internazionale di Edimburgo. Un titolo che carica di responsabilità tutte le maestranze del Regio e tutti gli artisti impegnati poiché, nel 1947, il Festival di Edimburgo inaugurò proprio con questo titolo di Giuseppe Verdi.
Macbeth_622Dal 25 al 27 agosto si porterà in scena La bohème di Giacomo Puccini. Il nuovo allestimento, realizzato con il sostegno degli Amici del Regio e in collaborazione con Alcantara, ha inaugurato la Stagione 2016-2017, con la regia di Àlex Ollé; uno spettacolo contemporaneo ma fedele al testo pucciniano, realizzato in occasione dei 120 anni dalla prima assoluta dell’opera, andata in scena al Regio nel 1896. Nel cast: Irina Lungu, Giorgio Berrugi, Kelebogile Besong e Artur Ruciński.
Il 22 agosto, nella Usher Hall, Gianandrea Noseda, sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, dirige la Messa da Requiem di Verdi, con i solisti: Erika Grimaldi, Daniela Barcellona, Piero 13-BohèmePretti e Michele Pertusi. Questo immenso capolavoro sinfonico-corale è diventato nel corso degli anni l’emblema dell’eccellenza del Regio. Con la direzione di Noseda, il Requiem è stato eseguito, sempre con unanime successo di pubblico e critica, in tutto il mondo: da Vienna a Tokyo, da Dresda a San Pietroburgo. È ora la volta di Edimburgo.
Di ritorno da Edimburgo, e prima dell’inaugurazione della Stagione 2017-2018, c’è ancora il tempo per tre tournée. Il 1° settembre, il Coro del Teatro Regio, è impegnato nell’esecuzione in forma di concerto dell’Aida di Verdi, allo Gstaad Menuhin Festival. Noseda, questa volta sul podio della London Symphony Orchestra, con Kristin Lewis, Francesco Meli, Anita Rachvelishvili e Simone Claudio Fenoglio©Ramella&GiannesePiazzola, ha scelto il “suo” coro di fiducia, con il quale vanta uno stretto rapporto di collaborazione maturato in anni di intensa e appassionata attività. Il Coro, impegnato in importanti passi all’interno dell’opera, è magistralmente istruito da Claudio Fenoglio. Lo Gstaad Menuhin Festival & Academy è stato fondato dal celebre violinista Yehudi Menuhin, nel 1957, e ha sede a Gstaad, piccola cittadina delle Alpi svizzere, dall’intensa attività culturale. Ogni estate il Festival propone una fitta programmazione di ben sette settimane che vede esibirsi i più importanti solisti del concertismo internazionale.
All’interno dell’undicesima edizione del Festival MiTo SettembreMusica, che prosegue la vocazione tematica inaugurata nella scorsa edizione, l’Orchestra del Teatro Regio, diretta da Gianandrea Noseda, presenta il 6 settembre, alle 21, al Teatro Dal Verme di Milano, un programma dedicato ai suoni della natura ricreati da Dvořák, Smetana e Beethoven. Concerto in replica al Teatro Regio giovedì 7 settembre alle 21.
Dopo Milano si parte per l’Oman.
Gianandrea Noseda_021Dal 14 al 17 settembre, l’Orchestra e il Coro del Regio saranno ospiti della prestigiosa Royal Opera House di Muscat. Gianandrea Noseda porta anche in Oriente il titolo più esotico e affascinante di tutto il repertorio operistico italiano: Aida, ancora Giuseppe Verdi nelle corde e nel cuore del Regio. La Royal Opera House di Muscat, costruita per volere del sultano Qaboos bin Said Al Said, è oggi uno dei più moderni e tecnologici palcoscenici del mondo. Con una capienza di 1100 posti, è un centro di eccellenza artistica, culturale ed educativa per tutto l’Oriente. Nella programmazione annuale, mette in pratica una vera e propria “diplomazia culturale”, invitando rinomati artisti e le compagnie d’opera eNoseda_622_11 di balletto più prestigiose del panorama internazionale. Un grande onore per il Teatro Regio che è stato invitato a inaugurare la Stagione 2017-2018 della Royal Opera House di Muscat con Aida; per l’occasione si metterà in scena il grandioso allestimento del Teatro Regio, con la regia di William Friedkin, il famoso e pluripremiato regista cinematografico autore di film cult quali L’esorcista o Il braccio violento della legge. Per l’occasione la regia sarà ripresa da Riccardo Fracchia, scelto personalmente da Friedkin per seguire il suo impianto drammaturgico. Nel cast di questa importante tournée, saranno protagonisti solisti di riconosciuta fama internazionale quali: Kristin Lewis, Gregory Kunde, Anita Rachvelishvili e Ambrogio Maestri.
untitledDopo Edimburgo, Gstaad e Muscat, si torna a Torino per l’appuntamento più atteso: l’inaugurazione della Stagione d’Opera con Tristano e Isotta il 10 ottobre, ma già il 24 ottobre si volerà al Théâtre des Champs-Élysées. Nel prestigioso teatro parigino, dall’importante capienza di quasi 2000 posti, il Teatro Regio di Torino eseguirà in versione di concerto il Macbeth di Verdi. Gianandrea Noseda, con l’Orchestra e il Coro del Regio, e lo stesso cast impegnato già a Torino come a Edimburgo: Dalibor Jenis, Anna Pirozzi, Marko Mimica, Piero Pretti, porterà a Parigi il capolavoro della prima maturità artistica di Verdi. Si rinnova con questa data l’appuntamento del Regio al Théâtre des Champs-Élysées che, dal 2011, invita regolarmente Orchestra e Coro per presentare ogni anno un nuovo titolo del repertorio italiano.
Queste quattro tournée che, da agosto a ottobre, vedranno il Regio in giro per il mondo, dimostrano i livelli di straordinaria eccellenza raggiunti. Festeggiamo ormai dieci anni di programmazione internazionale, orgogliosi di aver portato il vessillo della cultura italiana nel mondo.

Di seguito si segnalato tutte le tournée del Teatro Regio dal 2008:
2008: Wiesbaden
2010: Tokyo, Yokohama, Shangai
2011: Castellón de la Plana, Madrid, Oviedo, Zaragoza, Parigi, Murcia, Wiesbaden
2012: Parigi
2013: Parigi, Dresda, Vienna, Verbier, Tokyo
2014: Wiesbaden, San Pietroburgo, Edimburgo, Parigi, New York, Chicago, Toronto, Ann Arbor
2016: Hong Kong, Parigi, Essen, Savonlinna, Lugano
2017: Ginevra, Buenos Aires, Edimburgo, Gstaad, Muscat, Parigi

Redazione di ArtInMovimento Magazine

Viaggi infiniti

biologia-preistoriaIo e la mia famiglia viaggiavamo ormai da settimane. Io ero stanca di camminare i miei genitori non riuscivano più a trovare cibo: Dobbiamo riuscire a trovare una zona che offra animali e piante per sopravvivere – continuava a ripetere papà Mao, ma di posti del genere neanche l’ombra. Se non avessimo trovato subito una nuova casa non saremmo riusciti a sopravvivere: invece, dopo esattamente tre gruppi di lune, trovammo una bella caverna sulla riva di un fiume, già popolata da altri animali in grado di camminare su due zampe.
Mamma Bra fece subito amicizia con il capo della piccola tribù che ci accolse calorosamente.
Trovò subito uno spazio della caverna per noi e poi ci presentò al rcavernaesto del villaggio.
In seguito facemmo una cena abbondante a base di bacche rosse e carne cruda e poi andammo a dormire. Ero contenta di aver trovato finalmente un posto dove stare! Infatti dormii un sonno bellissimo quella notte.
Ora sono grande e il capo tribù sta facendo un annuncio: Cara famiglia, mi dispiace fare questo annuncio, però il cibo sta cominciando a scarseggiare e quindi dovremmo metterci in marcia verso altre terre. A me dispiace un po’ lasciare questa caverna, però a volte cambiare è un bene.
Lucy, sbrigati, prendi le tue pietre e i tuoi rami e vieni, dice papà.
Così chiamo i miei amici e ci prepariamo a vivere uno splendido viaggio.
Anna Saddey

[Fonte delle immagini: costarossasardegna.com (copertina), didatticarte.it, guide.supereva.it]

Prossimamente la XXXVII Edizione di Roccella Jazz Festival

thHM1LM2IDDal 12 al 24 agosto torna la storica rassegna di Roccella Jonica (RC): tantissimi concerti italiani e stranieri, seminari e masterclasses, una dedica a Rino Gaetano e grandi nomi, da Giovanni Tommaso a Tuck & Patti, da Antonella Ruggiero a Jonathan Finlayson e James Taylor Quartet. Il Comune di Roccella Jonica (RC) è lieto di presentare A me piace il sud, original Tribute to Rino Gaetano, con la direzione artistica di Vincenzo Staiano. Tredici giorni da non perdere per gli appassionati di jazz, buona musica, turismo e cultura, con la XXXVII Edizione di Roccella Jazz Festival – Rumori Mediterranei, uno dei più importanti e longevi festival jazz europei, noto in tutto il mondo per la combinazione tra qualità e originalità della proposta musicale e bellezza artistica e naturalistica dei luoghi. Dal 1981 il festival di Roccella Jonica (RC) propone cartelloni unici nel suo genere, coniugando produzioni originali (spesso in esclusiva o in prima assoluta internazionale), incontri culturali e occasioni preziose di confronti con i musicisti grazie a seminari e masterclasses: sarà così anche per l’Edizione 2017, diretta artisticamente dal prof. Vincenzo Staiano e interamente curata dall’Amministrazione Comunale 20476105_1543735415648844_8569789494386527228_ndi Roccella dopo lo scioglimento dell’Associazione Culturale Jonica, a seguito della scomparsa del suo fondatore, il senatore Sisinio Zito (6 luglio 2016).  A me piace il Sud è uno slogan, ma soprattutto il tema portante dell’Edizione 2017, in riferimento non solo alle località dello Ionio e al valore simbolico della Magna Grecia, ma anche ai risvolti artistici che rivelano queste terre: non è un caso che all’interno della proposta concertistica ci sia un filo conduttore, l’omaggio al grande e indimenticato Rino Gaetano, originario proprio della Calabria. I concerti saranno tutti ospitati in diverse location di Roccella, con una serata itinerante a Siderno. Siamo felici di essere riusciti a garantire la continuità ad una manifestazione che è uno dei pilastri che connota culturalmente la nostra città nel mondo. Credo che anche il senatore Zito, di cui sentiamo tanto la mancanza, sarà contento che il festival, sua creatura artistica, prosegua l’attività ultra trentennale: così ha dichiarato il sindaco di Roccella Giuseppe Certomà. Nei trentasette anni di storia, Roccella Jazz ha dimostrato di saper guardare al jazz nella sua storia ma anche nelle prospettive di rinnovamento internazionali, come testimonia il programma della XXXVII Edizione. La prima settimana del Festival, da sabato 12 a sabato 19 agosto, si intitola Jamming Around & New Talents e si apre il 12 agosto al Porto delle Grazie proprio con un nome internazionale: la giovane bassista polacca Kinga Glyk con il suo Trio. Domenica 13 all’ex Convento dei Minimi una serata invece dedicata alla cultura locale, con un reading-concerto incentrato sul libro Del sangue e del vino, romanzo d’esordio dell’antropologo e musicista Ettore Castagna. Lunedì 14 a Siderno doppio concerto con due terzetti speciali e diversissimi tra loro, The South Project e gli Assassins thPYRSMIAWdi Francesco Cusa. Si torna a Roccella martedì 15 agosto con uno dei principali eventi della XXXVII Edizione: Tuck & Patti! Sarà una combinazione speciale dedicata alla chitarra nostrana e internazionale: in apertura una produzione originale del RJF, il Carafa Quartet di Francesco Loccisano, virtuoso della chitarra battente apprezzato in tutto il mondo, poi il celebre duo di Tuck Andress e Patti Cathcart, attivi dal 1978 e protagonisti del jazz acustico e della new age, amati in tutto il mondo. Mercoledì 16, giovedì 17, venerdì 18 e sabato 19 agosto ancora nuovo jazz italiano con Gabriele Buonasorte/ Quartet, Thomas Umbaca in duo (produzione originale RJF), il trio Ophir e il duo Federica Gennai e Filippo Cosentino, entrambi freschi del nuovo cd, l’ensemble multinazionale The Dave Howard Initiative, infine il Francesco Orio Trio e il Domenico Ammendola Trio. Da domenica 20 a giovedì 24 agosto si entra nel vivo di Rumori Mediterranei, ogni giorno a Roccella concerti, masterclasses e seminari. Domenica 20 un tris di grandi proposte: i Red Basica con il loro originale progressive-jazz, lo splendido trio inglese di Alexander Hawkins, John Edwards e Steve Noble con il grande Sabir Mateen, infine il “concerto versatile” di una delle grandi voci della musica nostrana, Antonella Ruggiero in grande compagnia, con Mark Harris e Roberto Colombo. Lunedì 21 la serata clou del Festival, legata al tema conduttore del sud e Rino Gaetano: prima assoluta e produzione originale di RJF, “Original Tribute To Rino” – Jasmine Tommaso Sings The Songs Of Rino Gaetano With Giovanni Tommaso Apogeo Quintet. Una straordinaria rilettura del patrimonio di Rino Gaetano da parte di una delle colonne del jazz italiano e internazionale, fotoquel Giovanni Tommaso noto non solo ai cultori del jazz di tutto il mondo, ma anche agli amanti della discografia del cantautore scomparso. Prima del concerto di Tommaso, il progetto tra fotografia e musica di Pino Ninfa Sulla Rotta Delle Storie. Un Omaggio Al Mediterraneo – Da Roghudi A Leptis Magna e il sestetto jazz-funk Antonio Faraò Eklektik. Martedì 22 agosto altro gran colpo, con il concerto dei Raw Frame, nuovo e talentuoso trio di art-jazz, il Massimo Donà Trio con Francesco Bearzatti in una produzione originale (prima assoluta) tra filosofia e jazz, con uno “sguardo sonoro” a Pitagora, infine un tuffo nella storia dell’acid jazz con il popolarissimo James Taylor Quartet, il trionfo dell’organo Hammond soul jazz. Proposte sempre diverse per i gusti del pubblico più ampio, come quella di mercoledì 23 agosto: roccella_jazz_11una dedica speciale al compianto Freak Antoni con la presentazione del nuovo libro di Daniela Amenta e l’omaggio della Freak – Out Band; il ritorno sul palco per la prima volta dopo l’infortunio del trombettista Luca Aquino insieme al fisarmonicista Carmine Ioanna; il nutrito organico della Med Free Orkestra, all’insegna della musica multietnica e interrazziale. Gran finale giovedì 24 con un trittico da non perdere: l’Inside Jazz Quartet targato Tracanna, Zanchi, Colombo e Bradascio, il quartetto Coj & Second Time guidato da Claudio Cojaniz, infine la prima europea, davvero attesa, di Jonathan Finlayson & Sicilian Defense, il giovane ma già quotatissimo trombettista californiano. Al termine di ogni serata, a mezzanotte il Midnight Jazz Reading di Nicola Procopio. Da domenica 20 a giovedì 24 agosto torna un’antica tradizione del Roccella Jazz Festival, le master classes che da quest’anno si svolgeranno nelle prestigiose sale del Palazzo Carafa, recentemente restaurato. I docenti saranno proprio sei tra i musicisti partecipanti alla rassegna: Giovanni Tommaso (contrabbasso), Francesco Bearzatti (clarinetto), Dave Howard (armonia e composizione), Jasmine Tommaso (canto), Francesco Loccisano (chitarra battente), Claudio Cojaniz (pianoforte). Nella stessa settimana sarà possibile partecipare anche a interessanti seminari e corsi di formazione: monitoraggio di palco (Enzo Barchitta), “suono, ergo sono” (Piera Recchini), fotografia (Pino Ninfa), passeggiate musicali (Eleonora Bilotta, Francesca Bertacchi, Francesco Rosa), tecnica moderna per fisarmonica(Virginio Aiello), “il contraccolpo nel jazz” (Massimo Donà). Il programma potrebbe prevedere delle variazioni, informazioni su location, biglietti, costo dei seminari e masterclasses sul sito ufficiale www.roccellajazz.org.

Redazione Artinmovimento Magazine

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