Month: February 2023

 

“Non morirò di fame”… fonte di grande riflessione e ispirazione

Non morirò di fame diretto da Umberto Spinazzola è la storia di Pier (Michele di Mauro), un ex chef stellato, che, dopo aver perso tutto, lascia la famiglia e finisce in mezzo alla strada. L’uomo nasconde un oscuro segreto del suo passato, a causa del quale lascia Torino, la sua amata città natale. Pier torna nel capoluogo piemontese dopo una telefonata di Lucia (Olivia Manescalchi), la sua ex cognata, che gli comunica che alla sua ex-moglie Carla non manca molto da vivere, consumata da una grave malattia . Non arriva in tempo, ma, al suo estremo saluto, rivede la figlia Anna (Chiara Merulla), al terzo anno di liceo classico, che a stento riconosce e da cui riceve fin da subito un atteggiamento astioso dovuto all’abbandono, misto al dolore per la perdita. Pier scopre che Carla aveva lasciato in custodia a sua sorella, la ragazza, e si rende subito disponibile per assolvere agli aspetti legali e burocratici, soprattutto per il bene della stessa Anna. Non aveva nulla da offrirle. Non sapendo dove stare, Pier decide di usare come abitazione una baracca nel deposito edile di Annibale (Riccardo Lombardo), il suo migliore amico storico.

Girovagando per le vie di Torino, Pier incontra Granata (Jerzy Stuhr), un vecchio mendicante, esperto nel sopravvivere con niente, il quale sta raccogliendo gli avanzi. Con lui, l’ex chef inizia un viaggio che lo aiuta a riconnettersi con il suo amore per la cucina, perso da tempo.

Intanto Anna decide di restare con suo padre nella baracca: è un modo per ricucinare il rapporto con lui e soprattutto per far parte con un pezzo importante della sua storia, l’unico rappresentante delle sue radici. Pier è così costretto a vivere con una figlia adolescente che in realtà non conosce, imparando cosa significa davvero prendersi cura di qualcun altro.

Il rapporto evolve come anche la stessa vita di Pier che, incontrerà Ester (Claudia Ferri), farà pace col suo ex socio Alberto (Fabrizio Odetto) comprenderà come riprendere a fare l’unica cosa che sapeva fare veramente bene, con una nuova formula, in chiave etica e in nome della libertà.

Un film romantico, quasi fiabesco. La narrazione induce alla riflessione e fa comprendere come, ad un certo punto, se sei destinato a un arte non puoi girarle le spalle. Il tema dello spreco del cibo e della possibilità di recuperarlo e trasformarlo in piatti prelibati ci pone innanzi una realtà terribile, considerando quante sono le persone, anche solo nel nostro bel paese, a vivere di stenti e non avere risorse per i pasti e per una dieta varia ed equilibrata.

La regia di Umberto Spinazzola è attenta, precisa, capace di tratteggiare in modo magistrale la psicologia dei personaggi e la loro evoluzione. Le riprese sulle realizzazioni culinarie di Pier fanno venire l’acquolina in bocca. Sceglie la verve romantica, senza mai calcare troppo la mano: il rischio di cadere nello stucchevole c’è, ma il regista, sapientemente, riesce a evitarlo, scegliendo un ritmo di narrazione adeguato e, a tratti, anche incalzante. I 100 minuti scorrono grazie anche a un color ben costruito e alla fotografia di Matteo Bosi elegante e raffinata. Torino è la città italiana che meglio si presta come location di un film magico e sospeso tra sogno e realtà come questo. La sceneggiatura è ricca e ben articolata, come la scelta delle musiche che accompagnano con grazia la pellicola e la storia.

Il cast è equilibrato e tutti hanno saputo ben interpretare il proprio ruolo. Siamo rimasti molto colpiti dalla sinergia tra la coppia tra Michele Mauro (Pier) e Jerzy Stuhr (Granata) che reggono sulle proprie spalle quasi tutto il film. Magistrali le loro interpretazioni: espressività corporea da vendere. Chiude la triade dei protagonisti Chiara Merulla decisamente apprezzabile nell’interpretazione del tutt’altro che semplice personaggio di Anna. A tratti un po’ troppo teatrale la più che dignitosa Olivia Manescalchi (Lucia) mentre assolutamente positivi Riccardo Lombardo, Fabrizio Odetto e Claudia Ferri, tre ottimi comprimari.

Un film piacevole, positivo, capace di indurre riflessioni con la giusta misura. Consigliatissimo!

A Torino al Cinema Fratelli Marx, in corso Belgio, 53.

Annunziato Gentiluomo

Diavolo che streghe a Bardolino

Sabato 11 febbraio, alle 20.45, ritorna al Teatro Corallo di Bardolino (VR) (sito in via Fosse, 13), una commedia brillante, un musical Diavolo che streghe, tratto dal film Le streghe di Eastwick con un grande Jack Nicholson tra i protagonisti.

In un piccolo paese dove tutto è in bianco e nero e la gente vive nel pettegolezzo, nell’inganno e nella finzione tre donne esprimono un desiderio nello stesso istante. Inconsapevoli dei loro poteri magici invocano il diavolo che arriva a portare seduzione, scompiglio e caos nella cittadina.
Uno spettacolo teatrale interamente cantato dal vivo, dove la musica la fa da padrona e il divertimento si alterna alla commozione.

20 attori in scena – Mauro Tarletti, Barbara Francini, Marzia Gandini, Alessandra Apostoli, Simona Borra, Lorenza Colombo, Filippo Tarletti, Andrea Gandaglia, Beppe Luterotti, Paolo Menegatto, Mariarosa Sagonti, Sandra Baresi, Silvia Talia, Lucia Sartorelli, Stefania Bonetti e con Caterina Bassi, Elektra Puggioni, Giulia Guizzon, Irene Vacchi – per una serata da non perdere.

Una serata diversa, la cui direzione artistica e musicale porta la firma di Simona Nolli. Una serata di vero divertimento, arricchito dalle coreografie di Barbara Maestrini e Alice Luterotti. Completa il cast il coach teatrale Andrea Luterotti.




Geo-khepri… un dispositivo speciale per persone speciali

Oggi la nostra attenzione è focalizzata su un accessorio speciale per persone speciali.

L’artefice di questa meraviglia è Alessandro Quattrocchi, un carpentiere, nato a Moncalieri, l’11 ottobre del 1994, e residente attualmente a Rivalta di Torino. Ha creato Geo-khepri con l’obiettivo di aiutare tutte quelle persone con disabilità motorie e autismo a fare ippoterapia e di realizzare una fattoria didattica dedicata a loro. Il percorso di realizzazione è durato circa un anno e ha previsto l’aiuto di un ingegnere e dell’equipe di lavoro.

Cos’è precisamente? Geo-khepri è un accessorio che va adattato su una sella americana, dotata di schienale reclinabile per aiutare la salita del disabile sul dorso del cavallo. Inoltre si può regolare l’inclinazione in base alla disabilità dell’utente. Prevede un poggiatesta con supporto regolabile a seconda dell’altezza che si applica alla nuca per reggere il capo; e una cintura a 5 punti per trattenere l’utente sulle spalle e sui fianchi (che sono le parti più rigida del corpo): servono a dare sostegno alla schiena. Come alternativa si può ricorrere alla cintura pelvica, una cintura singola all’altezza del bacino per equilibrare il carico. Inoltre aggiungendo l’archetto centrale, si possono aiutare i ragazzi autistici per fare in modo che tenendosi si sentano al sicuro.
Il cavallo al passo trasmette vibrazioni al corpo e di conseguenza anche al cervello, stimolando le connessioni nervose dello stesso. In definitiva con Geo-khepri rendiamo possibile l’uso dei movimenti multidimensionali del cavallo che stimolano la muscolatura, le ossa e le articolazioni della persona con disabilità, consentendole di vivere una bellissima esperienza a cavallo e permettendole di fare ippoterapia, spiega Alessandro Quattrocchi.

Sicuramente degno di note questo dispositivo, frutto dell’intuizione e del gran cuore di un giovane della provincia di Torino.

Cogliamo l’occasione, in chiosa, per lanciare un grande evento, Geo-Khepri. Un giorno speciale. Il 30 aprile, tieniti libero, per godere e partecipare a un momento fantastico presso la Scuderia dell’Agriturismo Spirito di prateria, sito a Piossasco (TO), in via San bernardino 20. Save the date!

Annunziato Gentiluomo 

Upgrade del corso di sviluppo della sensitività con Manuela Pompas

L’Università Popolare ArtInMovimento APS ha proposto a Torino, dal 20 al 22 gennaio, il seminario Attivare i doni dello spirito curato da Manuela Pompas, grande studiosa, scrittrice e divulgatrice di tematiche inerenti al paranormale, alla vita oltre la vita e alle pratiche olistiche di guarigione, e riferimento italiano dell’ipnosi regressiva.
In quella sede Manuela Pompas ha affrontato la parte teorica sulle facoltà ESP (extrasensoriali), PK (psicocinetiche) e Theta (legate alla sopravvivenza), a cui si è relazionata la parte pratica, più interessante e divertente, con esercizi sulla telepatia, sulla chiaroveggenza e sulla psicometria.

Il 18 e le 19 febbraio, Manuela proseguirà offrendo altre precisazioni teoriche, si confronterà con i partecipanti e proporrà molti altri esercizi per lo sviluppo della chiaroveggenza; di psicometria; di percezione e trasmissione dell‘energia nella pranoterapia; di pulizia dell’aura; di viaggi fuori dal corpo, e saranno dati accenni di radiestesia.

Si concluderà con una piccola parte teorica sulla medianità che contempla le tecniche per comunicare e chi sono le entità che si presentano (gli spiriti burloni, le entità basse, i nostri cari, le nostre guide) e si presenteranno i principi di scrittura creativa e telescrittura.

Il seminario si svolgerà a Torino, presso la Scuola di Danza Relevé – sita in via Lessolo, 19 – con i seguenti orari: sabato 18 febbraio dalle ore 16.30 alle 20.00 e domenica 19 febbraio dalle 10.00 alla 19.00.
A ogni partecipante è richiesto di portare: una penna e un quaderno per prendere appunti; uno o più oggetti che portano la memoria di un evento importante o di una persona a voi cara; e un pendolo.

Per iscriversi al seminario di Manuela Pompas, bisogna versare un acconto (non restituibile) di 30 euro (20 dei quali sono per la tessera associativa ad ArtInMovimento). La quota va versata tramite bonifico bancario a: Università Popolare ArtInMovimento – Corso Verona, 20 – 10152 Torino (TO)
IBAN: IT39Q030 6967 6845 10749159647 [Banca Intesa San Paolo]
con la seguente causale: erogazione liberale per iscrizione corso Sensitività febbraio 2023 e iscrizione alla realtà associativa.
La ricevuta va inviata ad andareoltre@artinmovimento.com.

Un evento interessante e stimolante. Da non perdere!

Francesco Romeo









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