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Search Term: Expo Milano 2015

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La Germania a Expo 2015 Milano: spazio alle idee

DP-GESAMT-2015-05-14-um-08-58-06Continuiamo il nostro giro del Mondo virtuale. Dopo l’Italia e l’Estonia, oggi vi portiamo a fare un giro nella “Mitteleuropa” visitando il padiglione della Germania a #Expo2015Milano.
2680 metri quadri di superficie espositiva, per un padiglione che ha ampi spazi esterni, è accogliente e ben organizzato e rispecchia in generale lo stile tedesco. Riflettori puntati sulle soluzioni tecnologiche e innovative per rispondere ai problemi comuni del nostro tempo in tema di agricoltura, produzione, conservazione dell’ambiente e riduzione dello spreco.
JpegFanno mostra di sé nel padiglione alcune celle fotovoltaiche di ultimissima generazione, per esempio, in grado di utilizzare la luce anche quando ce n’è molto poca, e che potranno essere riutilizzate una volta smontato il tutto, così come gran parte della struttura. L’insieme architettonico è stato concepito per riprodurre un vero e proprio paesaggio di campi e prati, infatti il nome che è stato dato all’esposizione è “fileds of ideas”.
All’interno invece si possono trovare postazioni interattive nella quali si può accedere alle informazioni grazie a un particolare Jpegdispositivo di cui vengono dotati tutti i visitatori all’ingresso. Si tratta di una tavoletta chiamata “SeedBoard” in grado di interagire con le postazioni e sulla quale risultano proiettate di volta in volta le informazioni. Gli elementi, la biodiversità, le soluzioni concrete, la lotta allo spreco alimentare, un forte richiamo alla responsabilità di ognuno nelle azioni quotidiane sono i temi salienti.
Al piano superiore si trova un “giardino delle idee”. Troviamo un giardino vero, con piante aromatiche e ortaggi coltivati in spazi limitati e adattati in modo fantasioso, per rendere praticabile il giardinaggio negli ambienti urbani. A tale proposito, abbiamo ritrovato a Expo un cenno all’apicoltura urbana che avevamo scoperto a Terra Madre, esperienza nata a Berlino e diffusasi poi in molte altre città, non solo in Germania.
JpegTra le piante del “Giardino delle Idee” vi sono dei blocchetti, con fogli staccabili a disposizione di tutti sui quali sono riportate delle ricette, altro modo molto simpatico per interagire con il pubblico per e per lasciare un ricordo concreto dell’esperienza di visita. Ne abbiamo prese un paio e ve le proporremo prossimamente.
Infine, vi è uno show che viene riproposto quotidianamente e ha come parola d’ordine “Be Active”, o meglio “Be(e) Active” richiamando appunto le api. Due giovani animatori coinvolgono il pubblico con uno show musicale il cui tema sono il cibo e gli animali legati alla produzione alimentare, chiedendo al pubblico stesso di partecipare producendo dei suoni che, accompagnati dalla musica e amplificati, richiamano gli eventi atmosferici e la vita di una fattoria. Il ritmo incalzante ricorda a tutti di “rimanere attivi”, per se stessi e per il Pianeta che ci circonda.
La responsabilità del Padiglione tedesco è del Ministero federale dell’Economia e dell’Energia (BMWi). Su incarico del Ministero la Fiera di Francoforte ha affidato la sua realizzazione al gruppo di lavoro ARGE (Deutscher Pavillon Expo 2015 Mailand). Il progetto degli spazi è firmato da Schmidhuber di Monaco, mentre Milla&Partner di Stoccarda è responsabile della progettazione dei contenuti e dell’allestimento dei medium espositivi.
Nel complesso un’esperienza molto gradevole, stimolante rispetto all’approfondimento dei temi e rispetto all’azione quotidiana individuale, concetto a nostro avviso molto importante in relazione al grande messaggio che intende veicolare Expo nel suo insieme.
Chiara Trompetto
[Fonti delle immagini: expo2015-germany.de (credits B.Handke; Chiara Trompetto ph]

Expo2015 inizia a scrivere la Carta di Milano

carta-di-milano-dettaglioA Milano sabato 7 febbraio si è discusso di alimentazione e non solo. Esponenti dei Paesi coinvolti nel grande evento internazionale di Expo2015, del mondo della cultura e di quello scientifico riuniti in 42 tavoli tematici hanno approfondito e si sono confrontati, per gettare le basi di quella che sarà la “Carta di Milano”.
Si tratta di un documento, un protocollo per tutti i Paesi che decideranno di aderire, che arriverà in autunno all’ONU per la definizione dei nuovi Obiettivi del Millennio.logoExpo1
La giornata ha rappresentato una importante tappa di avvicinamento a Expo2015 il cui tema, lo ricordiamo, è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
Sviluppo sostenibile, culture e stili alimentari, nutrizione, economia, spreco e diritto al cibo sono i temi di cui si è discusso ieri. Presenti, oltre al Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, e poi i videomessaggi di Papa Francesco e dell’ex Presidente brasiliano Lula.

Renzi ha ricordato quanto sia importante che la politica sia impegnata nel contrastare le diseguaglianze, e allo stesso tempo l’opportunità rappresentata dall’Expo per rilanciare la crescita. Il Papa ha invece puntato l’attenzione sulla sostenibilità dello sviluppo economico e sul rispetto che occorre avere per la natura e l’ambiente che ci ospita affinché i benefici di quello sviluppo siano davvero per tutti. Lula si è detto convinto che sia davvero possibile vincere la povertà e che questo debba diventare un obiettivo condiviso.
Presente ai tavoli di lavoro anche Carlin Petrini, fondatore di Slow Food e di Terra Madre, che con Expo hanno in comune molti temi e intenti. Come ben fotografato dalla giornata di sabato, Expo2015 sarà un evento collegiale. I Paesi del mondo saranno vicini, nei padiglioni e negli spazi espositivi, e proveranno a dialogare per elaborare nuove soluzioni e risposte alle esigenze del nostro tempo, per le generazioni presenti e per quelle future.
Chiara Trompetto
[Fonte delle immagini: expo2015.org, andkronos.com]

“Fire in the Water” il 12 e il 13 dicembre a Milano con Patrizia Stefanini

benessere_natura_saluteCome sostenere la salute? Secondo la definizione che si dà a questa condizione, avremo diverse modalità di trattamento che, in svariati modi si propongono di creare le condizioni favorevoli al suo mantenimento.
Il sistema vivente umano ha più a che fare con le vibrazioni energetiche che con la chimica. Nello shiatsu questo aspetto è considerato nel modello energetico dei meridiani, vie privilegiate colori_ondedi manifestazione della vita.
È noto che la vita sul pianeta terra è possibile grazie alla luce solare. Essa è radiazione elettromagnetica che si esprime in un intervallo preciso di valori di frequenza, la cosiddetta finestra del visibile, ovvero i colori.
Stefanini_23Anche secondo alcuni recenti studi di biofisica, la luce solare gioca un ruolo centrale per la salute umana. Uno shiatsu basato su queste conoscenze può aumentare la sua efficacia di intervento.
Necessaria è la formulazione di un nuovo modello teorico del meridiano e considerare il sistema vivente come sistema quantico macroscopico.
La sua natura dinamica gode di una proprietà detta coerenza che è implica uno stato di ordine mantenuto con la minima energia necessaria. Ciò cambia la prospettiva su come mantenersi in salute
Un raggio di luce è il modo più efficace di stimolare il recupero di coerenza di un sistema. Ciò è sinonimo di salute
Fire HadoPatrizia Stefanini nel prossimo suo seminario Fire in the Water – Fuoco nell’Acqua, Hadoshiatsu e processi di guarigione, a Milano il 12 e il 13 dicembre, esplorerà come una pressione shiatsu portata in condizione di espansione con un atteggiamento mentale positivo è in grado di ottenere lo stesso risultato, dato che si tratta di un’esperienza di comunicazione attraverso la risonanza.
patrizia_stefanini2Alla luce di questo approccio all’uomo e alla vita, verranno inoltre rivisitati e interpretati alcun concetti base del modello umano della tradizionale dell’estremo oriente, come i meridiani e i tre Tesori del genere umano.
Il seminario, valido come aggiornamento professionale, hadoshiatsu e post diploma, è aperto dagli studenti dal V livello. Si terrà allo Spazio MU, presso la sede milanese dell’Istituto Europeo di Shiatsu, sita in via Aristotele 39. Il costo è di 190,00 € (IVA inclusa). Gli orari saranno: sabato 10:30 – 18:30 e domenica 10:00 – 17:00.
Per informazioni chiamare allo 02 2700 1500 o scrivere a scuola@shiatsu.milano.it o a info@shiatsu.milano.it.

Un evento da non perdere per entrare nella nuova frontiera dello shiatsu.
Redazione di ArtInMovimento Magazine

[Fonti delle immagini: eleonoraarduino.it (copertina), rsi.ch, scienzenoetiche.it]

Al Lingotto Fiere “Expo Sport & Salute” per promuovere stili di vita salutari

rsz_sportExpo Sport & Salute si svolge al Lingotto Fiere di Torino in contemporanea con Passioni d’Inverno (12-15 novembre), con apertura da oggi, martedì 10 a domenica 15 novembre. Nasce dalla collaborazione tra GL events, CONI e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e riunisce 55 Federazioni Sportive regionali per dare la possibilità al pubblico di provare le varie discipline e trasmettere l’importanza dellaEXPO-Sport-e-Salute pratica sportiva per uno stile di vita salutare e vedrà la partecipazione di atleti nazionali.
L’evento propone dimostrazioni, prove e competizioni, seguite da tecnici sportivi abilitati, oltre a un calendario di corsi professionali, convegni divulgativi e premiazioni.
Gli orari vedranno ingressi riservati alle scuole (fino alle 13 per i primi tre giorni) mentre l’orario generale è così strutturato: martedì 10 e mercoledì 11, dalle 10 alle 15, giovedì 12, venerdì 13 e sabato 14 novembre dalle 10 alle 22 e domenica 15 dalle 10 alle 20.
Il costo del biglietto è di 10 euro con la possibilità di scaricare un coupon sconto di 5 euro direttamente sul sito. Un evento perfetto sia per gli sportivi sia per chi deve ancora trovare la propria  disciplina.

ArtInMovimento Magazine

Expo2015: ecco i premi per il Padiglione tedesco

JpegSi è concluso Expo2015 a Milano, con una grande cerimonia tenutasi sabato 31 ottobre, fuochi artificiali, e l’ultimo emozionante spettacolo dell’Albero della Vita. Gli ultimi giorni hanno portato anche premi e riconoscimenti per i padiglioni, votati dal BIE (Bureau Internazional des Expositions) nelle varie categorie di appartenenza a seconda della grandezza e per diversi aspetti della proposta espositiva. Le categorie individuate erano tre: padiglioni grandi, padiglioni piccoli e cluster. Tre erano i premi: Architettura e Paesaggio, Allestimento e Sviluppo del Tema. Il BIE  ha premiato la Germania, di cui abbiamo parlato anche noi, per lo sviluppo del tema. Il padiglione è stato anche premiato agli Expo 2015 Awards dell’Exhibitor Magazine  nelle categorie “Miglior padiglione” e “Interattività”. Per quanto riguarda l’interattività, la giuria internazionale è rimasta colpita dalla “SeedBoard”, lo strumento che veniva consegnato ad ogni visitatore del Padiglione Tedesco e che aveva la funzione di guida personale lungo tutto il percorso della mostra. Il padiglione ha inoltre ottenuto una menzione speciale nella categoria “Miglior uso della tecnologia” per i moduli fotovoltaici organici presenti Jpegnei suoi “alberi solari”. Il Padiglione Tedesco si è aggiudicato così due delle nove categorie del concorso che l’Exhibitor Magazine, una delle principali riviste americane di settore nel campo delle manifestazioni e degli allestimenti fieristici, indice in occasione di ogni Esposizione Universale. Commenta Dietmar Schmitz, Commissario Generale del Padiglione Tedesco “Ci fa molto piacere sapere di aver raggiunto due volte il primo posto in un concorso internazionale. Di questo dobbiamo sicuramente ringraziare i nostri partner del gruppo di lavoro ARGE Deutscher Pavillon, che hanno sviluppato e realizzato il concept del Padiglione Tedesco“. Gli fa eco Peter Redlin, direttore creativo di Milla & Partner: “Tutti i Partecipanti Ufficiali delle Esposizioni Universali investono molte energie nella partecipazione del proprio Paese o Istituzione. Non è per nulla semplice far risaltare il proprio padiglione rispetto a tutti gli altri. Essere riusciti a convincere una giuria internazionale con il nostro concetto espositivo ci riempie di orgoglio“. Milla & Partner è una delle tre aziende del gruppo di lavoro “Arbeitsgemeinschaft Deutscher Pavillon JpegExpo 2015 Milano” (ARGE) ed è responsabile sia dei contenuti, sia dell’allestimento espositivo e della progettazione multimediale del padiglione. Oltre a Milla & Partner fanno parte del gruppo di lavoro ARGE lo studio di architettura Schmidhuber (Monaco di Baviera) e l’impresa di costruzioni Nüssli Deutschland (Roth bei Nürnberg). Aggiunge ancora Lennart Wiechell, architetto e partner presso Schmidhuber: “Negli ultimi 5 mesi la Germania si è presentata di fronte ad un pubblico di milioni di persone. Poter sentire l’entusiamo dei tantissimi visitatori è già un grandissimo riconoscimento. Con questi molteplici premi vengono onorati il Jpegconcept di un padiglione tematico che è strutturato su più livelli ed il grande team composto dal costruttore, da specialisti della Seite 2 progettazione e dall’intero staff del padiglione“.
L’Exhibitor Magazine valuta sia il concetto generale dei padiglioni, sia i singoli oggetti e le presentazioni delle esposizioni ed anche i singoli elementi dei padiglioni e degli oggetti in esposizione. Tra le categorie in cui vengono assegnati premi rientrano “Miglior padiglione”, “Miglior exterior design”, “Miglior presentazione” ed “Elementi e dettagli”. Nel numero di dicembre del magazine verranno presentati i vincitori dell’edizione del concorso di quest’anno. Anche la pagina web del magazine da dicembre presenterà i padiglioni ed i loro highlight. Ulteriori informazioni sugli award reperibili qui. Ad agosto 2015 al Padiglione Tedesco “Fields of Ideas” era già stato assegnato il Red Dot Award nella categoria “Spatial JpegCommunication”, il padiglione è stato inoltre nominato anche per il FAMAB-Award. Le grandi esposizioni universali si svolgono ogni cinque anni in alternanza con esposizioni internazionali più piccole. La grande Expo di Milano segue l’edizione di Shanghai (2010) e precede quella di Astana in Kazakhstan (2017) e Dubai negli Emirati Arabi (2020).
Redazione ArtInMovimento Magazine
[Immagini: Chiara Trompetto Ph]

Expo2015: il padiglione del Giappone

Jpeg Nel nostro giro del mondo virtuale con Expo2015 non poteva mancare il padiglione che più ha catalizzato l’attenzione di pubblico e stampa, fenomeno mediatico a sé stante all’interno del fenomeno-Expo. Fermo restando che le 10 ore di coda raggiunte nei giorni scorsi sono un numero difficilmente comprensibile per qualsivoglia evento, pur bello o interessante, vogliamo tuttavia raccontarvi qualcosa di più, lasciandoci dietro le code e le inevitabili differenze di punti di vista, sia sulla bellezza o meno di un padiglione, sia sul senso di Expo nel suo insieme.
E quindi benvenuti, benvenuti in Giappone, o meglio al Padiglione Giappone di ExpoMilano2015.
L’organizzazione è precisa e affidabile, agli addetti di media e stampa viene accordato un appuntamento – giorno e orario- rispettato spaccando il minuto. Siamo stati accolti da ragazze 12036590_10207879355052900_1348321604510379103_ngiovani e preparate, delle quali chi non conosceva un po’ di italiano si faceva ben comprendere in un inglese davvero impeccabile. Prima dell’ingresso il padiglione è stato presentato nel suo insieme per fare capire a grandi linee il percorso di visita, scelta azzeccata poiché a nostro avviso i mezzi comunicativi scelti non hanno l’immediatezza tra le caratteristiche principali. Provando a dare una definizione dell’esperienza di visita nel suo complesso, la si potrebbe definire “cinestetica”, nel senso che coinvolge davvero tutti i sensi, in un susseguirsi di stimoli visivi, olfattivi, tattili, e in una grande interattività messa a disposizione del pubblico addirittura attraverso una app da scaricare sullo smartphone. Si instaura un rapporto diretto con la realtà del Jpegpadiglione, si personalizza la visita potendo scaricare direttamente le immagini, e si ricevono poi aggiornamenti e news anche dopo: infatti l’applicazione rimarrà attiva fino al termine della manifestazione. Il tema scelto dal padiglione è quello della “diversità armoniosa“, declinato vari modi. L’armonia negli elementi naturali e nel ciclo delle stagioni, l’armonia – almeno un’armonia ricercata – nell’intervento dell’uomo sulla natura e sul paesaggio e nell’interazione tra l’uno e l’altro. L’armonia della stagionalità degli alimenti, l’armonia e l’equilibrio nella Jpegcomposizione dei piatti. La ritualità nella preparazione dei cibi e nel consumarli, la forma che diventa anche sostanza nel vissuto condiviso del cibo. La conclusione del percorso, rispetto ad altri abbastanza lungo e con dei tempi forzati dettati dalla durata di alcuni contenuti video che non si possono bypassare o evitare, dicevamo la conclusione è un momento di vera e propria festa. Ci si trova in un grande ristorante virtuale (il “ristorante del futuro”), tavoli da 4 e 6 persone ai quali ci si può trovare a fare amicizia con altri visitatori che non si conoscono (è uno degli auspici di chi ha ideato il tutto), una performance di animazione musicale nel centro del salone che accompagna iJpeg commmensali nel compito cui sono chiamati, cioè conoscere e poi scegliere i propri piatti preferiti. La pietanze compaiono direttamente sui tavoli, che sono in realtà degli schermi interattivi sui quali ognuno può operare e sbizzarrirsi. Abbiamo avuto modo di imparare il vocabolo utilizzato per ringraziare alla fine del pasto: gochisousama, che letteralmente dovrebbe significare “questo (cibo) era delizioso”. In uscita (dopo circa 45′) si passa accanto al ristorante e la voglia di fermarsi è davvero molta: i prezzi sono elevati (ma un po’ tutto in Expo è così) ma la qualità possiamo affermare che è ottima, compresa la presentazione dei piatti, e i tempi di attesa assolutamente accettabili. Un assaggio di Giappone, si può dire letteralmente “in tutti i sensi”, che esalta nel tema del cibo e della biodiversità alcune caratteristiche distintive della mentalità e della cultura del Paese. Obiettivo centrato, a parte le 10 ore di coda…

Chiara Trompetto
[Immagini: Chiara Trompetto ph]

 

Al Conservatorio di Milano “I Promessi Sposi” di Amilcare Ponchielli

conservatorio-verdiIn scena al Conservatorio di Milano, sabato 24 e domenica 25 ottobreI PROMESSI SPOSI” di Amilcare Ponchielli, sulla base dell’edizione critica del libretto curata da Licia Sirch e della ricostruzione della partitura a cura del Gruppo di lavoro I promessi sposi del Conservatorio guidato da Marco Pace.
Una nuova produzione operistica del Conservatorio chiude idealmente il percorso aperto nello scorso mese di maggio con l’allestimento del “Matrimonio Segreto” di Domenico Cimarosa, che altrettanto idealmente aveva inaugurato le manifestazioni EXPO dell’Istituto cittadino.
La scelta questa volta è caduta su un’opera legata alla città che ha ospitato EXPO e, nell’allestimento curato dall’Accademia di Belle Arti di Brera per la regia di Sonia Grandis, silocandina promessi sposi 2 pone come omaggio alla stessa città.
La produzione ha visto il Conservatorio collaborare con l’Accademia di Belle Arti di Brera non soltanto per la realizzazione della scena, ma anche per la costruzione dell’intero impianto scenico che trasformerà Sala Verdi in un vero e proprio teatro, completo di buca per l’Orchestra. Anche i costumi che saranno indossati dai protagonisti dell’opera e dalle compagini corali sono opera degli allievi di Brera.
La collaborazione con Casa Ricordi riguarda invece la parte più strettamente musicale dell’avventura Promessi sposi. A un gruppo di lavoro coordinato da Marco Pace si deve infatti la ricostruzione 16della partitura e la realizzazione dell’edizione dell’opera che il pubblico milanese ascolterà i prossimi 24 e 25 ottobre. Curata invece da Licia Sirch l’edizione critica del libretto dell’opera.
E delle due edizioni, del libretto e della musica, si parlerà, prima della “prima” dei “Promessi Sposi” rispettivamente venerdì 23 ottobre alle ore 17:00 in Sala Puccini in un appuntamento inserito nel cartellone di BOOK CITY Milano 2015 e sabato 24 ottobre alle ore 18:00 nel Foyer di Sala Verdi.
ArtInMovimento Magazine

[Immagini da ilcomuneinforma.it, operalibera.net, bookcitymilani.it]

Santa Cecilia, da Roma a Milano e poi in streaming: la grande musica a portata di tutti

Secondo appuntamento domani all’Autiorium Parco della Musica di Roma, (Sala Santa Cecilia ore 18; repliche stagione_1516slidelunedì 12 ore 20,30 e martedì 13 ore 19,30) del ciclo “Beethoven e i contemporanei” nel quale Antonio Pappano ha collocato accanto alla Seconda e alla Quinta Sinfonia dell’autore tedesco, un’opera di un compositore a lui coevo: l’ouverture dall'”Olympie” di Gaspare Spontini.
Domenica 11 ottobre, invece, l’Orchestra di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, sarà al Teatro alla Scala di Milano, in occasione delle manifestazioni di EXPO 2015.
beethovencontemporaneislideSpontini compose la sua tragédie-lyrique nel 1819 (l’ultima versione è del 1826) durante il suo periodo di attività in Germania, quindi circa una quindicina di anni dopo le Sinfonie beethoveniane, ma tutta la sua produzione può considerarsi antesignana della musica romantica, e fu un sicuro punto di riferimepappanoinweb2502015nto, soprattutto per l’orchestrazione, non solo per Beethoven, ma anche di altri compositori tra i quali Berlioz.
Lunedì 12 ottobre riprende PappanoinWeb, l’iniziativa organizzata da Accademia Nazionale di Santa Cecilia e TIM, che digitalizza la grande musica classica grazie all’eccellenza tecnologica delle piattaforme digitali di TIM e che, sfruttando le potenzialità offerte da Internet e dai social network, ha l’obiettivo di estendere al pubblico della Rete la partecipazione ai grandi concerti di musica classica e l’interazione con i protagonisti e gli esperti del settore.
Quest’anno sono previsti quattro nuovi appuntamenti trasmessi in streaming live sul sito pappanoinweb.telecomitalia.com, che rimarranno disponibili on demand fino al 31 dicembre 2016. Ma la vera novità di fotogaller2012pappano_x1xquest’anno è rappresentata dalla introduzione della tecnologia di ripresa “panoramica 360°” che arricchisce la visione con immagini ravvicinate dell’Orchestra, del Coro e del Direttore, dando così allo spettatore del web la sensazione di essere realmente presente in sala.
Sulla base dei taccuini di lavoro, i primi abbozzi della Seconda Sinfonia risalgono all’anno 1800 e si intensificano nel periodo che va dall’ottobre 1801 al maggio 1802. L’opera viene completata nell’estate durante la villeggiatura trascorsa a Heiligenstadt e presentata a Vienna il 5 aprile 1803; mentre nasce quest’opera, pervasa di energia e serenità, la vita di Beethoven attraversa uno dei momenti più dolorosi e scoraggianti; è di quel tempo infatti il manifestarsi della sordità dell’artista in forma acuta e la conseguente decisione di abbandonare la carriera concertistica. Questo non impedì ai contemporanei di avvertire subito qualcosa di sorprendente, nella strumentazione e nella novità delle idee musicali di Beethoven.
La stesura della Quinta Sinfonia occupa un periodo di tempo più ampio: dopo i primi abbozzi risalenti al 1804, il compositore la riprese nel 1807 e la completò solo nella primavera dell’anno successivo. All’atto della pubblicazione la Sinfonia venne dedicata al principe Rasumovskij e a Lobkowitz, preziosi mecenati e amici del compositore.

Stagione Sinfonica Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
Sabato 10 ottobre ore 18 – Lunedì 12 ore 20.30 – Martedì 13 ore 19.30
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano direttore
Spontini Olympie, ouverture
Beethoven Sinfonia n. 2 e n. 5
Biglietti da 22 a 60 Euro – Infoline: tel. 068082058

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Fonte delle immagini: santacecilia.it]

Si chiude a Milano il grande evento di Terra Madre Giovani

1432190175381-YZ5CGO61-thumbnail-23070Si chiude a Milano Terra Madre Giovani – We Feed The Planet, la grande manifestazione di Slow Food dedicata al futuro del cibo e ai giovani contadini da tutto il mondo
«Mai nella mia vita ho provato il senso e la forza di un’energia così straordinaria come in questa riunione. Grazie, grazie per essere venuti, grazie per avere lavorato cosi intensamente in questi tre giorni». È il ringraziamento emozionato che il fondatore di Slow Food Carlo Petrini rivolge alle centinaia di delegati presenti in occasione della cerimonia di chiusura di Terra Madre Giovani. “Chi ha in testa lo stereotipo del vecchio contadino, sbaglia! Essere contadino non è un retaggio del passato. Voi siete il futuro della terra, perché lavorate con la terra e dalla terra prendete questa energia. Chi lavora la terra è il tutto, non la parte, ed è ora che questo messaggio politico passi. Non siamo qui un’assise di contadini, una parte dell’umanità: questa è carlo-600x600una parte dell’umanità che si fa carico della complessità del vivere perché il cibo è l’unica cosa che ci rende viventi”  continua Petrini: “La più grande gioia per una persona è vedere che ciò che ha costruito continua: ricordatevi ragazzi, quando costruite qualcosa ci deve essere la gratificazione per quello che fate, ma nello stesso tempo mettete i presupposti perché il vostro lavoro abbia una continuità. Hanno ragione i nostri amici francesi quando usano l’espressione ‘durable’. Ho l’impressione che l’attività di Slow Food e il progetto di Terra Madre Giovani siano ‘durable’. Abbiamo costruito con caparbietà un’idea e questa oggi ha le gambe, le mani, il cuore di una nuova generazione presente in questa platea. E anche se non vi conosco tutti personalmente so che voi continuerete su questa strada, e ricordate: farete meglio dei fondatori”.
Petrini ha quindi ringraziato per il lavoro svolto tutta la rete di Slow Food Youth Network che ha organizzato l’evento, cimentandosi per la prima volta con l’imponente macchina organizzativa thumb__MG_7795_1024-600x600che ha portato 2500 giovani produttori da oltre 120 paesi a Milano e ha invitato la platea: “Fate Terra Madre a casa vostra. Fate nascere Terra Madre nei nostri villaggi: la rete si costruisce, si amplifica per irradiazione. In questo modo costruiamo un’organizzazione non verticistica, piramidale. Costruiamo un’organizzazione che si allarghi. Se ci sono meno strutture e più idee meglio stiamo in salute e in felicità“.
Un ringraziamento speciale è andato anche a Milano, che ha saputo reagire a questo affetto con gratitudine, non solo aprendo le proprie case ai delegati da tutto il mondo, ma anche attraverso le parole del sindaco Giuliano Pisapia: “Milano dice arrivederci ai contadini e pescatori che sono arrivati in città per Terra Madre Giovani, dal Nord e dal Sud del mondo, nell’anno dell’Expo dedicata alla sicurezza alimentare e allo sviluppo sostenibile. Milano dà loro un arrivederci, perché vogliamo averli al nostro fianco – con i loro sogni, l’energia vitale e la passione – per l’elaborazione di politiche alimentari più intelligenti cui ci impegna il Milan Urban Food Policy Pact, il patto tra i Sindaci del mondo che 100 metropoli internazionali firmeranno il 15 ottobre, quale eredità concreta di Expo 2015. Una sfida ambiziosa che si può vincere solo lavorando tutti insieme. Il contributo dei giovani contadini 3.0, con il loro bagaglio di nuove conoscenze, sarà molto prezioso. A Milano, come nei loro Paesi“.
E se Milano ha accolto i delegati e la manifestazione, altrettanto ha fatto Expo, che ha ospitato l’incontro di chiusura nell’Auditorium. Il Commissario unico delegato del Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala ha portato il suo saluto ai giovani delegati, sottolineando come la presenza di tanti giovani lavoratori della terra abbia colmato un vuoto: quello dell’assenza dei produttori locali all’Esposizione Universale. «Con Terra Madre Giovani – ha spiegato Sala – l’Esposizione Universale dimostra una volta di più di essere una piattaforma di dialogo e di confronto unica.‎ Le esperienze che i giovani agricoltori e pescatori hanno raccontato qui oggi, così come la loro stessa presenza in Expo, sono testimonianza concreta e reale di come si può e si deve fare agricoltura con il progresso. Abbiamo bisogno del loro contributo”.
Un saluto caloroso ai delegati è giunto anche dal ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, intervenuto a sottolineare il valore dell’esperienza del lavoro svolto nei giorni scorsi: “Le esperienze e le idee dei migliaia di agricoltori under 40 arrivati a Expo oggi con Slow food per Terra Madre Giovani aumentano ancora la letteraalmondo-600x600forza del messaggio che parte da Milano: battere la fame entro il 2030 è possibile. Un impegno che prendiamo insieme a chi è e sarà protagonista della sfida alimentare: i giovani contadini del mondo. Expo si è rivelata una grande lezione di educazione civica, non solo ambientale. Il tema agricolo e alimentare è sopratutto una sfida di cittadinanza. L’Italia vuole continuare a impegnarsi anche dopo Expo, perché il lavoro fatto in questi mesi diventi uno stimolo stabile alle politiche internazionali. Con la Carta di Milano abbiamo dato un contributo importante all’elaborazione dei nuovi Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite. Da qui deve partire un lavoro quotidiano che veda insieme cittadini, associazioni, imprese e istituzioni per una concreta garanzia del diritto al cibo per tutti. Credo molto nell’idea che la generazione Expo, anche grazie Terra madre giovani, possa diventare a tutti gli effetti la prima generazione Fame zero“.
Un riferimento colto anche dal Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni. Nel suo intervento ha ricordato lo stretto legame tra questa e altre problematiche, come il riscaldamento globale e la gestione dei flussi migratori, e ribadito il senso particolare che la presenza dei contadini ha all’interno dell’Esposizione: “Credo che quest’evento sia una delle dimostrazioni più grandi della riuscita di Expo, qui si vede che non è stata solo una vetrina , ma che ha avuto un anima. Per questo ringrazio tutti i giovani che sono venuti fin qui da 120 paesi: i nostri risultati dipendono dal vostro lavoro e dal vostro entusiasmo e vi assicuro che l’impegno dell’Italia non si fermerà con la fine di Expo. Si tratta di una grande sfida, che riguarda tutti i Governi e tutti i cittadini del mondo e che può essere vinta con il contributo di tutti. Voi siete e sarete i protagonisti di questo straordinario cambiamento. Voi potreste essere la generazione che riuscirà a conciliare la Terra Madre con l’umanità“.
1392240329566L’incontro si è chiuso con il ringraziamento alle autorità e ai delegati da parte di Joris Lohman, presidente della Slow Food Youth Network e leader del progetto Terra Madre Giovani – We Feed The Planet. Nelle sue parole, il senso profondo di quella che è certamente la fine di una tappa di un lungo percorso che da oggi si sposta nelle comunità dei giovani presenti: “Quando tornerete nei vostri paesi sapete che avete il supporto di questa rete ma sapete anche che è il momento di iniziare ad agire, di fare un salto di livello“. Sulla piattaforma, da oggi, è possibile trovare il manifesto della gioiosa rivoluzione cominciata in questi giorni a Milano, raccontata da una lettera aperta a tutto il mondo e articolata in quattro punti fondamentali: equilibrio naturale, equità nel sistema alimentare, azione politica e istituzionale e responsabilità di ogni singolo cittadino.
Un modo di sottolineare come oggi non ci si sia limitati a celebrare l’importanza fondamentale del lavoro dei giovani contadini per il futuro e il benessere di tutti, ma come piuttosto si siano piantati i semi di una rivoluzione che è destinata a coinvolgere ogni angolo del mondo.
Chiara Trompetto
[Fonte delle immagini: slowfood.it, magazine.expo2015.org]

Terra Madre Giovani, a Expo dal 3 al 6 ottobre

1432190175381-YZ5CGO61-thumbnail-230702500 giovani contadini da 120 Paesi in arrivo a Milano per discutere il futuro del nostro cibo. Questi sono i numeri e l’inizio è previsto tra poche settimane, dal 3 al 6 ottobre 2015. Si alzerà il sipario su Terra Madre Giovani – We Feed the Planet, l’evento che per la prima volta riunisce migliaia di contadini, pescatori, allevatori, pastori, nomadi, indigeni e artigiani del cibo sotto i quarant’anni.
L’obiettivo di Terra Madre Giovani – We Feed the Planet è mostrare al mondo che chi davvero nutre il pianeta è già all’opera. È al largo con le barche da pesca, chino sui filari, al lavoro nel forno o sulla strada dei pascoli con le proprie greggi. E soprattutto ha le idee molto chiare su ciò che nell’attuale sistema alimentare non funziona: malnutrizione, spreco, sfruttamento del lavoro e mercificazione del cibo. Dall’Australia al Canada, dai villaggi delle Ande alle oasi del deserto sahariano, tutti gli eroi del futuro che si riuniscono sotto il cielo di Milano fanno parte di una grande famiglia. Molte storie e un obiettivo comune: cambiare il sistema alimentare”, commenta Joris Lohman, rappresentante dello Slow Food Youth Network e membro del comitato esecutivo di Slow Food Internazionale.brand_large
L’evento, organizzato da Slow Food, Slow Food Youth Network, Fondazione Terra Madre e Università di Scienze Gastronomiche, in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, con il patrocinio della Città di Milano, avrà come palcoscenico lo spazio polifunzionale Superstudio Più (via Tortona 27), che ospita le conferenze e gli incontri dei delegati, e il Mercato Metropolitano (via Valenza 2), vero cuore della manifestazione, in cui i giovani di Terra Madre e la città di Milano si incontrano in una serie di eventi serali. Entrambi i chiocciola_slow_foodluoghi sono nel cuore di Milano, a pochi passi dalla stazione di Porta Genova. Ed è proprio nella suggestiva cornice del Mercato Metropolitano che il 3 ottobre alle ore 18,30 Carlo Petrini taglierà simbolicamente il nastro della manifestazione, coinvolgendo i giovani contadini, le famiglie che li ospitano e i molti milanesi presenti in un’originale Disco Soup. Riprodotta con successo in molte città, da New York a Berlino, da Madrid a São Paulo, la Disco Soup incarna i valori da sempre cari all’associazione della chiocciola. La verdura invenduta dai mercati e dalla grande distribuzione perché non risponde ai criteri di perfezione richiesti dal mercato è trasformata fino a diventare un’ottima zuppa fumante, condivisa con i presenti per stimolare la riflessione su tematiche di grande attualità come lo spreco alimentare. Il tutto, ovviamente, a suon di musica, altrimenti che Disco Soup sarebbe? Domenica 4 e lunedì 5 ottobre il fitto programma riservato ai partecipanti a Terra Madre Giovani prevede oltre 50 appuntamenti dedicati ai cinque grandi temi al centro del dibattito, stimolati da conferenze tematiche, workshop, laboratori e seminari. Molte le domande a cui cercare risposte concrete, tra cui:
Innovazione: come produrre il cibo in futuro?
Equità: come ridistribuire il potere decisionale in maniera uniforme?
Patrimonio: come preservare il patrimonio alimentare?
Comunicazione: come individuare le migliori strategie di comunicazione per il cambiamento?
Beni comuni: come immaginare una nuova strategia per i beni comuni?
Ad accompagnare le riflessioni si potrò contare su un parterre di relatori d’eccezione. Il teorico della decrescita Serge Latouche, 5.jpg.930x660_q85l’economista Raj Patel e la pioniera del cibo biologico Alice Waters, oltre al fondatore e presidente di Slow Food Carlo Petrini. Sotto i riflettori tematiche quali l’ocean grabbing, il rapporto tra sistema alimentare globale e flussi migratori, il ruolo delle donne in agricoltura, la proprietà dei semi e il sistema commerciale internazionale. Oltre a Superstudio Più, alcuni workshop coinvolgeranno anche la sede di Italian Makers Village, il Fuori Expo di Confartigianato, e Cascina Cuccagna, il sustainability hub di Lavazza e Novamont. Molti i partner coinvolti nell’ideazione e la realizzazione dei workshop e dei seminari, tra cui Fao, Ifad, Fondazione ACRA, Oxfam, Agriterra e Nordic Food Lab & GREEiNSECT, solo per citarne alcuni. Official Partner dell’evento sono UniCredit Foundation e Coldiretti Giovani Impresa. A questo si aggiungono poi proiezioni serali di film, documentari e altri appuntamenti gastronomici aperti al pubblico sempre organizzati al Mercato Metropolitano, che nelle tre serate offrirà ai giovani agricoltori provenienti da tutto il mondo cene a base di prodotti tipici e di stagione. Momenti unici in cui i milanesi possono incontrare i giovani e 04-mondoconoscere le loro storie. Il sipario di Terra Madre Giovani – We Feed the Planet si chiude il 6 ottobre a Expo 2015, quando alle ore 11 le migliaia di contadini presentano le loro conclusioni e le soluzioni concrete per nutrire il pianeta in futuro e danno vita a una festosa e colorata marcia lungo il Decumano fino allo spazio Slow Food.
Per aiutare i delegati del Sud del mondo ad affrontare le spese di viaggio, altrimenti insostenibili, è ancora attiva una campagna di crowdfunding sul sito www.wefeedtheplanet.com. Molti i cittadini milanesi che hanno deciso di ospitare i delegati durante l’evento, mettendo a disposizione chi un letto, chi la camera degli ospiti, chi il divano, per vivere appieno questa esperienza unica, anche questo nello spirito che contraddistingue da sempre Terra Madre. Siamo certi che si potrà ritrovare anche a Milano l’atmosfera inconfondibile dell’appuntamento torinese, così come lo abbiamo visto e raccontato lo corso autunno.
Chiara Trompetto
[Fonti delle immagini: slowfood.it, wefeedtheplanet.com]

Il 29 agosto AVIS inaugura a Expo la “Tavola della Condivisione”

logo_expo_iycIn occasione del Forum Internazionale Giovani Fiods, a Milano dal 27 al 30 agosto, che avrà la sua giornata principale in EXPO il 29 agosto 2015, AVIS Nazionale inaugurerà alle ore 9,15 l’opera “Tavola di condivisione” realizzata appositamente per l’occasione dallo scultore Alberto Gianfreda.
L’opera, che sarà collocata lungo il percorso pedonale che collega Cascina Merlata all’ingresso Sud di Expo, vuole lasciare un segno permanente del legame tra l’azione di AVIS e il tema di Expo “Nutrire il pianeta”
banner_EXPO(5)La “Tavola” è composta da una serie di gambe in legno di grandi dimensioni, tornite secondo la tradizione della lavorazione italiana e che rimandano al tema della mensa, luogo per eccellenza di condivisione. Le gambe sorreggono una superficie morbida in terracotta rossa che, attraverso la fluidità data dalla lavorazione della materia, evoca il sangue, elemento vitale quanto il cibo che viene condiviso e offerto sulla tavola.
L’opera ha visto la partecipazione di diverse centinaia di donatori di sangue ed esponenti delle istituzioni e del mondo trasfusionale. Infatti, in occasione della Giornata mondiale del Donatore dello scorso 14 giugno, ai visitatori era stato chiesto di stringere tra le mani un pugno di creta morbida così da raccogliere l’impronta del cavo della mano di ciascuno. Le impronte sono così diventate parte integrante della scultura ospitata in Cascina Merlata.
Le due fasi del progetto, quella compartecipata iniziale e la permanenza della scultura, incarnano le due nature di AVIS: quella dinamica e attiva, attraverso la quotidianità della chiamata dei donatori e della raccolta del sangue, e quella permanente di un’associazione che opera sul territorio nazionale dal 1927.
Così commenta il presidente di AVIS NAZIONALE, Vincenzo Saturni: “Ci è piaciuta molto l’idea di una nostra opera in Expo, innanzitutto per lasciare qualcosa di concreto e duraturo rispetto al legame tra AVIS e il tema della manifestazione. Inoltre, devo ringraziare Gianfreda per la proposta di far diventare i volontari ed i donatori protagonisti della creazione della Tavola, lasciando la loro impronta, in questo caso delle loro mani, così come fanno ogni giorno, a beneficio dei malati, nelle nostre 3.400 sedi presenti in tutta Italia”tav3
Ilaria Bignotti, storica e critica dell’arte, presenta così la “Tavola”: “Stringere la terra con le mani, lasciare traccia del proprio voler esserci, riflettendo su quel rapporto di dare-avere, donare-ricevere che é eternamente inscritto nell’opera d’arte: questi i temi del lavorare estetico ed etico di Alberto Gianfreda, puntualmente presenti nella ‘tavola di condivisione’. Una scultura che racchiude con poesia e fermezza le due modalità ideative e operative della indagine plastica di Gianfreda: da un lato la verifica della tenuta della scultura come oggetto di una relazione di elementi, gesti, equilibri tra loro in relazione di perenne temporaneità. Dall’altro la cura della scelta dei materiali e delle forme nella consapevolezza del valore della tradizione sulla quale innestare la fertilità del nuovo: sono le gambe di un tavolo finemente cesellate, in legno, ad essere le radici sulle quali germinano mani di terracotta, impronte di una plasticitá mutevole e diversa in ogni elemento. Una tavola attorno alla quale sedere lo sguardo, sulla quale apparecchiare l’attenzione, con la quale nutrire l’anima”.

gianfreda1Lo scultore Alberto Gianfreda è nato a Desio nel 1981. Nel 2003 si è diplomato in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si è specializzato nel 2005 in Arti e Antropologia del Sacro. Nel 2007 ha completato la sua formazione al TAM (trattamento artistico metalli), sotto la presidenza di Arnaldo Pomodoro. Dal 2005 collabora con l’Accademia di Belle arti di Brera di Milano presso la quale è attualmente docente di Tecniche per la scultura. Dal 2002 partecipa a numerose collettive tra le quali la Biennale di Scultura della Regione Piemonte, Realpresence 8 al Castello di Rivoli. Ha vinto il Premio Internazionale Canova e il premio Open 13, che lo ha portato ad esporre alle Nappe dell’arsenale di Venezia nel contesto di ArteLaguna, e alla Biennale giovani di Monza. Tra le personali dell’ultimo anno Open Source/ mobilità, moltiplicazione, inserimenti presso lo Studio Museo Francesco Messina a Milano e Sculpture_Détour a Lugano da Perlartecontempornaea. Nel 2014 ha esposto presso il Museo Antonio Canova di Possagno e la sede milanese di Banca Sistema la mostra personale Earthquake. Da segnalare inoltre Scultura, paesaggio e architettura allo spazio Heart di Vimercate nel 2012 e Frequenze presso la Leo Galleries di Monza nel 2010. Tra le opere pubbliche la scultura-braciere per il Duomo di Monza, quella nella collezione pubblica del MIC (Museo Internazionale della Ceramica di Faenza) e a Palazzo delle Paure (Museo Arte contemporanea di Lecco). Nel 2014 ha fondato insieme a un gruppo di altri cinque artisti e la curatrice Ilaria Bignotti il movimento Resilienza italiana.

Il progetto AVISxEXPO. Nutriamo la vita!” è realizzato durante il periodo di durata di Expo 2015 da AVIS Nazionale, c1011ef61ed9937904f4938c63d014ea_XLl’Associazione Volontari Italiani del Sangue, insieme ad Avis Regionale Lombardia, Avis Provinciale di Milano, Avis Comunale di Milano, International Youth Committee, Nutrition Foundation of Italy, Uisp, Fiods e con la collaborazione del Parco Tecnologico Padano con l’obiettivo di proporre iniziative, attività e prodotti educativi e scientifici per porre al centro l’attenzione nei confronti dell’alimentazione e della salute.
Innovativa nel suo genere, questa iniziativa vede la partecipazione attiva della cittadinanza prima, durante e dopo l’ evento Expo 2015. Il tema di tutta la manifestazione Expo 2015 è “Nutrire il Pianeta, energia per la Vita”, pertanto l’obiettivo del progetto, riferendosi anche alle finalità sociali di AVIS, è quello di incoraggiare la popolazione, e soprattutto il volontariato, le famiglie, i bambini e i giovani, a perseguire una corretta nutrizione e l’attenzione nei confronti della salute, invitando ed educando il pubblico ad avere uno stile di vita sano. Cuore del progetto è il questionario sugli stili di vita compilabile sul sito www.avisperexpo.it
I primi risultati del questionario, preparato insieme a Nutrition Foundation of Italy, sono stati presentati a Expo in occasione della Giornata Mondiale del donatore di sangue del 14 giugno.
Redazine ArtIMovimento Magazine
[Fonti delle immagini: fiods-ifbdo.org,  avislombardia.wordpress.org, avisxexpo.it, albertogianfreda.com]

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