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Son regina e son amante: le figure femminili di Piccinni

Son regina e son amante: le figure femminili di Piccinni

Le parole di Didone “Son regina e sono amante” danno il titolo al recital di mercoledì 7 gennaio che esplorerà il destino delle figure femminili – potenti, fragili, passionali – del teatro di Niccolò Piccinni. A guidare il pubblico in questo viaggio sarà la voce di Rosa Feola, vera e propria ‘diva’ di questo repertorio, accompagnata dalla Cappella Neapolitana e dal

Le parole di Didone “Son regina e sono amante” danno il titolo al recital di mercoledì 7 gennaio che esplorerà il destino delle figure femminili – potenti, fragili, passionali – del teatro di Niccolò Piccinni. A guidare il pubblico in questo viaggio sarà la voce di Rosa Feola, vera e propria ‘diva’ di questo repertorio, accompagnata dalla Cappella Neapolitana e dal direttore Antonio Florio. L’appuntamento è in Sala Sinopoli (Auditorium Parco della Musica) alle ore 20.30.

Il programma scelto guiderà il pubblico in un itinerario che attraversa Italia e Francia, lingue colte e vernacolari, tradizione napoletana e influenza europea, svelando un ritratto vivo e sorprendente del compositore barese. Infatti, il viaggio musicale del recital parte proprio da Napoli e si conclude a Parigi, così come l’esistenza dei coniugi Piccinni, e prende in considerazione i tre ambiti principali in cui il compositore barese eccelse tra i suoi contemporanei: l’opera comica in lingua napoletana, l’opera seria e sentimentale italiana, la tragédie lyrique francese.

Il legame con la moglie si rivelò per il compositore cruciale: se Niccolò Piccinni divenne un celebrato autore nel suo secolo, e l’unico italiano capace di contrastare la supremazia di Gluck nell’opera europea, parte di merito va alla moglie Vincenza Sibilla. Lei cantava esclusivamente musica composta da marito, facendola circolare nei principali teatri. Ma soprattutto Sibilla sapeva interpretare queste arie meglio di ogni altro cantante, poiché assecondava minuziosamente le indicazioni del marito.

Nel suo ultimo anno di vita, Piccinni volle organizzare un ultimo concerto nella sua casa rivolto a pochi fedeli amici e allievi, e sua moglie Vincenza Sibilla cantò per Niccolò una antologia di arie che percorse tutto il suo catalogo, dall’antica Zenobia napoletana del 1756 fino al sublime “Sogno di Atys”: esattamente come nel programma eseguito da Rosa Feola.

Nata in Italia, Feola ha studiato con Mara Naddei presso il Conservatorio Giuseppe Martucci, per poi proseguire la sua formazione all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, frequentando masterclass con Renata Scotto, Anna Vandi e Cesare Scarton. Ha ottenuto il riconoscimento internazionale dopo aver vinto numerosi premi, tra cui il Secondo Premio, il Premio del Pubblico e il Premio Zarzuela al Concorso Mondiale Operalia di Plácido Domingo (2010). Nel 2020 ha inoltre ricevuto il Premio Speciale del Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel 2024, è stata nominata Miglior cantante femminile agli International Opera Awards, e nel 2025 ha vinto il prestigioso Premio Abbiati del Disco 2025 nella categoria Repertorio solistico con l’album “Son regina e sono amante”. Rosa si esibisce regolarmente nei più importanti teatri del mondo, tra cui Metropolitan Opera, Teatro alla Scala, Lyric Opera di Chicago, Opernhaus Zürich, Bayerische Staatsoper, Deutsche Oper Berlin, Glyndebourne, Teatro Real di Madrid e il Festival di Salisburgo, collaborando con direttori quali Nicola Luisotti, Giampaolo Bisanti, Louis Langrée e Riccardo Muti. Ha fatto il suo attesissimo debutto alla Royal Opera House di Londra nella produzione di Rigoletto firmata Oliver Mears, interpretando il ruolo di Gilda con grande consenso di pubblico e critica. Tra gli impegni più recenti figurano il suo trionfale ritorno al Metropolitan Opera in Rigoletto di Verdi, Fedora di Giordano e nel ruolo di Susanna nelle Nozze di Figaro, così come Don Pasquale alla Wiener Staatsoper e La Traviata al Teatro La Fenice, al Teatro di San Carlo, alla Deutsche Oper Berlin e al Tiroler Festspiele di Erl. Tra gli impegni di maggior rilievo per il 2025-26 figurano il debutto nel ruolo della Contessa (Le nozze di Figaro) con la Washington National Opera, La Traviata al Teatro La Fenice e al Metropolitan Opera, Lucia di Lammermoor per il Teatro di San Carlo e il Teatro alla Scala, nonché il ruolo di Gilda (Rigoletto) nella ripresa della produzione di Oliver Mears presso il Royal Ballet and Opera di Londra.

Nato a Bari, Antonio Florio si diploma in Violoncello, Pianoforte e Composizione al Conservatorio di Bari sotto la guida di Nino Rota. Approfondisce in seguito lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca. Dopo aver dato vita, nel 1987, all’ensemble I Turchini, ora Cappella Neapolitana, si dedica con pari impegno all’attività concertistica e a un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando in quest’ambito capolavori dell’opera assolutamente inediti e curandone la proposta per i più prestigiosi teatri europei e italiani. Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Santiago de Compostela, presentando due opere di Pergolesi. Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse. Insegna musica da camera del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dove tiene un corso sullo stile e il repertorio barocco. È direttore artistico dello “Scarlatti LAB”, laboratorio per la musica barocca a cura dell’Associazione Scarlatti di Napoli. Nel 2008 ha diretto al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli l’opera “Alidoro” di Leo, il cui allestimento si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento del “Diapason d’Or” e dell’“Orphée d’Or – Paris, Académie du Disque Lyrique”. Insieme a quest’ultimo, a Oviedo in Spagna gli è stato attribuito il premio “Luis Gracia Iberni” per la Miglior Direzione Musicale. Nel marzo 2018 ha diretto “Orfeo” di Monteverdi al Teatro Regio di Torino, con grande successo di pubblico e critica. Con la Cappella Neapolitana è stato ospite per due concerti al Festival Oude Muziek di Utrecht, aprendo la rassegna il 23 agosto 2019. Nel 2020 è stato protagonista di un tour in Olanda con la Cappella Neapolitana e Giovanni Sollima, con quattro concerti a Eindhoven, Utrecht, Tilburg e Groningen. Nel 2023 ha riscoperto il primo Intermezzo Comico Napoletano, riportandolo alla luce con svariate esecuzioni a Firenze, Napoli, L’Aquila e Matera. Per il 2024 e 2025 si segnalano infine le incisioni per Warner e Pentatone con i solisti internazionali Ian Bostridge e Rosa Feola.

Ensemble fondato nel 1987 da Antonio Florio, inizialmente col nome di Cappella della Pietà de’ Turchini, la Cappella Neapolitana è costituita da strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano dei Sei e Settecento e nella riscoperta di compositori rari. L’originalità dei programmi e il rispetto rigoroso della prassi esecutiva barocca ne fanno una delle punte di diamante della vita musicale italiana ed europea e uno dei complessi barocchi più celebri al mondo. L’ensemble è stato invitato a esibirsi sui palcoscenici più importanti del mondo (Accademia di Santa Cecilia di Roma, Teatro di San Carlo, Palau de la Música di Barcellona, Berliner Philharmonie, Wiener Konzerthaus, Teatro Lope de Vega di Siviglia, Associazione Scarlatti di Napoli, Teatro La Monnaie di Bruxelles, Concertgebouw di Amsterdam, Teatro Colón di Buenos Aires, Cité de la Musique di Parigi, Philharmonie di Colonia, Opéra de Lausanne) e ha partecipato ai maggiori festival di musica antica europei: Festival Monteverdi di Cremona, Festival di Versailles, Nancy, Nantes, Metz, Caen, Ambronay, Festival de Otoño di Madrid, Festival di Musica Antica di Tel Aviv, Barcellona, Potsdam, BBC Early Music Festival, Saison Musicale de la Fondation Royaumont, Festival Mozart di La Coruña. La Cappella Neapolitana è inoltre uno dei complessi italiani che, grazie all’altissima qualità esecutiva e all’unicità delle proposte musicali, ha tenuto più concerti all’estero: nel corso della sua attività si è esibita in Cina, Giappone, Stati Uniti, Brasile, Colombia, Argentina, Cile, Uruguay, Messico, Russia e naturalmente in tutta Europa. L’ensemble ha registrato per Radio France, per la BBC di Londra, per la radio belga, spagnola, tedesca e austriaca, e nel 1998 è stato impegnato nella realizzazione di un documentario per la televisione belga e di un film dedicato all’opera buffa per l’emittente franco-tedesca ARTE. Particolarmente intensa è l’attività discografica per le maggiori etichette europee, con all’attivo oltre trenta registrazioni dedicate alla riscoperta dell’immenso patrimonio napoletano barocco, più volte premiate dalla critica internazionale con i maggiori riconoscimenti.
Francesco Romeo

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