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A Torino il “Macbett” di Ionesco per la regia di Sandro Calabrò

Macbett_locandina

Il 30 aprile 2016, alle ore 21, presso il Teatro Giulia di Barolo, sito in Piazza Santa Giulia 2/bis a Torino, la Compagnia Ideateatro porterà in scena Macbett di Eugene Ionesco. La pièce è diretta da Sandro Calabrò, coadiuvato da Giorgio Fissore e Maria Occhiogrosso, mentre il testo è adattato da Leonardo Gazzola. In scena nei ruoli principali Maria Occhiogrosso, Sandro Calabrò, Massimo Moretta, Maria Elvira Rao, Paolo Agazzi, Paolo Arnetoli, Matteo Avataneo, Guglielmo Pavani e Malvyna Lasepo, attori che saranno affiancati da Cesare Succo, Arianna Zucco, Gianna Pomero, Samuele Maritan, Andrea Consolaçao Da Silva, Alessia Pascali, Paola Di Bernardo,…

Macbett_locandinaIl 30 aprile 2016, alle ore 21, presso il Teatro Giulia di Barolo, sito in Piazza Santa Giulia 2/bis a Torino, la Compagnia Ideateatro porterà in scena Macbett di Eugene Ionesco.
La pièce è diretta da Sandro Calabrò, coadiuvato da Giorgio Fissore e Maria Occhiogrosso, mentre il testo è adattato da Leonardo Gazzola.
In scena nei ruoli principali Maria Occhiogrosso, Sandro Calabrò, Massimo Moretta, Maria Elvira Rao, Paolo Agazzi, Paolo Arnetoli, Matteo Avataneo, Guglielmo Pavani e Malvyna Lasepo, attori che saranno affiancati da Cesare Succo, Arianna Zucco, Gianna Pomero, Samuele Maritan, Andrea Consolaçao Da Silva, Alessia Pascali, Paola Di Bernardo, Dorella Apa, Antonello Preteroti e Annunziato Gentiluomo.
In una inverosimile epoca Medieval-Napoleonica, con sortite nei giorni nostri, Ionesco dà nuova vita a un testo comico e grottesco che trae spunto dal Macbeth Shakespeariano, per sviluppare poi un linguaggio originale. In azioni rapide, cupidigia e violenza si stringono in un girotondo mortale e gli sciocchi sono vinti dai superbi, che a loro volta diventeranno sciocchi. I personaggi, in “Macbett”, sono, infatti, intercambiabili: l’atto politico generato dall’ambizione sbocca nella violenza e viceversa. Battaglie, incoronazioni, doppie identità scandiscono l’azione, ma il dialogo è stravolto dall’assurdo: i personaggi sono completamente indifferenti agli eventi, che siano di cieca violenza o di ordinaria quotidianità. E come se niente fosse, la storia e la vita sembrano destinate a un’eterna coazione a ripetere. È la tragedia sulla cupidigia del potere, e su come questa sia presente, in forma più o meno occultata, in ciascuno di noi, spiega il regista Sandro Calabrò.
E, in conclusione, l’allestimento pone agli spettatori con forza una domanda: sono gli uomini a regnare sugli avvenimenti o sono gli avvenimenti che regnano sugli uomini?
Le prenotazioni sono aperte dal 29 marzo, chiamando al numero 348 6444852 dalle 15.30 alle 19.30.
Da non perdere!
Redazione di ArtInMovimento Magazine

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