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Debuttano in tournée a Londra “Novecento” di Alessandro Baricco e “Mistero Buffo” di Dario Fo

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Il Teatro Stabile di Torino debutta in tournée a Londra con gli spettacoli “Novecento” di Alessandro Baricco e “Mistero Buffo” di Dario Fo, nell’ambito dell’Italian Theatre Festival, curato da Monica Capuani per l’Istituto Italiano di Cultura di Londra. Il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale ha fra le proprie priorità quella di promuovere i propri artisti e le compagnie indipendenti del territorio fuori dai confini nazionali e, proprio in questa strategia ben precisa di opportunità e valorizzazione, ha deciso di esportare a Londra due produzioni nate in Città: il capolavoro del Premio Nobel Dario Fo “Mistero Buffo”, coprodotto con il…

mdeIl Teatro Stabile di Torino debutta in tournée a Londra con gli spettacoli Novecento” di Alessandro Baricco e Mistero Buffo” di Dario Fo, nell’ambito dell’Italian Theatre Festival, curato da Monica Capuani per l’Istituto Italiano di Cultura di Londra. Il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale ha fra le proprie priorità quella di promuovere i propri artisti e le compagnie indipendenti del territorio fuori dai confini nazionali e, proprio in questa strategia ben precisa di opportunità e valorizzazione, ha deciso di esportare a Londra due produzioni nate in Città: il capolavoro del Premio Nobel Dario Fo “Mistero Buffo”, coprodotto con il Teatro della Caduta, nel 50° della creazione, ed eseguito da Matthias Martelli, diretto da Eugenio Allegri e l’ormai classico “Novecento” di Alessandro Baricco, affidato all’interpretazione dello stesso Allegri, con la regia di Gabriele Vacis, coprodotto con la Società Cooperativa ArtQuarium, nel 25° dal debutto. I due spettacoli verranno infatti presentati il 30 e il 31 agosto 2018, alla Print Room at the Coronet di Londra nell’ambito dell’Italian Theatre Festival curato da Monica Capuani e organizzato in partnership con l’Istituto Italiano di Cultura a Londra. Il festival inoltre ospiterà gli spettacoli Hanno tutti ragione delmde Premio Oscar Paolo Sorrentino portato in scena da Iaia Forte, But Why? di Gilles Aufray con Marcello Magni e l’incontro con gli scrittori Gilles Aufray, Emanuele Trevi e Ben Okri dal titolo Writing for Literature and Theatre. Di seguito le schede degli spettacoli. Giovedì 30 agosto 2018 alle 20.00 debutta “Novecento”, con regia di Gabriele Vacis, produzione di Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Società Cooperativa ArtQuarium. Uno dei monologhi più famosi degli ultimi due decenni viene presentato a Londra per il Festival del Teatro Italiano: è dal 1994 che Eugenio Allegri racconta la storia di Danny Boodman T. D. Lemon Novecento, un racconto che ha compiuto una lunga e fortuna strada, con oltre cinquecento repliche in Italia e in Europa, conquistando oltre duecentomila spettatori. Alessandro Baricco, scrittore tra i più tradotti al mondo, ha consegnato al pubblico un cult che ha superato il milione di copie vendute ed è diventato un film interpretato da Tim Roth e diretto da Giuseppe Tornatore, La leggenda del pianista sull’oceano. Della genesi dello spettacolo scrive Allegri: «Nel cortile di Casa Vacis, nei giorni tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, mentre il barbecue “scotta” pezzi di mucca ancora padrona delle proprie facoltà mentali, un autore e un attore palleggiano abilmente con un regista al palleggio meno avvezzo al punto che quando arriva tra i suoi piedi, la 01_Foto-NOVECENTO_©Ranzanipelota” schizza con rimbalzo fulmineo verso luoghi inaccessibili anche per la mente… ma a quel punto sono pause calcistiche congeniali a rifiatare e a porre la questione principe: “Allora, cosa dite? ‘Sto pianista scende dalla nave, sì o no?”. Il regista e l’attore si guardano perplessi come dire: “È lui che è pagato per scrivere…”. La giornata poi scorre aiutata da sorsi di buon vino e verso sera prima di salutarci: “Tieni Baricco, ti lascio questo quaderno di appunti su un testo teatrale che non ho mai scritto e questa dedica allo spettacolo Novecento e mille che ho fatto con De Berardinis nell’86; ci sono dentro un po’ di cose che penso dell’arte e del teatro. Adieu! Bon travail”. Quattro mesi dopo, il 27 gennaio 1994, arrivano di ritorno da Parigi le prime folgoranti pagine di Novecento, monologo teatrale… è fatta… si va. Gabriele Vacis, architetto, è tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo. Con Teatro Settimo ha scritto e curato la regia di numerosi e pluripremiati spettacoli teatrali. Ha diretto Zio Vanja, per la riapertura del Teatro Carignano di Torino (2009). È autore e protagonista con Alessandro Baricco di Totem (1998). Nel 2006 ha curato la regia della Cerimonia d’apertura degli Olimpic Winter Games. Dal 1993 al 2004 ha diretto il corso attori e il corso di regia alla Scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano; ha insegnato alla Scuola Holden dal 1994 al 2016. È tra gli ideatori di Torino Spiritualità. Nel 2007 ha fondato il Teatro Regionale Alessandrino, di cui è direttore artistico fino al 2011. Nel 2012 ha diretto il Progetto Bellezza per il Ministero della Gioventù, la Regione Piemonte e il Teatro Stabile di Torino. Dal 2013 al 2017 è stato direttore artistico della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia. Nel 2017 ha fondato l’Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona. Dal 2018 codirige con Valerio Binasco la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino. Venerdì 31 agosto 2018 alle 16.00 debutta “Mistero Buffo”, con regia di Eugenio Allegri, produzione di Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Teatro della Caduta. Mistero Buffo è considerato il capolavoro della produzione di Dario Fo, Matthias-Martelli_ph-Fabio-Demitri-01come recita la motivazione del Premio Nobel attribuitogli nel 1997: «A Fo… che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati». Eugenio Allegri dirige Matthias Martelli, giovane talento del Teatro della Caduta, in questa Matthias-Martelligiullarata popolare che ha costituito il modello per il grande teatro di narrazione degli ultimi vent’anni. L’originalità dell’operazione del grande artista sta nell’aver attinto agli strati più profondi della tradizione popolare, rivitalizzandola e attualizzandola mediante riferimenti alla realtà contemporanea: le sacre rappresentazioni diventano occasioni per recuperare la cultura degli oppressi, delle classi subalterne, le cui uniche forme di rivalsa risiedono nel riso e nel comico. Mistero, dai Misteries medievali, ma anche “buffo”, perché dissacrante e oltraggioso nella rilettura di alcuni episodi della storia sacra. Il comico della Commedia dell’Arte incontra la lingua di Jacopone da Todi, Teofilo Folengo, Ruzante, giullari, dialetti padani, fondendosi nel celebre grammelot. Eugenio Allegri, che proprio a Palazzo Nuovo, a Torino, negli anni Settanta, vide lo spettacolo, nella sua versione originaria, scrive: «Anche nel nostro Mistero Buffo, Matthias Martelli, l’attore, è solo in scena, senza trucchi, con l’intento di coinvolgere il pubblico nell’azione drammatica, passando in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale. Lo “spazio scenico”, lasciato vuoto come allora faceva Fo, ha consentito all’attore/giullare di interpretare le situazioni e i personaggi più variegati, passando da un luogo all’altro e da un tempo a un altro senza bisogno di scenografie. Fondamentale è stato svincolare Mistero Buffo dal mondo degli anni Sessanta e Settanta, per attualizzarlo e universalizzarlo, attraverso un linguaggio e un’interpretazione nuova e originale, Eugenio-Allegri-e-Matthias-Martelli-_ph-Fabio-Demitri_low0053nel segno della tradizione di un genere usato dai giullari medievali per capovolgere l’ideologia trionfante del tempo dimostrandone l’infondatezza. (Quella del nostro tempo, ma giusto per dire la mia, mi pare si chiami Autodistruzione)». Eugenio Allegri, diplomato alla Scuola Galante Garrone di Bologna, allievo di Jacques Lecoq, recita nel 1981 nell’Opera dello Sghignazzo, diretto da Dario Fo e prodotto dal Teatro Stabile di Torino. Lavora con TAG Teatro, diventando uno dei maggiori interpreti della Commedia dell’Arte. Nel 1991 inizia la collaborazione con il Laboratorio Teatro Settimo di Torino: prende parte ad alcuni degli spettacoli più importanti della formazione, oltre al format Totem di Alessandro Baricco, Gabriele Vacis, Roberto Tarasco (Rai2, 1998). Novecento, monologo teatrale tra i maggiori successi teatrali degli ultimi vent’anni debutta al Festival di Asti16 nel 1994, scritto appositamente per lui da Baricco, e diretto da Vacis. Nel 1998 fonda la Società Cooperativa ArtQuarium. Lavora con alcuni dei maggiori registi italiani: Leo De Berardinins, Memè Perlini, Gigi Dall’Aglio, Giorgio Gallione, Elio De Capitani e Ferdinando Bruni. Nella stagione 2016/2017 è stato uno dei principali interpreti de Il nome della rosa di Umberto Eco, versione teatrale di Stefano Massini, con la regia di Leo Muscato, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e in tournée per la stagione 2017/2018. Per informazioni ulteriori si può accedere al link con il programma del Festival: https://www.the-print-room.org/theatre/2018-season/italian-theatre-festival-30-31-august-2018-3/.

Redazione ArtInMovimento Magazine

 

 

 

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