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Tra poco a Torino il Festival del Giornalismo Alimentare: ne parliamo con il direttore Massimiliano Borgia

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La quarta edizione del Festival del Giornalismo Alimentare è stata presentata stamani a Torino, e si propone di consolidare i numeri e la crescita delle prime edizioni, che ci hanno visti come sapete sempre presenti. ArtInMovimento Magazine ha l’onore di essere anche quest’anno tra i partner dell’evento, grazie al quale Torino si conferma sempre di più città di elezione per il dibattito culturale sul cibo, il cosiddetto settore del “food”. Dalla critica enogastronomica al giornalismo di inchiesta, dalla narrazione di carattere più culturale, ai libri di ricette, ai testi che raccontano storie legate alle tradizioni culinarie e gastronomiche, per arrivare…

FGA LOGO orizzLa quarta edizione del Festival del Giornalismo Alimentare è stata presentata stamani a Torino, e si propone di consolidare i numeri e la crescita delle prime edizioni, che ci hanno visti come sapete sempre presenti.
ArtInMovimento Magazine ha l’onore di essere anche quest’anno tra i partner dell’evento, grazie al quale Torino si conferma sempre di più città di elezione per il dibattito culturale sul cibo, il 19665304_1920986778114479_4004422392977485882_ncosiddetto settore del “food”. Dalla critica enogastronomica al giornalismo di inchiesta, dalla narrazione di carattere più culturale, ai libri di ricette, ai testi che raccontano storie legate alle tradizioni culinarie e gastronomiche, per arrivare ai blog di cucina, tutto questo e certamente qualcosa di più si potrà trovare a Torino dal 21 al 23 febbraio prossimi, per la seconda volta presso il Centro Congressi Torino Incontra, centralissimo e a nostro avviso la migliore tra le sedi sperimentate nelle edizioni precedenti.
Prima di entrare dunque nel vivo dei temi che si affronteranno quest’anno, e in attesa di potervi raccontare ciò che accadrà nella tre giorni torinese, abbiamo voluto paralrne con direttore del Festival, Massimiliano Borgia.

Partiamo dall’inizio: puoi dirci quando e come è nata l’idea di realizzare questo festival?
Il festival nasce dal nostro lavoro quotidiano di giornalisti. Siamo un gruppo di freelance che cinque anni fa ha iniziato a dover lavorare anche sui temi del cibo. Allora ci siamo resi conto che non basta seguire qualche cuoco o andare a qualche conferenza stampa di organizzazioni agricole o istituzioni locali. Oggi esiste una vera e propria “questione alimentare”: i cittadini voglio sapere tutto su quello che mangiano e il giornalista che scrive di cibo è costretto a entrare nei campi della salute, della politica, dell’economia, della scienza. Insomma, nelle redazioni tutti, prima o poi, si occupano di alimentazione. Ma i giornalisti spesso non sono preparati ad affrontare un tema così complesso. Ci siamo resi conto di questo e abbiamo deciso di organizzare noi un momento di formazione e confronto sul modo di fare informazione sul cibo. Ed ecco la nascita del festival con la sua prima edizione nel 2016”.

La sua evoluzione in questi 4 anni ha portato delle sorprese rispetto alle aspettative?
Nel corso di queste prime tre edizioni abbiamo toccato con mano quanto sia sentita dal mondo dell’informazione la necessità di discutere su come stiamo comunicando il cibo. La cosa che ci ha stupito è l’interesse che il festival suscita ad ogni edizione, anche per l’offerta di attività collaterali come i laboratori pratici per giornalisti e blogger, le serate off e i press tour formativi

Il festival si rivolge principalmente ai professionisti della comunicazione, per rispondere a un’esigenza di fare informazione di qualità rispetto al cibo (alimentazione, sicurezza,etc). A noi sembra che fino ad ora l’obiettivo sia stato raggiunto. Cosa ne pensi, come ideatore e Direttore del Festival?
In questi primi tre anni sono già passati dal festival oltre 300 speaker e, ad ogni edizione, il numero dei partecipanti aumenta. Ma la sfida è farlo diventare un vero appuntamento imprescindibile per chi scrive di cibo in Italia e all’estero e, soprattutto, richiamare sempre più pubblico tra i semplici consumatori, cioè tra tutti noi che abbiamo diritto a poter fruire di un’informazione alimentare di qualità”.

Coloro che stanno dall’altra parte, cioè “quelli di cui noi parliamo” (aziende, produttori, ristoratori) hanno dimostrato di apprezzare il Festival? Lo ritengono per loro utile?
Qui si apre il grande file della trasparenza delle aziende. Si parla di necessità per i produttori, i trasformatori e i somministratori (cioè delle aziende della filiera food) di aprirsi ai consumatori. Ma siamo ancora lontani, e molto, da questo risultato. Sono ancora davvero pochi gli imprenditori che accettano di comunicarsi all’esterno. Molti tra i grandi si dotano di un ufficio stampa solo per difendersi in caso di “crisi” cioè di attacchi sui giornali. Mentre tra i “piccoli” non si pongono nemmeno questo problema. Invece i consumatori chiedono di dialogare con i produttori agricoli, gli artigiani e i ristoratori: se non trovano questo contatto si sfogano sui social, da Trip Advisor a Facebook o Instagram e il risultato è spesso disastroso per le aziende.
Anche per questo, il festival, quest’anno, organizza il primo suo B2B. Diamo questo spazio gratutito proprio per mettere in contatto aziende e professionisti della comunicazione per provare a dotare le piccole e medie aziende alimentari di qualcuno che ne segua i canali di comunicazione (sito aziendale, social, piccoli eventi)“.

Oltre allo spazio B2B, ci sono novità nella scelta dei relatori di quest’anno?
Quest’anno avremo come ospite d’eccezione il commissario europeo alla salute Vytenis Andriukakis che verrà a parlarci di come l’Europa (che è il soggetto che oggi legifera sul cibo) risponde alla richiesta dei consumatori di una sempre maggiore sicurezza e salute alimentare. Poi avremo l’ex ministra Elsa Fornero che verrà a tenere una lezione sulle relazioni tra mercati finanziari e sistemi alimentari, e poi ci sarà l’intervista sul palco a Benedetta Rossi, che con la sua materna semplicità è diventata la top influencer del cibo, che verrà a parlarci di come si fa a instaurare il rapporto che lei ha con il suo pubblico. Poi tanti altri. Speriamo che il festival piaccia a tutti”.

Ringraziamo ancora Massimiliano Borgia e invitiamo tutti i nostri lettori interessati a venire a seguire i lavori: l’ingresso é infatti aperto a tutti e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli ingredienti, è il caso di dirlo, promettono di non deludere le aspettative. Noi, ovviamente, racconteremo dal di dentro le tre giornate, e potrete seguirci anche sui nostri canali social facebook, twitter e instagram.

Chiara Trompetto

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