Month: November 2014

 

Da oggi la 4ª Edizione del Concorso “Chef in punta di dita” a Padova

finger food logoIn occasione della 14ª edizione di Tecno&Food di Padova, un evento internazionale viene inserito nel calendario delle attività programmate dall’Ente Fiera di Padova. Si tratta della 4ª Edizione del Concorso Chef in punta di dita, iniziativa voluta fortemente, anche in questa edizione, dal Consorzio Zafferano, da sempre promotore di molte iniziative rivolte alla categoria delle Berrette Bianche d’Italia. 

Chef in punta di dita è una competizione che sempre più sta assumendo un riscontro positivo a tutti i livelli, nazionale ed internazionale, non solo per tecnofood2l’idea di una competizione importante nel Nord Est, ma perché è un’occasione di incontro professionale, un meeting specialistico, un’opportunità di promozione e aggiornamento per quanti lavorano nel settore della ristorazione a tutti i livelli.

Potremmo dire con certezza che Chef in punta di dita è per gli chef giovani e meno giovani un momento importante per saperne di più sulle espressioni innovative e di tendenza della ristorazione, ponendo l’accento sul tema del Finger Food. Il termine convenzionale del Finger Food, come espressione del cibo in punta di dita, è un fatto culturale tipico di molte territorialità italiane, ma è diventato anche un sistema culinario e gastronomico di alto valore, grazie alla competizione voluta dal Consorzio Zafferano e dall’Ente Fiera di Padova che da sl3_1240_600diversi anni vogliono legittimare un modo di fare ristorazione di qualità a tutti i livelli, volendo educare il professionista a fare bene sempre, perché in un boccone si colga uno spunto per tutti i cinque sensi dell’avventore.

La 4°edizione di Chef in punta di dita vuole confermare la tendenza ad andare in avanti, fare in modo che la cucina del Finger Food, fredda o calda che sia, venga studiata e promossa da ogni singolo chef d’Italia, nella formula “Chef in punta di dita”, promuovendo un sistema delle Cucine d’Italia in punta di dita. E i premi non sono niente male…

sl4_1240_600Particolarissima ed esclusiva anteprima del Campionato, ieri è stata  organizzata a Padova una cena ad invito molto originale, assolutamente innovativa, che ha coniugato il finger food (bocconi in punta di dita) con la musica (melodie classiche e moderne), la moda (creazioni originali in tema alimentare), le emozioni (l’amore, l’amicizia, l’armonia, la gioia, la festa), i continenti (Asia, Europa, Americhe, Australia, Africa) in un sottile e sfizioso gioco di corrispondenze che stimoleranno i sensi e l’intelletto secondo nuovi format espressivi e nuove modalità di approccio a un tema complesso e affascinante.

Il tutto in un’ottica gastronomica mondiale legata alla geografia del Pianeta Cibo, anticipando così quello che sarà il tema conduttore di Expo Italia 2015: Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita.
Redazione ArtInMovimento Magazine

Da oggi la XIV edizione di Tecno&Food

tecnofood2Torna a Padova, dopo il successo dell’edizione presso Lingotto Fiere, da oggi fino al 3 dicembre, la 14ª edizione di Tecno&Food che rappresenta il momento professionale più importante nel Nord-Est dedicato al mondo della ricettività. Gli oltre 20.000 visitatori rappresentano, per le aziende espositrici, un’opportunità per fare business attraverso incontri B2B e momenti di confronto e approfondimento per gli operatori del settore.

L’evento fieristico è indirizzato a professionisti del settore, pubblici esercizi, compratori e importatori da paesi esteri, maitres, barmen, sommelier, gestori take-away, ristorazione collettiva, mense, macellerie, panifici, pasticcerie, tavole calde, self service, gastronomie, responsabili di hotel, agriturismi, pensioni, ostelli, villaggi turistici, B&B, Spa, centri wellness e termali, ristoratori, chef, baristi, pizzaioli, gestori di locali serali, birrerie, wine bar, trattorie ed enoteche. In sintesi tutti i soggetti che si occupano di ricettività e accoglienza dei clienti.

tecnofoodIn Tecno&Food possiamo distinguere, come esprime il suo nome, un’area tecno e un’area food. Per quanto riguarda la prima, in scena tutte le novità in anteprima di attrezzature alberghiere, cucine professionali, grandi impianti, tecnologie per le aziende del settore delle attrezzature, dei sistemi professionali per la ristorazione e del contract. Un evento specifico di visibilità e contatto con il mondo della distribuzione internazionale. Rispetto alla seconda, protagonista è il tradizionale spazio riservato al cibo ed alle bevande, con una particolare attenzione per le produzioni regionali e tipiche. Ma anche ricerca e innovazione: nuovi abbinamenti, rivisitazioni di cibi e ricette, proposte esclusive per piatti e bevande di tutti i giorni. Inoltre ben più di 100 eventi proposti nei quattro giorni e grande spazio dato alla pizza.

All’interno del mega evento ci sono ben cinque settori che fungono da focus specifici.

Bollino-Wine150pxIl primo è Wine Gallery, l’occasione B2B per il Vino, nelle sue migliori declinazioni, rossi, bianchi, passiti, bollicine, abbinato ad una selezione di prodotti di eccellenza e produzioni di qualità, per incontrare direttamente in fiera i professionisti del settore e i buyers esteri. Quest’anno particolare attenzione è data a Bollicine e Distillati.

Tecno&Food ospiterà anche un settore dedicato ai nuovi trend del caffè. Un Bollino-Coffee150pxmomento di confronto per valorizzare la proposta di caffè ed esplorare la versatilità e le potenzialità dell’espresso e non solo. In mostra: importatori, torrefattori, produttori di macchinari per la torrefazione e l’espresso, produttori di imballaggi, tazzine e del merchandising connesso al mondo del caffè; e tra i visitatori: proprietari di bar, catene alberghiere e ristoranti, dettaglianti, piccoli e grandi torrefattori, importatori e traders, imprenditori della filiera del caffè di tutte le categorie.

bar2Il terzo focus riguarda uno dei settori che più interpreta la ospitalità italiana: il 40% dei locali pubblici in Italia è rappresentato proprio dai bar, con servizi sempre più trasversali. Il bar non è solo bevande alcoliche e caffetteria, ma si trasforma in tavola calda, in gelateria, in pasticceria per adeguarsi alle richieste dei clienti sempre più esigenti. In mostra: attrezzature e accessori per il bar, macchine da caffè, tazzine, lavatazze e lavabicchieri, arredo bar e vetrine.

Le nuove dinamiche del settore vedono il mercato del lusso investire sempre di barpiù nei servizi come Terme & Spa per rispondere alle nuove esigenze del turismo mondiale sempre più sofisticato. TECNOSPA, il quarto settore, si colloca al centro della Regione più turistica d’Italia, con oltre 40 milioni di presenze all’anno, con un giro d’affari di 15 miliardi di Euro. TECNOSPA si rivolge al vastissimo pubblico di operatori professionali, albergatori, designer, architetti, costruttori di piscine, centri benessere, centri fitness, centri termali, produttori e fornitori di apparecchiature ed accessori. Relax, benessere, sport sono queste le motivazioni dominanti nelle vacanze degli italiani e non solo per il futuro. Il 64% degli Italiani, è intenzionato a prenotare una vacanza all’insegna del benessere e l’85% degli intervistati acquisterà un soggiorno in una SPA, meglio in Italia per l’82%.

fiera-franchising-padovaIn fine, nel cuore pulsante dell’Italia che fa impresa, apre un nuovo salone del franchising. A Padova, per la prima volta, andrà in scena FranchiseIN, l’evento fieristico dedicato a tutte le opportunità in franchising.
La manifestazione sarà ospitata e realizzata in collaborazione con Tecno&Food, il salone business dedicato ai gestori di Bar, Alberghi e Ristoranti, che rappresenta il momento di incontro professionale più importante nel Nord-Est d’Italia.

Tecno&Food è una vetrina internazionale delle eccellenze del settore. Grazie alla collaborazione di Padova Promex, sarà prevista la presenza di numerose e qualificate delegazioni estere di operatori e buyers.
Redazione ArtInMovimento Magazine

Alla scoperta di Andrea Cigni….

IMG-20141128-WA0019C’era una volta un giovane toscano che si trasferisce a Bologna per frequentare il DAMS. Si forma attraverso numerose esperienze di recitazione, mimica, dizione, danza ed espressività corporea.
Andrea inizia a lavorare come attore e mimo, prendendo parte a numerosi allestimenti e collaborando con registi quali Pier Luigi Pizzi, Giancarlo Cobelli, Yannis Kokkos, Alberto Fassini, Beni Montresor, Henning Brockhaus.

IMG-20141128-WA0017E poi approda alla regia… Dopo la regia di varie pièces teatrali – La Morsa di Pirandello, Poesie Recitardanzando di Giorgio Caproni, Rosa Pazza e disperata di Enzo Siciliano, Processo a Genet (tratto dal Journal du Voleur di Jean Genet), Andrea Cigni, nel 2006, debutta al Teatro Ponchielli di Cremona con la mise en éspace di una performance di danza e musica dal titolo Buenos Aires Madrigals, subito seguita dalla regia dell’opera Andromeda Liberata di Antonio Vivaldi in prima rappresentazione assoluta.

Nel maggio 2007 mette in scena L’Orfeo di Claudio Monteverdi diretto da A. Marcon con Vittorio Prato nel ruolo del titolo, in occasione dei 400 anni dalla prima rappresentazione opera cignidell’opera. L’allestimento ottiene la copertina del prestigioso mensile italiano L’Opera.
Nel 2008 cura la regia di Paride ed Elena di Gluck per il Circuito Lirico Toscano (Teatro di Pisa, di Livorno e di Lucca) co-prodotto dall’Opera Royal de Wallonie di Liegi. Il prestigioso magazine inglese Opera Now decreta Andrea Cigni come uno dei migliori registi del 2008. Sempre nel 2008 realizza, per l’inaugurazione della Stagione Lirica del Circuito Cigni_elena e parideLirico Lombardo e il 150° anniversario dalla nascita di Giacomo Puccini, il dittico La Medium di Menotti e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini.

Nel 2009 dirige Aida di Verdi e La Figlia del Reggimento di Donizetti, realizza un nuovo e importante allestimento de La Traviata di Giuseppe Verdi e Roméo et Juliette di Charles Gounod. Nel 2011 si misura con Madama Butterfly e Tosca di Puccini, e debutta con una fortunatissima produzione de Il CappeIMG-20141128-WA0026llo di Paglia di Firenze di Nino Rota per il Maggio Musicale Fiorentino, e con un nuovo allestimento di Norma di Vincenzo Bellini per il Teatro Verdi di Sassari.

Nel 2013 prende parte al Wexford Opera Festival riproponendo Il Cappello di Paglia, mentre a febbraio del 2014 dirige La cambiale di matrimonio di Rossini.  A giugno 2014 è all’Abay Opera House di Almaty (Kazakistan) per un nuovo allestimento IMG-20141128-WA0031dell’opera Abay. Nel mese di settembre a Sassari, al Teatro Comunale, per Carmen di G. Bizet e in ottobre presenta un nuovo allestimento di Nabucco di Giuseppe Verdi, che ha debutta a Cremona riscuotendo successo di critica e di pubblico.

Noi lo conosciamo proprio in occasione della prima al Teatro Ponchielli del Nabucco. Ci avviciniamo naturalmente, ci presentiamo e iniziamo una piacevole conversazione. Fin da subito a parte la cocigni_nabuccompetenza professionale, fanno capolino disponibilità, affabilità, profonda capacità di ascolto. Comincia il primo atto. Ne rimango personalmente estasiato. Ci si re-incontra e gli esprimo il mio più totale consenso per quanto aveva realizzato.
Per raccogliere gli applausi si fa accompagnare sul palcoscenico da tutto il suo team, a dimostrare che non ero da solo, ma che quanto si era realizzato era frutto di un IMG-20141128-WA0013lavoro di squadra. Apprezzo molto anche questo aspetto. Finito lo spettacolo gli invio un sms per complimentarmi per il grande Nabucco che aveva messo in scena, mi ringrazia col calore di un ragazzino. Poi scrivo la recensione, gliela segnalo e mi vuole chiamare per ringraziarmi, ma teme di disturbarmi. Molto attento all’altro e alle sue necessità quindi. Lo chiamo io e sottolinea quanto avesse apprezzato il mio aver colto molto de messaggio che voleva comunicare con l’opera verdiana. Mi dice: Al di là del saper scrivere, c’è una sensibilità rara in te!
IMG-20141128-WA0000Quasi arrossisco. Capisco che lo rendeva felice sapere che ci fosse stato qualcuno a cui era arrivato pienamente. Trascendendo le magnifiche parole di apprezzamento, la sua felicità risiedeva nel fatto di essere stato compreso. E continua sottolineando che il grande successo e le belle recensioni erano Merito per tanti che lavorano con me.
Mi conquista. Ho di fronte un grande che, nonostante la brillante carriera, un curriculum notevole, si muove con umiltà e con estrema umanità.
IMG-20141128-WA0006Il quarantenne toscano si distingue per la freschezza, la passione per il suo lavoro e per la capacità di valorizzare chi lavora con lui. Le sue doti sono evidenti ed emergono dalle descrizioni che di lui fa la sua scuderia o chi vi entra in contatto.  Serietà, empatia, simpatia e voglia di crescere… Un mix vincente unito a competenza, conoscenza, fine intelligenza e cultura musicale.

Non possiamo che augurare ad Andrea Cigni il meglio, di realizzare quanto desidera e di portare sempre alta la cultura italiana nel mondo.
Annunziato Gentiluomo

Il Bosco Verticale è il grattacielo più bello del mondo

Il-Bosco-Verticale-di-Stefano-Boeri-4-150x150È stato premiato come grattacielo più bello del mondo. È composto di due torri alte 80 e 112 metri per un totale di 113 residenze e 800 alberi. Sì, 800 di 100 specie differenti. Questo è il Bosco Verticale progettato dal Boeri Studio di Stefano Boeri insieme agli agronomi e paesaggisti Laura Gatti e Emanuela Borio. Il prestigioso premio vinto (montepremi di 50mila euro) è l’International Highrise Award. Il presidente della giuria così definisce l’opera Espressione del bisogno umano di contatto con la natura. I grattacieli boscosi sono un vivido esempio di simbiosi tra architettura e natura. Il progetto è un’idea radicale e coraggiosa per le città di domani, rappresenta sicuramente un modello per lo sviluppo di aree ad alta densità di popolazione in altri paesi europei.
Lo si può ammirare a Milano nel quartiere Porta Nuova. Stefano Boeri e Manfredi Catella, manager di Hines Italia (che ha Il-Bosco-Verticale-di-Stefano-Boeri-150x150realizzato la costruzione) hanno deciso che l’ingente premio vinto verrà destinato a altri progetti da realizzare con il quartiere Isola. Un riconoscimento molto importante che premia l’eccellenza italiana in architettura, una scelta di lavorare con la ricerca e una proiezione verso il futuro. Tra i finalisti vi erano anche il De Rotterdam a Rotterdam dello Studio OMA, il One Central Park a Sydney dell’Ateliers Jean Nouvele lo Sliced Porosity Block a Chengdu di Steven Holl Architects. Tutt’altro che chiuso il dibattito sul vero valore “green” dell’opera, nonostante la valorizzazione del verde al suo interno. Rimane aperta la questione, su cui le opinioni sono assai divise, se lo sviluppo verticale delle città con edifici di tali proporzioni sia realmente sostenibile e auspicabile. Per ora, facciamo comunque senza esitazione i complimenti a Stefano Boeri e a tutti i suoi collaboratori per l’importante premio ricevuto.
Chiara Trompetto
[Fonte delle immagini: Artribune.com]

A Palazzo Valentini la XXII edizione della mostra “Desideri Preziosi”

desideri_preziosiOttaviano Augusto – Le “Domus” in un gioiello è il titolo della XXII edizione della mostra Desideri Preziosi a Palazzo Valentini, sito in via IV Novembre 119/A a Roma. Venerdì 28 novembre 2014 alle ore 16 c’è stata l’apertura della mostra degli argentieri e orafi romani con l’esposizione di oggetti unici.
La mostra annuale del prodotto artigiano di oreficeria e argenteria di Roma e provincia, che vuole incentivare e qualificare il prodotto artigiano, è a ingresso libero e si concluderà lunedì 8 dicembre alle ore 19.
Come tradizione, è stato richiesto ai partecipanti di ispirarsi, nella creazione di almeno uno dei loro manufatti, a un tema specifico.
In questa edizione, i ventiquattro orafi partecipanti alla mostra esporranno le loro creazioni uniche, ispirate a Gaius Iulius Caesar Octavianus Augustus e alle Domus Romane, alcune delle quali sono state ritrovate durante gli scavi sotto Palazzo Valentini, per rendere omaggio alla ricorrenza dei duemila anni dalla morte dell’imperatore Ottaviano Augusto.

Un’occasione anche per visitare il magnifico palazzo romano…
Redazione ArtInMovimento Magazine

“Tierra del Sol”… il primo album di Mr. Muscolo & I suoi estrogeni

mr muscoloIl 2014 per il gruppo Mr. Muscolo & I suoi estrogeni, nato nel nel 1999, è un anno particolare. Dopo aver maturato 15 anni di esperienza, costellati di significative esibizioni e performance nei più noti locali e nelle più ambite piazze della Calabria e spesso oltre i confini della stessa regione di appartenenza, di ampi consensi e di un certo numero di fans che lo segue con passione, ha pubblicato il suo primo lavoro discografico, che rispecchia lo spettacolo proposto dal vivo. E prende forma così Tierra del sol che già dal titolo ribadisce il legame tra Mr. Muscolo & I suoi estrogeni, la realtà calabrese e i ritmi latino-americani (ricchi di percussioni) presenti nel disco.

mr muscolo.1jpgUn cd fresco, estivo con sonorità anni 70 e atmosfere caraibiche. Una miscellanea di stili: dal pop al latino americano, dallo ska allo swing, dai cantautori al rock’n’roll, creando un genere musicale definito dallo stesso Mario Muscolo international pop. Tierra del sol raggiunge il pubblico per la sua travolgente vitalità, ti aiuta a non pensare, ti libera la mente immergendoti nella gioia delle feste di piazza da cui il gruppo ha mosso i primi passi. Tra i temi, la vita, l’amore, i soldi, le preoccupazioni per il “fine mese”, in sintesi la complessa realtà contemporanea, anche se l’invito alla leggerezza fa sempre capolino nei testi, da cui emerge un messaggio tranquillizzante, sempre positivo e quasi vacanziero.

In una settimana più di 1.000 visualizzazioni su youtube per Black Label, la traccia trainante della compilation.

Un successo mediatico evidente. La rete, attraverso i social network, sta rispondendo alle suggestioni del gruppo. Ora sto bene e finalmente son libero, nel mio futuro soltanto la felicità ti induce a muoverti, a lasciarti andare ed è un motivetto che non ti abbandona.

Segnaliamo inoltre Arabel dalle sonorità brasiliane da Bossa nova, Monkey Man ska e Voglio Scrivere una Canzone in cui si riprende lo swing, da cantautore scanzonato.

Non vediamo l’ora di godere dello spettacolo dal vivo del gruppo Mr. Muscolo & I suoi estrogeni, convinti che questo lavoro discografico sia stato fonte di riflessioni, rimaneggiamenti e rinnovata consapevolezza artistica… E poi riconosciamo chiaramente la perfetta adattabilità di Tierra del sol ai codici delle feste di piazza. Avanti, Mario! Avanti, ragazzi! Divertiamoci!
Annunziato Gentiluomo

[Fonte delle immagini: telemia.it (copertina), facebook.com]

Fino a domani la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

batti lo sprecoSi conclude domani la sesta edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (European Week for Waste Reduction).
L’iniziativa ha, nel corso degli anni, riscosso crescente successo, confermandosi come una delle principali campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini circa l’impatto sull’ambiente e sui cambiamenti climatici dei nostri stili di vita e dei nostri consumi.
La Settimana è un’iniziativa nata all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea, e ha l’obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni, gli stakeholder e tutti i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea, a cui gli Stati membri sono chiamati a dare concreta applicazione.
Spreco ciboIl tema di questa edizione è la lotta allo spreco alimentare che Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti definisce una delle forme eticamente più odiose della produzione di rifiuti perché innesca un consumo di risorse inutile, dannoso e riprovevole a fronte della carenza di cibo di cui soffrono ampie aree del mondo. Impegnarsi per la diminuzione dello spreco alimentare è, per il Ministero dell’Ambiente, un modo per tutelare le nostre risorse naturali ma anche per costruire una società che privilegia i valori della giustizia sociale e della civiltà. (…) Bisogna riportare la questione del diritto al cibo al centro delle priorità di tutti i governi. Nel nostro Paese ci sono 6 milioni di persone che hanno problemi a nutrirsi.

In Italia il Comitato promotore della Settimana è formato da Ministero dell’Ambiente, ANCI, Provincia di Torino, Provincia di Roma, Federambiente, Legambiente, AICA, e come partner tecnici E.R.I.C.A. Soc. Coop ed Eco dalle Città.

Per dare qualche numero sulla portata dell’evento, bisogna ricordare che all’edizione del 2013 hanno partecipato 27 Paesi, per un totale di 12.682 azioni a livello globale. L’Italia, virtuosissima, si è aggiudicata il primo posto per numero di iniziative: ben 5.399! Inoltre il bel paese ha avuto l’onore di organizzare, nel maggio scorso, la cerimonia di premiazione delle migliori azioni a livello europeo, durante una due-giorni di congresso a Roma.

Usiamo questi ultimi due giorni per fare nel nostro piccolo qualcosa allineandoci alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti! Educhiamoci sempre più a prenderci cura di noi e del luogo che abitiamo…
Annunziato Gentiluomo

[Fonti delle immagini: lemarchediurbino.it e isontinambiente.it]

I mantra e il Reiki: workshop di approfondimento per operatori

handsoflight-e1357538864973Domani, domenica 30 novembre, dalle 9.30 alle 13.30, in corso Verona, 20 a Torino,  l’Associazione ArtInMovimento propone il work-shop per operatori di Reiki I mantra e il Reiki: per potenziare la tua pratica.

Si tratta di un seminario professionale per operatori che credono in questa disciplina e stanno cercando di trasformarla in un lavoro.

La relazione tra Reiki e Mantra – afferma Annunziato Gentiluomo, Docente Tecnico del Benessere Discipline Reiki (R.D.14.73) e Karuna® (R.D.14.74) ASI DBN-DOS Arti Olistiche e Orientali è appurata e per chi ha dhanvantari_96wxfrequentato almeno il secondo dei tre livelli di Reiki questo rapporto è chiarissimo. I simboli reiki vengono attivati attraverso dei mantra. Avendo ricevuto l’iniziazione braminica del mio Guru, Srila BV. Narayana Maharaja ed essendomi accostato agli Śāstra vedici e constatato su di me il potere evolutivo dei mantra, ho verificato come i mantra riescano a potenziare anche la pratica Reiki sia per quanto riguarda l’operatore, in termini di aumento della consapevolezza e di pulizia del canale, sia sul ricevente, incrementando la sua capacità di attivare il processo di auto-guarigione. Nel seminario approfondirò proprio questo aspetto, trasmettendo ai partecipanti alcuni mantra di guarigione realmente efficaci e insegnando come portarli nel trattamento.

Un work-shop di studio e approfondimento interessante, sicuramente capace di offrire nuovi stimoli ai praticanti di questa disciplina giapponese orientata al benessere psico-fisico.
Giuseppe Parasporo

[Fonte delle immagini: thejewelledsky.com, laxminrsimha.in, aleteia.org]

Sinergie per crescere… ArtInMovimento e Kido

shutterstock_115447075I tempi che stiamo vivendo se da una parte incutono paura per la precarietà su più livelli, la sofferenza, l’incomunicabilità, dall’altra offrono opportunità di crescita e contribuiscono all’evoluzione spirituale di ciascuno. Infatti assistiamo al fiorire di gruppi, movimenti e realtà associative, al nascere di discipline bio-naturali e all’emergere di nuove metodologie di lavoro e di un rinnovato interesse di confronti dei saperi antropologici di cura e delle medicine non convenzionali.

IDEOGRAMMA REIKIFatta questa premessa e ispirate da una genuina volontà di fare sistema e di trascendere la consueta attitudine di difendere il proprio orticello come se l’altro fosse un ladro pronto a sottrarci quanto “pensiamo” ci appartenga, l’Associazione ArtInMovimento e l’Associazione KIDO, mercoledì 3 dicembre, presso la sede della seconda, ubicata in via Osoppo, 55 a Torino, proporranno insieme per i loro soci una serata di scambio Reiki. I due insegnanti – Annunziato GentiluomoSalvatore Famiano – entrambi Docenti “Tecnico del Benessere Discipline Reiki”  ASI DBN-DOS Arti Olistiche e Orientali, lhandsoflight-e1357538864973avoreranno in sinergia per sollecitare, con nuovi stimoli, i propri studenti.

Un modo per crescere e per vivere pienamente l’idea di unità e di gruppo, un’occasione per iniziare a creare una realtà ASI più consapevole e numerosa, capace di aprirsi a grandi cose, seguendo l’energia del Reiki… A prestissimo un’altra riqualifica nazionale per operatori Reiki e per altri operatori olistici per allinearsi alla Legge n. 4 del 2013.
Mirko Ghiani

[Fonti delle immagini: cheminverssoi.fr, wellbeingtreatment.com, thejewelledsky.com, centroreikifriuli.org]

Teatro Regio Torino Rossini Tour… e si vola oltreoceano

Noseda-Orchestra-CoroMercoledì 3 dicembre, alle ore 19, nella sala dell’Harris Theater di Chicago, prende il via la prima tournée del Teatro Regio in America. L’Orchestra e il Coro del Regio, diretti da Gianandrea Noseda, eseguiranno in forma di concerto il Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, opera che per il Regio è diventata un simbolo dell’eccellenza italiana da esportare in tutto il mondo. I principali solisti del capolavoro rossiniano sono protagonisti di fama internazionale come Luca SalsiJohn Osborn e Angela Meade. Il Coro è istruito da Claudio Fenoglio.

Il tour rossiniano prosegue fino al 9 dicembre e toccherà Toronto (in Canada), New York Ann Arbor. 

Theater300x225Bisogna sottolineare che l’Harris Theater, uno dei più moderni e funzionali auditorium mai costruiti, inaugurato nel 2003, è da subito diventato un luogo di riferimento nel panorama internazionale della musica classica. Grande vanto quindi per il Teatro Regio di Torino…
Redazione di ArtInMovimento Magazine

[Fonti delle immagini: teatroregio.torino.it e harristheaterchicago.org]

“Il giovane favoloso”: la favola della giovinezza di Giacomo Leopardi

50393L’ultimo film di Mario Martone racconta Giacomo Leopardi e l’Italia, riprendendo un discorso già cominciato con il precedente Noi credevamo (2010), il provocatorio film sul Risorgimento italiano, l’ambientazione ottocentesca ricostruisce il quadro più vero del nostro presente, di cui si individuano le radici storiche e di costume.
Il giovane favoloso è un film biografico, che mette in scena la vita di uno dei più grandi poeti italiani. lìLe aspettative del pubblico colto (gli spettatori/lettori) sono ovviamente altissime, ma la precisione filologica, l’ampia documentazione e la scelta significativa dei testi soddisfano pure gli spettatori più esigenti, i quali non dimenticano neanche per un attimo di essere di fronte a un prodotto culturale autonomo, anche se vorrebbero ritrovare sullo schermo il loro Leopardi. Nel buio della sala cinematografica l’incontro con Giacomo Leopardi si realizza: sono sue le parole messe in bocca ad uno straordinario Elio Germano – ricavate tutte dalle Operette morali, dalle lettere, dallo Zibaldone di pensieri. La sua vita, sintetizzata negli eventi principali, è quella che risulta dall’epistolario e (nel caso del periodo fiorentino e napoletano) dalla biografia Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi, scritta dall’amico Antonio Ranieri, qui interpretato da Michele Riondino.
La prima scena è leggera, quasi onirica: una corsa di bambini in un giardino avvolto in una leggera nebbiolina. Sono Giacomo, sorridente e con una corona d’alloro in testa, il fratello 20141023185559-11416-Il_giovane_favoloso_5-Elio_Germano-_Mario_SpadaCarlo (Edoardo Natoli) e la sorella Paolina (Isabella Ragonese). Questa corsa giocosa ritorna come memoria dolce, parecchi anni dopo, quando l’infanzia, ormai lontana nel tempo, resiste come favola viva del cuore. Immediatamente dopo, i tre bambini sono esibiti dal padre, conte Monaldo (Massimo Popolizio), davanti a un pubblico di austeri parenti: Giacomo, bambino prodigio suo malgrado, è capace di svolgere a mente inutili calcoli complicatissimi. L’infanzia è quindi condensata in queste due sole immagini: una corsa spensierata e un precoce desiderio di compiacere il proprio padre.
Il ragazzo Leopardi è poi nella gabbia della biblioteca paterna: studia sotto il suo sguardo. I campi lunghi restituiscono lo sguardo “lungo” del padre, che controlla i figli mentre studiano: le stanze infilate una dietro l’altra consentono questa silenziosa prevaricazione, cui Giacomo impara a sfuggire guardando dalla finestra. Il suo scrittoio è sempre sotto la finestra, alla ricerca di un orizzonte più lontano da vedere con gli occhi aperti o con gli occhi chiusi. Recanati è tutta qui: la biblioteca, un padre orgoglioso ma spaventato dalla libera genialità del figlio, una madre anaffettiva, congelata in una fede senza amore; l’amicizia a distanza con Giordani, vissuta con struggente malinconia e desiderio (di gloria? di fuga?). Un urlo silenzioso, liberatorio – unica concessione espressionistica del film – chiude questa prima parte recanatese.
Firenze è Fanny e Antonio Ranieri: si aprono nuovi spazi, e arriva il confronto con un ambiente culturale inizialmente favorevole e poi ostile. Emerge Il_giovane_favoloso_leopardidrammaticamente la mediocrità di una intellighenzia italiana che teme il confronto con la verità e soprattutto con il dubbio, con l’assenza di certezze. Napoli rappresenterà poi la discesa impossibile nel mondo infero del “vivere a caso”, con qualche ambiguità sessuale appena accennata vissuta in un corpo sempre più curvo e sofferente, in contrasto con uno sguardo che invece si fa sempre più goloso e ironico.
Il linguaggio cinematografico di Martone, in questo film, è classico. La vicenda si sviluppa nelle sue tappe cronologiche senza significative manipolazioni della linea del tempo. La scelta è quella di raccontare una vita, con grazia, senza morbosità. La biografia del poeta è necessariamente in primo piano: la modernità di Leopardi è tutta qui, nell’aver messo la propria soggettività (mente, cuore e corpo) al centro di una esperienza creativa e intellettuale straordinaria.
Il commento musicale varia da Rossini alla musica elettronica di Sasha Ring: le sonorità contemporanee accentuano l’effetto di straniamento e attualizzazione che si vuole ottenere. E Leopardi è infatti presentato come giovane senza tempo (del resto Elio Germano nel film non “invecchia”): la giovinezza è una categoria dello spirito, che il poeta di Recanati incarna FIRENZE_10perfettamente, se per giovinezza si intende la forza dell’immaginazione sulla ragione e soprattutto l’odio, come dice il protagonista in una scena intensissima, verso la “vile prudenza” (della famiglia Leopardi, dell’Italia…).
Elio Germano si è preparato a interpretare Giacomo Leopardi, lo raccontava a Venezia, immergendosi per mesi nelle “sudate carte” del poeta con i maggiori studiosi contemporanei. Ha dormito nel suo letto, ne ha imitato la grafia: ha colto il nucleo emotivo, erotico ed entusiastico di un poeta troppo in anticipo sui tempi. L’interpretazione di Elio Germano è perfetta, quando il rischio sarebbe stato quello di caricare troppo o di trasformare in macchietta. Nel suo viso si rispecchiano, con misura, con grazia, i moti leopardiani e le sue metamorfosi interne: e così la curiosità intellettuale diventa golosità, l’emotività ansiosa diventa ironia e distacco sorridente.
Il Leopardi di Martone convince: è un film didattico, ma non didascalico, che è piaciuto anche ai molti studenti che l’hanno visto e che potrebbe causare una commossa sindrome di Stendhal nelle loro insegnanti.
Gianna Cannì

Scheda
Un film di Mario Martone. Con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco,Paolo Graziosi, Iaia Forte, Sandro Lombardi, Raffaella Giordano, Edoardo Natoli, Giovanni Ludeno, Federica de Cola, Giorgia Salari, Isabella Ragonese.
Biografico, durata 137 min-Italia 2014-01 Distribution.
Fotografia: Renato Berta
Montaggio: Jacopo Quadri
Musiche: Sascha Ring
Scenografia: Giancarlo Muselli
Costumi: Ursula Patzak
Trucco: Maurizio Silvi

[Immagini: Palomaronline.com, comingsoon.com, primocanale.it, italiafilmcommission.it]

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