Month: February 2016

 

Il ventunesimo Concerto aperitivo del Teatro Carlo Felice

Pablo-Assante-director-del-Coro-de-la-opera-de-DresdeDomani, domenica 28 febbraio alle ore 11.00, il ventesimo appuntamento della domenica mattina con i consueti Concerti Aperitivo, sarà realizzato al Teatro Carlo Felice col Maestro Pablo Assante, Maestro del Coro del Teatro Carlo Felice, che dirigerà l’esecuzione del celebra Requiem in re minore per soli, coro ed orchestra K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart.
Le voci protagoniste saranno quelle del soprano Annarita CECCHINI, il mezzosoprano Simona PASINO, il tenore Antonio MANNARINO e il basso Filippo BALESTRA, tutti facenti parte del Coro del Teatro Carlo Felice.
L’iniziativa dei concerti aperitivo, da quest’anno con la partecipazione di CARISPEZIA quale main sponsor della rassegna, conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo nel primo foyer, ambiente suggestivo e raffinato a cura di Mentelocale.
Redazione di ArtInMovimento Magazine

“Birth”, la seconda opera di Dardust in uscita il 18 marzo

Cover-BIRTHDopo il disco d’esordio “7“, Dardust torna in maniera dirompente nella sonnecchiosa discografia italiana con “Birth“. Il secondo capitolo della trilogia che vede unire Berlino, Reykjavic e ­Londra come luoghi d’ispirazione per il talentuoso Dario Faini, anima del progetto Dardust, è stato registrato nei Sundlaugin Studio a Reykjavík (dove hanno registrato anche Sigur Ros, Jon Hopkins, Damien Rice e molti altri). Prodotto ed arrangiato interamente da Faini e Vanni Casagrande, “Birth” si allontana dal disco d’esordio che mescolava maggiormente l’anima neoclassica e quella elettronica ma estremizza queste peculiarità: 5 brani definibili “slow” ci agganciano all’opera prima mentre i 5 brani “loud” hanno il compito carontiano di traghettarci verso Londra e il terzo progetto conclusivo. L’onore di anticipare il lavoro è toccato alla traccia “The Wolf“, un brano psicadelico accompagnato da un bel video – evento piuttosto raro in Italia che fa capire quanto il progetto sia anche visivo oltre che musicale – per la regia di Tiziano Russo. Protagonisti un uomo e un lupo immersi in un suggestivo borgo medievale, location tra l’altro utilizzata in passato per film come “Il nome della Rosa” e “Ladyhawke”. Sul fronte live, lo scorso 20 febbraio, l’album è stato presentato in anteprima al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno con uno spettacolo molto coinvolgente che ha registrato il tutto esaurito. Non ci resta che attendere il 18 marzo, giorno in cui è prevista, su etichetta Inri, l’uscita dell’album. Oppure cominciare a pre-ordinarlo su Itunes.

Mirko Ghiani

Alba Poetry Slam, due appuntamenti per una sfida all’ultimo verso…

unnamedDopo il successo di Poetica, di cui vi avevamo parlato qui, la città di Alba ospiterà nuovamente due appuntamenti con la poesia, per la precisione con il Poetry Slam. Lo slam poetico è una vera e propria sfida, aperta alla partecipazione di chiunque scriva e abbia piacere di leggere i propri versi in pubblico. La comunità di autori che partecipa a queste sfide in giro per l’Italia è in crescita, è eterogenea per sesso ed età, e soprattutto è unita e accomunata dall’amore per la poesia, collante che alla fine racchiude il senso di queste iniziative.
Il 12 marzo e il 9 aprile sono le date (due sabati) in cui lo spazio del centro giovani H-Zone di Alba ospiterà i poeti e gli spettatori, a partire dalle ore 21,00.
Ma come funziona? Ci sarà un palco, dal quale ogni poeta avrà tre minuti a disposizione per leggere i propri lipslogo-300x300componimenti. Il pubblico voterà e alla fine sarà decretato il vincitore. Vincitore di cosa? Di un piccolo momento di celebrità, dell’emozione di leggere e condividere i propri versi. Come ebbe a dire il poeta Marc Smith, che diede vita al Poetry Slam nel 1986 a Chicago “la poesia non è fatta per glorificare il poeta, essa esiste per celebrare la comunità; il punto dello slam non sono i punti, il punto è la poesia“.
Durante le serate del 12 marzo e del 9 aprile saliranno sul palco poeti provenienti dal Alba e dintorni: il vincitore di ciascun incontro avrà poi la possibilità di iscriversi alla finale italiana del Nord Ovest, in programma per il 16 maggio a Torino. Ciò è reso possibile grazie all’iscrizione del torneo albese a LIPS, Lega Italiana Poetry Slam.
Il torneo è organizzato e realizzato dalla collaborazione di Cooperativa Sociale Orso, Centro Giovani H-Zone e il collettivo di scrittura creativa Chiamatemi Ismaele.

Per informazioni e per iscriversi contattare l’indirizzo albapoetryslam@gmail.com oppure il numero 3387718402.

Chiara Trompetto
[Fonti delle immagini: Alba Poetry Slam, lipslam.it]

Mister Lucescu continua a insegnare calcio, Shlake annichilito in casa: 0-3

FC Schalke 04 v Shakhtar Donetsk - UEFA Europa League Round of 32: Second LegLo 0-0 della Donbass Arena di Donetsk costringe lo Schalke alla vittoria tra le mura amiche. Anche se Tedeschi partono bene, colpendo un clamoroso palo con Geis dopo 2′ e con Belhanda che trova la respinta in a angolo di Pyatov al 7′, questi due episodi rimangono gli unici degni di nota. Nonostante un pubblico delle grandi occasioni e una spinta incredibile, i padroni di casa si perdono in molti errori nei passaggi e subiscono costantemente le ripartenze veloci degli Ucraini, che non si fanno piegare.
Sarà proprio una di queste veloci azioni di contropiede a portare al vantaggio, segnato al 27’ da Marlos, che di tacco deposita in rete un passaggio orizzontale di Ferreyra, complicando notevolmente la serata per i ragazzi di Breitenreiter.
Piove sul bagnato per lo Schalke: dopo un brutto intervento di Taison, Goretzka è costretto a lasciare il campo prima del termine del tempo.FBL-EUR-C3-SCHALKE-SHAKHTAR-DONETSK
La ripresa vede troppi errori in appoggio da parte di entrambe le squadre e lo spettacolo ne risente, cosa che non avviene sugli spalti, dove i tifosi di casa sono encomiabili, con i loro cori incessanti anche dopo il raddoppio degli ucraini. Dopo un clamoroso errore di Di Santo, lo Shakhtar accelera e si porta subito sul 2-0 grazie a un altro clamoroso errore in disimpegno di Matip, che si fa soffiare palla da Taison portandolo all’assist per il gol di Ferreyra.
La reazione dello Schalke è sterile e non porta nessuna vera occasione, l’unico effetto è quello di scoprirsi e allungare la squadra, che subisce anche il 3-0: è ancora un gran lavoro di Taison, che serve sulla corsia Kovalenko, il quale scaglia un destro sotto l’incrocio dove Fahrmann non può arrivare.
Forse troppo pesante come passivo, ma i Tedeschi hanno prodotto davvero poco e commesso davvero troppi errori in difesa, lo stesso tecnico Breitenreiter scuote la testa in panchina dopo il clamoroso errore di Matip, capendo che non è serata.
Da parte sua, l’allenatore degli Ucraini, Lucescu, ha costruito benissimo una partita che sicuramente non credeva potesse rivelarsi così semplice dopo lo 0-0 dell’andata, a lui e ai suoi ragazzi vanno i meriti per averla resa tale.

Gabriele La Spina
[Fonte delle immagini: uefa.com]

Cartoline dal Festival del Giornalismo Alimentare, giorno uno

Festival PartenzaVia, oggi sono iniziati i lavori di questa prima edizione del Festival del Giornalismo Alimentare. L’Aula Magna dell’Università degli Studi di Torino, alla Cavallerizza Reale, ospiterà fino a domani un evento che riunisce intorno allo stesso tavolo, per la prima volta, i professionisti della comunicazione e i rappresentanti del mondo della produzione, della distribuzione e della somministrazione del cibo, le Istituzioni e coloro che si occupano si sicurezza alimentare. Un panorama variegato, che interseca saperi e competenze molto diverse. La conferenza introduttiva ha visto molti interventi importanti, che hanno in un certo senso tracciato il sentiero sul quale si intendono portare i lavori di queste giornate. La grande domanda alla quale tutti sono chiamati a rispondere è quali siano, o debbano essere, le politiche alimentari nel dopo-Expo. La Carta di Milano rappresenta un’assunzione di impegni e responsabilità, ma non è l’unico punto di riferimento. Il primo fotogramma di oggi lo dedichiamo a Carlin Petrini, Patron di Slow Food, che non ha bisogno di presentazioni. Il suo intervento è stato come sempre carico di entusiasmo, di passione e di propulsione al futuro, alla necessità di fare, fare di più e fare insieme. Ha voluto citare Brillat-Savarin, che nel 1826 diede una definizione della gastronomia sorprendentemente attuale, considerandola in chiave totalmente multidisciplinare, olistica come l’ha definita Petrini. Il suo richiamo, rivolto alla platea di giornalisti, comunicatori e bloggers, è stato quello a riprendere la visione di Savarin: ciò implica una presa di coscienza maggiore, il coraggio di uscire dal terreno sicuro della critica enogastronomica pura, della recensione dei ristoranti più o meno stellati e della cucina da show televisivo. Occorre ricominciare a studiare, e studiare materie apparentemente distanti, dall’economia alla geopolitica, dall’antropologia alla chimica e alla biologia, formarsi per acquisire competenze attraverso le quali legittimarsi a imporre un modello diverso di comunicazione, in grado di raccontare le richieste di cambiamento e i mutamenti già in atto.

Il secondo fotogramma lo riserviamo invece a uno dei tanti eventi cosiddetti Off: visite organizzate presso realtà produttive ed economiche sia in Torino che fuori città. Una di esse è stata la visita Caffè Spazioall’Argotec, azienda che rappresenta un’eccellenza italiana nel settore aerospazio. Ma cosa c’entra questo con il cibo? C’entra tantissimo, perché da Argotec nascono e partono i pasti consumati dagli astronauti nella Stazione Spaziale Internazionale. Un team di lavoro giovanissimo e motivato, professionisti in ingegneria, chimica, scienze dell’alimentazione, nutrizionisti, e naturalmente lo Chef. Da questo mirabolante mix di energie e competenze differenti nascono cibi davvero speciali, pensati per supportare l’alimentazione di un fisico sottoposto a condizioni di stress estremo. Si pensi che 6 mesi in situazione di microgravità equivalgono a 10 anni di vita sulla Terra, in termini di invecchiamento cellulare: è facile capire che il ruolo dell’alimentazione diventa fondamentale e la sfida è davvero grande e avvincente. Abbiamo scoperto che nello spazio, grazie ad Argotec, si possono mangiare succulente zuppe e insalate di cereali, verdure e frutta, ma anche dolci e tisane digestive. Non può mancare il caffè, quello della Lavazza (perdonateci un po’ di campanilismo sabaudo), grazie a una macchina progettata e realizzata proprio da Argotec, che è un bellissimo concentrato di innovazione tecnologica.

Un plauso all’organizzazione del Festival, presente e attenta, professionale e capace di coinvolgere, con la contagiosa emozione di chi affronta un “prima volta”. Bravi!
Si continua domani, noi vi racconteremo la giornata come abbiamo già fatto oggi dal nostro profilo twitter, seguiteci!

Chiara Trompetto
[Fonti delle immagini: ArtInMovimento Magazine, festivalgiornalismoalimentare.it]

“Star Wars: the Force in Concert”: ecco il programma dell’evento

Programma volantino SWFiCCome abbiamo avuto modo di sottolineare qualche giorno fa, Symphonic Games propone, per l’11 marzo 2016, in occasione dell’uscita al cinema del settimo capitolo dell’omonima saga, dalle ore 21.00, STAR WARS: The Force in Concert presso la Sala Grande del Centro di Cultura Contemporanea Ex-Birrificio Metzker, sito in via Bogetto 4/g a Torino.
Il programma del concerto multimediale è stato da pochissimo reso noto noto dagli organizzatori e prevede per il primo tempo XXth Century Fox Opening, STAR WARS Main Theme, Imperial March (Episode V), Across The Stars (Episode II), The Force Theme (Episode IV), Anakin Dark Deeds (Episode III) e Duel on Mustafar(Episode III). Il secondo tempo invece annovera i suguenti brani: Cantina Band (Episode IV), Battle of Endor (Episode VI), May The Force be with You, Princess Leia Theme (Episode IV), Binary Sunset (Episode IV), Duel of the Fates (Episode I) e Throne Room/End Title (Episode IV)
Si ricorda che le magnifiche musiche scritte da John Williams saranno interpretate dal vivo dal pianista Alberto Marchisio e suonate in sincrono con i video a tema tratti dai film e preparati apposta per l’evento, arricchito dalla partecipazione dei membri di LUDOSPORT International Lightsaber Combat Accademy impegnati in una serie di battaglie a colpi di Spada Laser sulle note dei più famosi temi di Star Wars.
Per prenotazioni e informazioni, si può scrivere a symphonicgamesconcert@gmail.com o chiamare al numero 3407715514.
Il Centro di Cultura Contemporanea Ex-Birrificio Metzker è raggiungibile in pochi minuti a piedi col Tram 16 CD (Circolare Destra) scendendo alla fermata AVELLINO.
Vietato mancare!
Redazione di ArtInMovimento Magazine

Per “Aurore Musicali” i flauti e il pianoforte di Ugo Piovano e Andrea Musso

logo2L’Educatorio, una delle più antiche istituzioni culturali di Torino, organizza dal 2003 “Aurore Musicali”, una rassegna annuale di lezioni – concerto sulla grande musica classica, lirica e strumentale, nata con l’obiettivo di promuovere la conoscenza per la grande musica, valorizzare gli artisti giovani e di talento e promuovere l’aggregazione.
Lunedì 29 febbraio alle ore 20:45, presso l’Auditorium dell’Educatorio della Provvidenza,OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Ugo Piovano e Andrea Musso si esibiranno rispettivamente ai flauti e al pianoforte in “Tre secoli di espressioni musicali a Torino” per la direzione artistica di Marco Leo. Verranno eseguite due Sonate per flauto e pianoforte dei fratelli Somis, una sonata e due studi per flauto di Alessandro Besozzi e altre opere di Gaetano Pugnani, Giovanni Calieri, Arturo Danesin, Franco Mariatti e Luigi Hugues.
Per favorire l’aggregazione, il concerto, come per tutti i concerti di “Aurore Musicali”, sarà arricchito da un brindisi dove, alla fine dello spettacolo, il pubblico può incontrarsi e confrontarsi con gli artisti protagonisti della serata.
Il biglietto di ingresso è di € 5,00 con possibilità di riduzioni e abbonamenti a prezzi favorevoli.

ArtInMovimento Magazine

[Immagini da sololibri.net e educatoriodellaprovvidenza.it]

SHAKESPEARE GRAND TOUR a Roma il 28 febbraio e il 13 marzo

Lanificio_Shakespeare_A3_newebDomenica 28 Febbraio e domenica 13 Marzo 2016, in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di William Shakespeare, il Lanificio (sito in via di Pietralata 159/A a Roma), una vecchia fabbrica industriale romana da più di 10 anni riconvertita all’arte e all’intrattenimento contemporanei, apre le sue “stanze segrete” per commemorare le opere del grande drammaturgo inglese. Tra officine inaspettate, passaggi misteriosi, scale, stanze, corridoi e loft affacciati sul fiume ci si perde in un vortice di parole, gesti, sguardi e approcci tattili che seduco, spaventano, incuriosiscono, ripugnano, affascinano, imbarazzano, rasserenano…
SHAKESPEARE GRAND TOUR vede Serena Ventrella, consolidata attrice di teatro, impegnata in una regia scoppiettante, giovane e dinamica.
In scena uno strepitoso Franco Oppini (ogni presentazione è superflua), nel ruolo di un misterioso ed enigmatico “comandante Shakespeare”, attorniato da attori e attrici provenienti dal mondo del teatro, del cinema e della televisione: Alessandro Balestrieri, Rossana Bellizzi, Ivano Calafato, Ylenya Camisa, Glenda Canino, Rosario Copioso, Stefano De Filippis, Maria Antonia Fama, Christian Laiontini, Barbara Manzato, Elisa Menchicci, Diego Migeni, Roberto Pappalardo e infine il chitarrista Gianni Trotta e i ballerini del Dance Arts Faculty.
Perché Grand Tour? Il Grand Tour fu una vera e propria moda che si diffuse in tutta Europa a partire dal XVII secolo: i giovani appartenenti per lo più all’aristocrazia si concedevano un lungo viaggio attraverso tutto il continente, che poteva durare da pochi mesi fino a svariati anni. La meta e destinazione finale per tutti era l’Italia e l’obiettivo comune era quello di arricchire il proprio bagaglio culturale e personale. È proprio da questo che il titolo dello spettacolo trae metaforicamente spunto per sottolineare il più possibile un dichiarato intento di evasione dalla quotidianità atto ad elevare e sublimare lo spirito di chi vi partecipa.IMG_0189
Il delicato momento storico che noi tutti viviamo tende ad attanagliarci dietro le quinte di ciò che ogni giorno succede (o di ciò che dovrebbe succedere e non succede mai) e a convogliare tutte le nostre energie, la nostra attenzione e le nostre emozioni in una direzione estremamente concreta fatta di paure e aride incertezze che tolgono ossigeno e spazio vitale ai sogni.
Lo spettacolo, già in scena lo scorso anno a Borgo Pio presso la sede di Fondazione Roma Solidale, è un site specific, ovvero un intervento artistico pensato per essere inserito in un preciso luogo. L’interazione tra “contenitore e contenuto”, infatti, è talmente stretta e imprescindibile che sarebbe impossibile riproporre lo spettacolo per filo e per segno in un luogo diverso senza ricorrere a stravolgimenti quasi totali della messa in scena, afferma la produzione.
Valeria Ventrella, organizzatrice dell’evento, motiva questa coproduzione con il Lanificio descrivendo il luogo come palcoscenico ideale di un teatro non convenzionale non solo grazie alla sua conformazione strategica fatta di stanze, scale, tunnel e passaggi ma anche perché portare il teatro del 500 in una delle location più cool della capitale consente di giocare su un contrasto fortissimo che IMG_0069incuriosisce e tiene alta l’attenzione dello spettatore.
Il teatro scende dunque dal palcoscenico, e invade spazi ad esso inconsueti, fonde attori e pubblico in un percorso unico e surreale, fatto di sensazioni sospese e di emozioni che arrivano dritte al cuore. “SHAKESPEARE GRAND TOUR” non è uno spettacolo a cui assistere, bensì un’esperienza fisica e tangibile a cui partecipare, non c’è sipario, non vi sono posti a sedere né platea e palcoscenico, gli spettatori sono guidati da attori e ballerini attraverso stanze, scale e corridoi dove incontreranno i personaggi più belli che abitano le opere di Shakespeare.
Il consiglio è quello di non cercare una trama vera e propria, ma di abbandonarsi dolcemente alle sensazioni, come si trattasse di un sogno, di un viaggio onirico e metafisico ai confini della realtà, spiega la produzione.
I testi e i personaggi scelti provengono da diverse opere dell’autore: ci si imbatte in un insolito Shilock (da Il Mercante di Venezia) per poi incontrare Amleto in persona, passando per Caterina de La Bisbetica Domata, si è folgorati dal fascino di un’androgina e sensuale Viola (de La Dodicesima Notte) o dall’ira dolcissima dIMG_0174i Elena (da Sogno di una Notte di Mezza Estate) e così via… ci si sentirà attratti forse da percorsi diversi, da vie parallele che probabilmente non si incroceranno mai, ma una sola è la meta finale per tutti: quello sconfinato, misterioso e infinitamente affascinate universo dell’animo umano. …bon voyage!
Lo spettacolo ha la durata di un’ora e in ognuna delle due giornate sono previste tre repliche (ore 19,00; ore 20.30; ore 22.00) per un numero limato di spettatori. Il costo d’ingresso è di € 12,00 che include un drink di benvenuto. Per informazioni, si chiami al 3494706766 o si invii un e.mail a mialab31@gmail.com.
Abbandoniamoci dolcemente all’esperienza di SHAKESPEARE GRAND TOUR, un viaggio fisico e metafisico che guida il pubblico ai confini della realtà servendosi della fugace magia del teatro ed esplorando, in un modo inconsueto e innovativo, i personaggi più belli che abitano le opere di Shakespeare.
Lasciamoci trascinare dagli stessi attori in un susseguirsi di officine inaspettate, passaggi segreti, scale, corridoi, loft affacciati sul fiume… per lasciarsi travolgere da un vortice di parole, gesti, sguardi e approcci tattili che seducono, spaventano, incuriosiscono, ripugnano, affascinano, imbarazzano, rasserenano… Allacciamo le cinture… e bon voyage!
Redazione di ArtInMovimento Magazine

Nørdic Frames, jazz sperimentale e NuJazz al Teatrino di Palazzo Grassi a Venezia

90bcb155-f6f5-42dd-9652-90eacf38c65aÈ dedicata alla scena sperimentale nordica la prima edizione di Nørdic Frames, festival internazionale di jazz sperimentale e NuJazz, in programma al Teatrino di Palazzo Grassi di Venezia. Organizzata da Nu Fest, storico festival di musica elettronica firmato Veneto Jazz, la rassegna propone un programma di due appuntamenti che vedono protagonista la Norvegia e le ispirazioni dei suoi artisti più all’avanguardia. Saranno ospiti Thomas Strønen & Iain Ballamy (28 febbraio) e Buggefestivals_Foto_Lars-Opstad_Nancy-Bundt_Christian-M Wesseltoft & Christian Prommer (5 marzo), riconoscendo alla Norvegia un ruolo fondamentale in Europa nell’emancipazione dal jazz dalle radici afroamericane.

Proprio le contaminazioni fra jazz, musica classica ed elettronica hanno portato alla creazione di un sound particolare riferibile alla scena nordica, Scandinavia e Danimarca principalmente, caratterizzata da artisti come Nils Petter Molvaer, Lars Danielsson, Arve Henriksen, Morten Harket, Sidsel Endresen, Tord Gustavssen, Jan Bang ed Erik Honorè (questi ultimi ideatori e direttori artistici del celebre Punkt-Festivalen, con Brian Eno).

Il format del festival, ospitato nel teatro di uno dei templi dell’arte logocontemporanea (la Collezione François Pinault), prevede un concerto di prima serata, anticipato da un aperitivo nel foyer con dj & live set, performances, readings. Fra gli ospiti il giornalista Luca Vitali, autore di “Il suono del Nord”, prima monografia dedicata alla piccola scena jazzistica norvegese, e il video artista Manuel Frara, con un progetto di light design.

Il festival è organizzato in collaborazione con Palazzo Grassi-Punta della Dogana, Regione del Veneto e Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il patrocinio dell’Ambasciata di Norvegia e dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Media partner: Venezia News.

Domenica 28 febbraio 2016
Ore 16.00
Aperitivo alternativo
Dj set Rotation dj set Oldies, R’n’b Soul & nuFunk
by BIGG_E aka THA FUNKY JUNKY & “STABFINGER”
ingresso libero

Ore 18.00
Conversazione con
Luca Vitali
Autore del libro “Il Suono del Nord – La Norvegia protagonista della scena jazz Europea”
ingresso libero

È la prima opera monografica dedicata alla piccola scena jazzistica norvegese. Un percorso, quello iniziato negli anni ’60 con l’arrivo a Oslo di George Russell, che arriva ai giorni nostri e ci regala una delle scene più innovative e originali al mondo. L’autore trasforma tutto questo nel racconto appassionato di concerti, musicisti, club, etichette, festival e incontri… Tanti i nomi che ne attraversano le pagine, e tantissime le storie e le esperienze musicali, perché questa è la Norvegia: un paese giovane, con una tradizione poco ingombrante e un popolo orgoglioso, vissuto a lungo in una sorta di isolamento dal resto d’Europa e dotato di uno spirito d’avventura che si rifà forse all’epoca vichinga.

Food-duo-2-650x434Ore 19.00
Concerto
FOOD DUO con Thomas Strønen & Iain Ballamy
(ECM Records)
Biglietti: 18€ intero – 14€ ridotto (Members di Palazzo Grassi e Punta della Dogana e studenti)

Iain Ballamy e Thomas Strønen sono figure ben note nel jazz contemporaneo e sperimentale.
Iain Ballamy si è imposto all’attenzione internazionale nel 1980 come membro di “Loose Tubes Collective” e di Earthworks di Bill Bruford e oggi continua a suonare con “Django Bates” e “Human Chain”. Ha collaborato con band importanti e diversi progetti, ha insegnato alla Royal Academy di Londra e al Trinity College. Le prime registrazioni Food – “Food” e “Organic GM Food” – sono state prodotte sull’etichetta di Ballamy, Feral Records.
Thomas Strønen, batterista e compositore, è conosciuto per aver partecipato ad oltre 60 album e collaborazioni con importanti artisti internazionali tra cui lo stesso Ballamy.
La loro collaborazione è nata nel 1997/1998 dopo l’incontro a Trondheim, Norvegia, e in seguito a Molde. Proprio al “Molde Jazz Festival” hanno registrato nel 1998 il primo live, e nel 2000 hanno dato vita al progetto FOOD e all’omonimo album, un bilanciamento tra lo stile melodico e classico di Ballamy e l’esecuzione più elettronica di Strønen.

Sabato 5 marzo 2016
Ore 17.00
Aperitivo alternativo
Light Design a cura di Manuel Frara / Interno3
con la collaborazione di Samir Sayed Abdellattef & Simone Carraro
“Lines for nordic frame” è un’installazione a più canali video, dove le linee e le immagini, proiettate su grande superficie, sono generate direttamente dal suono-ambiente presente nel foyer.
Ingresso libero

Ore 19.00bugge-prommer-650x505
CONCERTO
BUGGE WESSELTOFT & CHRISTIAN PROMMER
(Jazzland / Compost rec / Drumlesson)
Biglietti: 20€ intero – 15€ ridotto (Members di Palazzo Grassi e Punta della Dogana e studenti)

Jens Christian Bugge Wesseltoft (Porsgrunn,1964) è un musicista, pianista e compositore norvegese. Oltre alla sua attività professionale di musicista jazz, Bugge Wesseltoft ha una propria etichetta musicale chiamata Jazzland Records. Nel 1990 il jazz di Wesseltoft ha subito un’evoluzione passando dalle tradizioni del jazz nordico (esemplificate dalle incisioni della casa discografica ECM), a una musica che viene chiamata “future jazz” o nu jazz. Ha suonato e collaborato con numerosi artisti jazz della scena contemporanea internazionale, e per tre volte si è aggiudicato il premio “Spellemannprisen”.

Christian Prommer è un dj, percussionista e produttore tedesco di Monaco di Baviera. Ha sempre avuto un approccio molto jazz in tutte le sue produzioni, in principio sperimentando con campionamenti e drum machines, in seguito con una carriera accademica che ha spaziato dal pianoforte alla batteria. Pommer ha esplorato e fuso diversi generi: dalla musica classica all’elettronica, passando per techno e house (stile Detroit e Chicago).
Tra i progetti personali ricordiamo il Drumlesson project (jazz, house, electronica), il Trüby Trio (elettronica e broken beats) e collaborazioni con molti grandi artisti.
Il progetto di Bugge Wesseltoft e Christian Prommer fonde insieme jazz ed elettronica, loro sono due artisti incredibili, provenienti da scuole e background differenti ma con un’affinità straordinaria.

INFORMAZIONI PRATICHE:
Domenica 28 febbraio 2016
Ore 16.30 Dj set + Aperitivo / FREE ENTRY
Ore 18.00 conversazione con Luca Vitali
Ore 19.00 FOOD DUO con THOMAS STRØNEN & IAIN BALLAMY (ECM)
ingresso € 18 / ridotto € 14 members Palazzo Grassi – Punta della Dogana e studenti

Sabato 5 marzo 2016
Ore 17.00 Dj set + Aperitivo + Light Design by Manuel Frara / Interno3 – FREE ENTRY
Ore 19.00 BUGGE WESSELTOFT & CHRISTIAN PROMMER (Jazzland/Drumlesson)
ingresso € 20 / ridotto € 15 members Palazzo Grassi – Punta della Dogana e studenti

Info e prenotazioni
Veneto Jazz +39 366 2700299 | +39 324 865 7311
jazz@venetojazz.com | www.venetojazz.com

Prevendite
www.veneziaunica.it – punti vendita Venezia Unica – call center 041.2424

Chiara Trompetto
[Fonti delle immagini: venetojazz.com, visitoslo.com ]

“La bohème” per Jacopo Sipari di Pescasseroli…

Jacopo sipari_pignatelli1All’interno del Primer Festival Pucciniano de Latinoamerica in Nicaragua, presso il Teatro Nacional Ruben Dario, domani, 25 e il 27 febbraio il M. Jacopo Sipari di Pescasseroli, dirigerà, come abbiamo avuto già modo di dire, La bohème.

Sarà il grande stilista italiano Carlo Pignatelli a vestire il giovane direttore d’orchestra italiano per questa sua tournee, rinnovando l’importante sodalizio tra il Maestro Sipari e la nota maison Carlo Pignatelli che già aveva vestito Sipari, a Roma, in occasione del concerto italiano della star mondiale Anastacia.

Siamo riusciti a intervistarlo per parlarci di questa magnifica opera pucciana. Indubbiamente “La bohème” rappresenta una delle opere più belle della storia della musica. Un trionfo di emozioni, di impasti, di colori, di caratteri, di personalità, tutto insieme a descrivere un universo umano così vicino e insieme lontano da noi. In quella soffitta di Parigi potrebbe trovarsi ognuno di noi, una soffitta metafora della vita di tutti i giorni dove l’arte in tutte le sue forme trionfa sovrana e, seppure in parte, cede il passo o, per meglio dire, trova adeguata completezza solo nell’amore. Un amore forte, vivo, struggente e maledettamente bello, afferma Sipari appassionato.

Rispetto invece alla sua direzione, aggiunge: Dirigere un’opera come questa è come, per un momento, dirigere il cuore di noi tutti, scandirne il battito, ammirarne il rosso bagliore. Il secondo atto, poi, con questo tripudio di voci corali Jacopo sipari_pignatelli2che si intersecano alle varie individualità dei personaggi ci regalano straordinarie sensazioni che esplodono nell’aria di Musetta, così incredibilmente forte da restare nella memoria di chiunque la ascolti. “La bohème” è, in definitiva, l’opera per me più autenticamente bella, talmente bella da lasciare lo stesso musicista insieme soddisfatto di averla suonata e triste perchè presto conclusa.
Per quanto riguarda l’allestimento, si lancia in dichiarazioni importanti: Eccezionale la voce del soprano Silvana Froli che con i suoi filati esalta il ruolo di Mimì accogliendo con calore la voce altrettanto bella del tenore Mirko Matarazzo. Di notevole interesse anche la morbidezza della giovane Francesca Cappelletti come di Davide MuraRaffaele Raffio.
Eccellente la espressività manifestata dall’Orchestra del Festival Puccini così come dei colleghi nicaraguensi. Splendidi i Bambini che ci ricordano quanto sia bello tornare a sognare spensierati vivendo la vita a suon di musica.
E considerando la manifestazione tutta, conclude: Grande il successo di questo Primo Festival Pucciniano Latinoamericano voluto fortemente dal Presidente Maestro Alberto Veronesi che ha aperto accompagnato da applausi continui la rassegna con una magistrale interpretazione di “Turandot” e dal direttore generale Franco Moretti. A entrambi il mio più profondo ringraziamento. La sinergia che tutti loro insieme hanno creato con me mi commuove e mi sprona a dare il massimo.
Annunziato Gentiluomo
[Foto di Giorgio Algherini]

“Under pressure. Giovani sotto pressione”, il 27 febbraio all’Arsenale della Pace di Torino

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl 27 febbraio a Torino sarà in scena lo spettacolo “UNDER PRESSURE. GIOVANI SOTTO PRESSIONE”. Ovvero, quando le contraddizioni sociali si fanno teatro. Presso l’Arsenale della Pace (sede del Sermig) in piazza Borgo Dora 61, alle ore 18.00, si terrà questo spettacolo teatrale della Compagnia di Palazzo, che racconterà le contraddizioni sociali al centro del dibattito culturale e dell’attualità, dai rischi dei social network agli stereotipi di genere. Le scene teatrali sono rappresentate dai ragazzi attraverso la tecnica del teatroforum, in cui gli spettatori sono chiamati ad intervenire e cercare soluzioni, sostituendosi agli attori per modificare quanto logoyepp_0rappresentato, in un confronto tra punti di vista diversi. Un modo creativo e divertente per affrontare e risolvere insieme conflitti che nascono da ingiustizie, da stereotipi o incomprensioni. Torino potrà così vivere in una serata alcuni problemi di stretta attualità, risolvibili tramite mediazioni tra valori in conflitto e soluzioni creative per bisogni divergenti.
Lo spettacolo nasce come performance conclusiva di un laboratorio teatrale basato sul teatro logoyepp_0dell’oppresso, metodo creato dal regista brasiliano Augusto Boal. Le esibizioni saranno messe in scena dalla Compagnia di Palazzo, compagnia teatrale in formazione composta dai giovani partecipanti al progetto Yepp Porta Palazzo e realizzato con il supporto dell’associazione culturale TeatroContesto, che utilizza il teatro come strumento d’intervento sociale.
Dichiarano le formatrici dell’Associazione TeatroContesto, Antonella Delli Gatti ed Irene imageZagrebelsky: “Lo spettacolo ha come obiettivo quello di stimolare consapevolezza, creatività e partecipazione alla vita sociale e civile. C’è bisogno in questi tempi di promuovere un teatro che sia in stretta relazione con il contesto in cui opera, capace di generare domande e idee, stimolando una lettura critica e partecipata del mondo circostante“.

logo GATE_300 dpiLa Compagnia di Palazzo fa parte di YEPP Porta Palazzo, un progetto della Compagnia di San Paolo, con il
partenariato della Città di Torino, Torino Giovani, Circoscrizione 1, Circoscrizione 7, e del Progetto The Gate Porta Palazzo. YEPP Porta Palazzo ha come obiettivo il coinvolgimento di giovani che abitano, frequentano, vivono il quartiere. YEPP è un metodo che permette ai giovani di progettare e realizzare azioni che migliorino la qualità della vita (dei singoli e della comunità).
L’ingresso allo spettacolo è libero e gratuito.

Redazione ArtInMovimento Magazine
[Fonti delle immagini: yepp.it, teatrocontesto.com]

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