Nel tardo pomeriggio di ieri, venerdì 19 giugno 2026, la Sala Adele Piatino di Torino si è trasformata in un luogo di ascolto profondo, raccoglimento e bellezza condivisa, accogliendo l’evento Da lontano… tra musica e poesia, proposto dall’Università Popolare ArtInMovimento in sinergia con Costruiamo Gentilezza e con Pianoforti Piatino, che ha ospitato l’iniziativa nel proprio
Nel tardo pomeriggio di ieri, venerdì 19 giugno 2026, la Sala Adele Piatino di Torino si è trasformata in un luogo di ascolto profondo, raccoglimento e bellezza condivisa, accogliendo l’evento Da lontano… tra musica e poesia, proposto dall’Università Popolare ArtInMovimento in sinergia con Costruiamo Gentilezza e con Pianoforti Piatino, che ha ospitato l’iniziativa nel proprio showroom: uno spazio che trasuda storia, memoria musicale e amore autentico per il pianoforte.
Il pubblico ha partecipato con attenzione intensa e trasporto emotivo, restituendo applausi convinti e numerosi “Bravo!” ai protagonisti di una serata che ha saputo fondere parola e suono in un dialogo raro e profondamente sentito. Quasi tutti i posti occupati e soprattutto il grande desiderio di esserci.
Cuore pulsante dell’evento è stato il sodalizio tra il pianista Carmelo Spoto e il poeta Annunziato Gentiluomo, un legame di amicizia autentica e stima reciproca che si è reso immediatamente percepibile. È stato proprio Spoto a ideare questo incontro, con il desiderio di creare uno spazio in cui l’amico potesse dare voce alle proprie poesie (al momento raccolte in un e-book), lette direttamente dall’autore, restituendo al pubblico la vibrazione originaria della parola poetica.

Gentiluomo, dal canto suo, ha più volte riconosciuto pubblicamente la grandezza artistica e umana dell’amico pianista, arrivando a condividere durante l’evento un intenso articolo a lui dedicato, nel quale descrive Spoto come artista visionario, ambasciatore di bellezza, interprete capace di fondersi con la musica fino a diventare essa stessa. Un ritratto appassionato che ha ulteriormente rafforzato la percezione di trovarsi di fronte non a una semplice collaborazione artistica, ma a un incontro di anime affini.
A condurre con grazia, misura e sensibilità l’intero pomeriggio è stata Francesca Trichilo, presenza discreta ma essenziale, capace di accompagnare il pubblico all’ascolto e di affiancare Gentiluomo nella prima parte con intelligenza e delicatezza, senza mai sovrapporsi alla forza evocativa di musica e poesia.
Il concerto si è aperto con un momento di particolare rilievo: la prima assoluta di Far away, brano composto da Carmelo Spoto appositamente per l’occasione. Fin dalle prime battute, la composizione ha creato un’atmosfera sospesa e quasi magica, definendo il clima emotivo che avrebbe accompagnato l’intero evento. Far away è apparsa come una soglia sonora: un invito ad allontanarsi dal quotidiano per entrare in uno spazio di ascolto interiore, cifra distintiva di tutto il pomeriggio.
La prima parte di Da lontano… tra musica e poesia si è sviluppata come un raffinato intreccio tra pagine pianistiche dell’Ottocento e testi poetici dal forte impatto emotivo.
Spoto ha inaugurato il percorso con Arabeske op. 18 di Robert Schumann (1839), pagina di grazia intima e sognante, resa con tocco poetico, leggerezza e naturalezza cantabile. A seguire, Improvviso op. 90 n. 2 di Franz Schubert (1827), brano caratterizzato da brillantezza elegante e moto incessante, in cui il pianista ha saputo far emergere, oltre al virtuosismo, una raffinata chiarezza espressiva.
A queste atmosfere musicali ha risposto la parola poetica di Gentiluomo con i testi “Da lontano, o Nosside”, “Antinoo e Adriano” e “Un ciclo si compie”: poesie dal sapore classico e universale, in cui il poeta interroga il senso del presente, la potenza di un incontro speciale e il tema della fine come compimento di un cerchio esistenziale.
Il dialogo è proseguito con Consolation n. 3 di Franz Liszt (1849–1850), eseguita da Spoto con profonda serenità e raccoglimento, seguita dall’Improvviso op. 90 n. 4 di Schubert, pagina luminosa ed energica, attraversata da una nobile tensione musicale.
Gentiluomo ha quindi concluso la prima parte con “La prima alba insieme”, “Massaggiandoti” e “Dal Grecale al Ponente”: testi in cui l’eros, il corpo e il cambiamento diventano strumenti di conoscenza, chiudendo il primo tempo con una potente intensità emotiva.
La seconda parte ha ampliato l’orizzonte espressivo, introducendo nuove tensioni emotive e stilistiche.
Carmelo Spoto ha aperto con due capolavori di Fryderyk Chopin: la Mazurka op. 33 n. 4 (1838), danza nostalgica ed elegante, e la celeberrima Fantasia-Improvviso op. 66 (1834), affrontata con assoluta padronanza tecnica e grande trasporto, mettendo in luce il contrasto tra impeto virtuosistico e lirismo intenso.
A queste pagine ha fatto eco Gentiluomo con “Come una foglia”, “Suicidio d’amore” e “Mi vedo a metà”, poesie che indagano la fine dell’amore, il distacco necessario e il senso di incompletezza che segue la perdita.
La parte musicale conclusiva ha visto Spoto impegnato nel Valzer op. 69 n. 1 di Chopin, detto Valzer dell’addio, di tenera e malinconica eleganza, e in Jeux d’eau di Maurice Ravel, eseguito con straordinaria finezza timbrica e controllo del suono, trasformando il pianoforte in una tavolozza di colori e riflessi.
Il percorso poetico si è chiuso con “Disegno originale”, “Salto nella vertigine” e “Il mondo che desidero”, testi in cui Gentiluomo riflette sul rischio nelle relazioni, sulla dimensione ancestrale dell’incontro e su una visione ideale del mondo.
Quasi al termine della seconda parte, Carmelo Spoto ha sorpreso il pubblico con un medley di canti popolari piemontesi, siciliani e calabresi, accolto con entusiasmo e partecipazione ritmica, a testimonianza della sua versatilità e capacità di dialogare con linguaggi musicali diversi.
Come bis, il pianista ha regalato il Preludio op. 3 n. 2 di Sergej Rachmaninov, dedicandolo simbolicamente a tutte le donne presenti in sala: un gesto elegante e profondamente apprezzato.
“Da lontano… tra musica e poesia” è stato molto più di un concerto o di una lettura poetica: è stato un viaggio sensoriale e interiore, in cui la musica si è fatta parola e la poesia respiro del cuore. Le pagine pianistiche dell’Ottocento e del primo Novecento hanno dialogato con la voce poetica in un intreccio delicato e suggestivo, dove il suono evocava immagini e la parola le trasformava in visioni interiori.
Un incontro riuscito tra ascolto e immaginazione, tra silenzio e vibrazione, tra memoria e presenza. Un pomeriggio di arte autentica che ha lasciato una traccia profonda in chi ha avuto il privilegio di esserci.
Proprio in termini di privilegio, come chiosa, si riportano i messaggi di Gisella e Michela, che ha assistito ai 90 minuti di arte: Le note di Carmelo e le parole di Nunzio hanno risvegliato germogli di bellezza, stupore , meraviglia e profondità del sentire dentro di me.
Un viaggio avvolgente, intimo e meditativo, capace di toccare l’immensità.
Il suono nato dall’incontro dell’anima di Carmelo con il pianoforte , i musicisti del passato e la voce appassionata in ricerca, in ascolto e fortemente espressiva di Nunzio sono state carezze imbevute di cura e di bellezza in un quartiere dove le strade spesso si svegliano e si adormentano con le grida e l’eco del disagio.
Un evento sublime e delicato che ha saputo vibrare le corde della gentilezza di chi era presente.
Gratitudine a voi che fate dell’arte linfa vitale e che contribuite ad accendere scintille di nuove speranze. (Gisella Trichilo)
Il battito delle nostre mani. Tutti in piedi, ad esprimere, rievocare la nostra emozione.
Ci siamo immersi dentro alle parole, che evocando amore hanno fatto sentire il brivido, la fatica e il prufumo dei sentimenti.
Le mani che volavano sulla tastiera, i suoni che coprivano ogni spazio ci hanno fatto volare e immergersi in quel canto, senza protezioni né fiato e all’unisono abbiamo espresso pura emozione.
Grazie a Francesca, Annunziato, Carmelo e Luca. (Michela Piras)
Questo è il potere dell’arte quando va a bracciato col sentimento… Complimenti, ragazzi! Continuate così!
Maria Giusy Rocco


















