ArtInMovimento Magazine non poteva mancare di approfondire il debutto del M. Sirio Scacchetti ne La traviata, dopo una prova di notevole livello al Teatro Milanollo di Savigliano.Oltre ad essere un artista eccelso, è un giovane autentico, determinato, preciso, dedito alla musica, generoso, sensibile e dotato di grande umanità.Classe 1996, è, a nostro avviso, uno dei
ArtInMovimento Magazine non poteva mancare di approfondire il debutto del M. Sirio Scacchetti ne La traviata, dopo una prova di notevole livello al Teatro Milanollo di Savigliano.
Oltre ad essere un artista eccelso, è un giovane autentico, determinato, preciso, dedito alla musica, generoso, sensibile e dotato di grande umanità.
Classe 1996, è, a nostro avviso, uno dei migliore maestri della sua generazione, spaziando dal barocco alla musica contemporanea. Dopo la prima intervista, siamo riusciti a porgli qualche veloce domanda, dopo, poco più di un giorno, dalla prima dell’allestimento in provincia di Cuneo.


Maestro, da Catania a Savigliano… che può dirci?
Che vengo in Piemonte sempre con piacere! È una terra a cui sono particolarmente legato. Un po’ per antiche origine di famiglia, un po’ perché ho concluso a Saluzzo il corso col mio Maestro Donato Renzetti, un po’ per i passati impegni lavorativi e un po’ per molti cari amici che ormai ho!


Dopo diverse direzioni, anche in location importanti come al Festival Pucciniano di Torre del Lago della scorsa estate, finalmente Verdi, e La traviata… Come si è preparato per questo importante debutto?
È stato un debutto molto desiderato! Con tutto il rispetto che la partitura merita, cercando di esaltare le indicazioni date dallo stesso Verdi: le didascalie di espressioni dei cantanti, le articolazioni e i vari dettagli orchestrali di cui questo capolavoro è ricco. Sono molto contento del lavoro fatto con il cast: tutti, anche se diversi molto giovani, si sono mostrati reattivi e disponibili nel mettersi in gioco con scelte diverse da quelle che avevano preparato. Arrivare a delle linee interpretative in comune e costruire insieme i personaggi rappresentano, a mio avviso, tra i processi più affascinanti della realizzazione di un’opera lirica.


Come ha affrontato il 14 novembre a Savigliano, e come affronterà a Casale Monferrato il 22 novembre, l’imponente partitura de La traviata, forse l’opera più rappresentata al mondo?
Con grande gioia, ma anche con grande responsabilità. La pressione nel cimentarsi con un capolavoro del genere si sente! È un’opera che molti, anche non addetti ai lavori, conoscono bene e l’aspettativa quindi è sempre molto alta. A Savigliano è stata una gioia vedere un applauso così caloroso da parte del pubblico per tutti gli artisti!

Infine, come vede il progetto del Circuito Lirico Piemontese ideato dall’Impresa Lirica Tamagno?
Ho scoperto questa realtà l’anno scorso in occasione del “Trionfo del tempo e del disinganno” di Hendel ad Asti. Sono una squadra incredibile! È importantissimo avere delle realtà così che lavorano sul territorio per portare arte e bellezza. Riempiono di luce teatri meravigliosi come quelli in cui girerà questa produzione e danno opportunità di debutti in ruoli importanti a giovani artisti. Sono molto felice di lavorare con loro e con gli ottimi cast che riescono a costruire, unendo debuttanti e cantanti più esperti, in modo tale da far crescere tutti! Colgo l’occasione per ringraziare Angelica Frassetto e Giuseppe Raimondo, principali anima dell’organizzazione.
Annunziato Gentiluomo














