Domenica 20 settembre nella magnifica location del Mart di Rovereto si è tenuta la premiazione della 29ª edizione di Religion Today Film Festival, una collaborazione, quella tra la rassegna cinematografica e il museo roveretano, che diventa riferimento della cultura di respiro internazionale in Trentino in questi giorni. Il MART lo conosciamo bene. Da tempo cercavamo
Domenica 20 settembre nella magnifica location del Mart di Rovereto si è tenuta la premiazione della 29ª edizione di Religion Today Film Festival, una collaborazione, quella tra la rassegna cinematografica e il museo roveretano, che diventa riferimento della cultura di respiro internazionale in Trentino in questi giorni.

Il MART lo conosciamo bene. Da tempo cercavamo il gancio giusto per coinvolgerlo. Quest’anno, ragionando di costume e di made in Italy, quell’occasione è arrivata: uno dei più importanti musei d’arte contemporanea d’Italia è il luogo ideale per affermare che il costume è arte e, insieme, per chiedersi quanto il cinema sia davvero sostenibile. La direttrice Micol Forti ne ha colto immediatamente il senso, ed è lì che museo e festival si sono riconosciuti: perché la bellezza, quando è autentica, non inganna, spiega Lisa Martelli, presidentessa del Festival


Un’edizione, quella di quest’anno, che è appunto dedicata alla grande domanda L’abito fa il monaco?, interrogando il pubblico sul rapporto tra etica, apparenza e moda e sul fatto che oggi l’immagine sia il principale motore del consumo globale.
Prima della premiazioni importanti autorità locali – Angela Gennacaro, assessore della Regione Trentino Alto Adige e Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano; Micol Cossali, assessora alla promozione artistica e culturale e al turismo del Comune di Rovereto; e Chiara Maule, consigliera della Provincia autonoma di Trento – hanno espresso lodi per il festival confermando l’impegno a continuare a sostenerlo.
Il portoghese The Happiest Day of My Life di Vicente Alves do Ó ha saputo rappresentare profondamente il tema di questa edizione e i valori stessi di Religion Today, andando a conquistare il Gran Premio Nello Spirito della Fede, che incarna l’essenza stessa del Festival. The Happiest Day of My Life è una storia che emoziona per la delicatezza e l’autenticità con cui racconta il passaggio dall’infanzia al mondo adulto, attraverso lo sguardo puro e disarmante di un bambino.
Lo slovacco Broken Voices di Ondřej Provazník vince il premio come Miglior Feature Film, grazie al coraggio e la forza con cui tratta il tema della violenza sessuale senza sensazionalismi, trasmettendo la brutalità della violenza senza mostrarla effettivamente, facendo luce su una violenza che troppo spesso rimane nascosta in una società ancora silenziosa.
L’italo-svizzero The Wonder di Alessandro Seidita e Joshua Wahlen è stato insignito come Miglior Documentario, per la sua eleganza, semplicità ed estetica con cui inneggia alla sacralità della vita.
L’inglese Following Tupac di Jacob Huberman conquista il premio come Miglio Short Doc, confermandosi una narrazione che grazie a testimonianze e ricordi, ricostruisce la storia dell’artista Tupac, che ha avuto un impatto enorme sulle generazioni a seguire.
Il premio di Miglior Cortometraggio è stato riconosciuto all’argentino Shulka di María Cecilia Casanova e Raquel María Soaje, Argentina, che offre uno sguardo sulla dicotomia tra dovere e desiderio, vissuti in una prospettiva femminile.
Esprimo grande soddisfazione per questa edizione e per il lavoro svolto dalla prestigiosa giuria internazionale. Sono molto contento per il Gran Premio vinto dal film The happiest day of my life, perché incarna più di tutti lo spirito del dialogo promosso da Religion Today. Anche il premio di Best Documentary è stata una bellissima sorpresa: Joshua era già stato al nostro Festival e già premiato. Questi ritorni sono preziosi per il Festival e significa che è una manifestazione a cui gli autori ritornano volentieri. Voglio citare il premio del Forum Trentino per la Pace e Diritti Umani, andato a There Is Another Way di Stephen Apkon (Svizzera e Stati Uniti), pellicola dedicata al tema della Palestina: la giuria si dimostra come sempre molto attenta a ciò che succede nel mondo e al dramma del Medio Oriente, incalza Andrea Morghen, direttore artistico di Religion Today.
Tra gli altri premi, ricordiamo il Premio Dolimiti assegnato da Andrea Franceschini, Annunziato Gentiluomo e Paola Pannicelli a The Witness of Yara, diretto da Avash Rijal, per il ruolo di protagonista della montagna che non è solo paesaggio o contesto, ma si converte in riferimento antropologico e sociale per la popolazione di origine tibetana. Il documentario, nella semplicità della narrazione, si caratterizza per la forza del linguaggio del cuore, e fa riflettere su come il cambiamento climatico incombe pericolosamente sull’identità dell’area dell’Upper Mustang, dell’umanità e di tutti i popoli.



Il Premio Life Beyond Life, attribuito dal direttore artistico del Life Beyond Life Film Festival, Annunziato Gentiluomo e dal suo team, va a Ride Back to Faith di Hermann Weiskopf per aver trasformato un viaggio personale in un intenso percorso di ricerca, capace di interrogare il significato della fede, del lutto e del rapporto con ciò in cui scegliamo di credere. Il viaggio diventa così molto più di un pellegrinaggio: è un modo per attraversare il dolore, confrontarsi con un’eredità spirituale e cercare, senza risposte precostituite, un possibile significato personale della fede. Il film ci ricorda che credere non significa necessariamente avere certezze, ma può anche significare avere il coraggio di mettersi in cammino e di lasciarsi interrogare. Si è scelto di premiarlo anche per la sincerità della ricerca, la profondità del percorso umano raccontato e la capacità di trasformare un’esperienza intima in una riflessione universale.
Filippo Cioni, Sebastiano Beozzo e Carmelo Spoto assegnano il Premio per la Miglior Colonna Sonora a Deon Lee (Shambhala Story di Toshio Sekine) per la ricchezza e la varietà timbrica e stilistica, capace di integrare con equilibrio elementi di matrice etnica e sonorità più propriamente occidentali. Significativa è inoltre la varietà delle strutture musicali e della loro articolazione temporale: da brevi frammenti, funzionali al racconto cinematografico, fino a brani più ampi ed elaborati, come nel finale, in cui la musica accompagna con particolare efficacia la progressiva crescita emotiva della narrazione. Questa varietà musicale si sviluppa coerentemente con il percorso del personaggio principale e con l’evolversi della vicenda, contribuendo a sottolinearne le trasformazioni narrative ed emotive. Una menzione particolare va infine alla canzone conclusiva, che ingloba e sviluppa in modo disteso vari elementi già usati e fornisce un compiuto e convincente supporto alla chiusura della vicenda.
Il premio Nuovi Sguardi verrà invece assegnato nella tappa di Roma a novembre, in collaborazione con l’Università Pontificia Salesiana; il premio Film For Our Future sarà invece consegnato questo mercoledì, al Liceo Pascoli di Bolzano, dalla giuria presidiata dai giovani studenti.
Dopo la chiusura della premiazione, si è tenuta la tavola rotonda sul tema dell’edizione, L’abito fa il monaco, con la presenza di ospiti di respiro internazionale, come Mimmo Calopresti – regista di “Versace, l’Imperatore dei Sogni” e il presidente della giuria Massimo Cantini Parrini, tra i più autorevoli costumisti europei contemporanei e già candidato al Premio Oscar.



Lunedì 21 settembre Religion Today è sbarcato all’auditorium della biblioteca di Arco alle 20.30 per il concerto del pianista Carmelo Scoto e la seguente proiezione del documentario Miglior Documentario The Wonder. Una serata di livello eccelso, un binomio musica e cinema che ha funzionato alla grande. Così il RTFF ha celebrato il periodo dell’equinozio di autunno, stimolando la meditazione e l’introspezione, e la Giornata Internazionale della Pace, facendo riflettere, attraverso il dialogo delle due arti suddette, sul valore universale della non violenza, della solidarietà fra i popoli e della convivenza pacifica.
La serata, presentata con passione e trasporto dal nostro direttore responsabile Annunziato Gentiluomo, ha visto come protagonista, nella prima parte, Carmelo Spoto che ha dato prova di grande maestria e di un’energia incalzante. Ha ipnotizzato tutti con le sue esecuzioni. Un programma di altissimo livello che ha visto, tra gli altri pezzi, Vallée d’Obermann, una delle pagine più profonde e spirituali di Liszt, e Jeux d’eau di Maurice Ravel, un’affascinante evocazione dell’acqua in cui il pianoforte si trasforma in una tavolozza di colori, riflessi e trasparenze sonore. Virtuosismi assoluti e trascinanti. Il Maestro ha concluso con Before the Light, scritto proprio per la XXIX edizione del Religion Today: le sue muse sono stati gli incontri Acclimatarsi alla luce proposti dal festival. Infatti è un sintesi un canto che emerge gradualmente come la luce che precede il sorgere del sole.
La serata si è conclusa con la proiezione del documentario decisamente lirico, THE WONDER, diretto da Joshua Wahlen e Alessandro Seidita. Un vero e proprio viaggio poetico e contemplativo che intreccia le voci di sette scrittrici attorno ai temi della meraviglia e della sacralità della vita. Attraverso parole e immagini, riflessioni e intuizioni, The Wonder invita a riscoprire un modo più consapevole e profondo di abitare il mondo. Evidenziando il potere della parola, l’ispirazione che non si cerca, ma si accoglie, e la figura dell’artista-poeta, responsabilizzano tutti sulla fine dei conflitti e sul ritorno all’armonia.


Oggi e domani, 23 settembre, le proiezioni si sposteranno al Teatro San Marco di Trento. Inoltre si segnala che da ieri, fino a domani, il Festival, durante il giorno, è ubicato in Piazza Santa Maria Maggiore, con eventi dedicati realizzati in collaborazione con UISP (Unione Italiana Sport per Tutti),
Chi ancora non ha potuto partecipare ha ancora oggi e domani… Consigliato vivamente!
Francesca Lucà.











