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Il “Nabucco” che incantò Villadossola

Il “Nabucco” che incantò Villadossola

Sabato 12 marzo al Teatro La Fabbrica di Villadossola andava in scena il Nabucco di Solera accompagnato dalla solenne empatia della musiche di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo è stato organizzato dall’Impresa Lirica Coop. Francesco Tamagno di Torino. Una serata inserita all’interno del “Progetto Opera Giovani”, all’insegna della valorizzazione di una lirica dinamica e fatta da “Iuvenes actores”.

Nabucco_stampaSabato 12 marzo al Teatro La Fabbrica di Villadossola andava in scena il Nabucco di Solera accompagnato dalla solenne empatia della musiche di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo è stato organizzato dall’Impresa Lirica Coop. Francesco Tamagno di Torino.
Una serata inserita all’interno del “Progetto Opera Giovani”, all’insegna della valorizzazione di una lirica dinamica e fatta da “Iuvenes actores”. Una volontà di dare spazio a ragazzi che con la loro passione e con un’energia a dir poco trascendentale sono riusciti a toccare punte di una qualità espressiva e contenutistica notevoli.
Troviamo, alla regia, un promettente Renato Bonajuto che ha portato in scena un Nabucco che seppur ancorato ad una fedele riproposizione del libretto originale, ha saputo emozionare ed incantare un pubblico numeroso nonché partecipe, grazie anche all’apporto di un’orchestra – quella corale “Francesco Tamagno” affiancata dall’Orchestra “De Giardini” di Torino -, anch’essa giovanissima, diretta magistralmente dalla passione e competenza del maestro Massimiliano Piccioli.
Abbinata a tanta impetuosa ed ammirevole freschezza troviamo l’interdipendente nonché fondamentale esperienza di Angelica Frassetto, a capo di un organizzazione artistica che ha dato all’intera opera andata in scena, una solidità e quella marcia in più che solo anni e anni di grande lavoro possono assicurare.Nabucco_cantanti
Nel fluido susseguirsi dei quattro atti il pathos ha dominato incontrastato, guidato dall’abilità delle gestualità e delle voci dei personaggi. Non hanno recitato personalità slegate, ma componenti unite e coordinate da una sorta di magica rete di legami e taciti intendimenti che ha reso il dispiegarsi degli episodi, un unico grande fiume emozionale ed intenso.
Un Nabucco forte e impetuoso è stato interpretato con abilità da un Massimiliano Fichera in piena forma. La sua vocalità rotonda e potente ha riempito la scena. Il drammatico triangolo d’amore tra Fenena, Abigaille e Ismaele ha trovato, invece, una valida interpretazione nei giovani e talentuosi Maria Ermolaeva, Stefania Spaggiari e Giuseppe Raimondo. Due soprano e un tenore che si sono uniti in un sottile, ma allo stesso tempo coinvolgente, gioco di intrecci vocali ed emotivi. Emozionante e ben coordinato dal maestro Luigi Canestro, il coro ha dato all’opera un fondale che di certo non si può dire essere stato in secondo piano.
Una speciale menzione infine per la sorprendente interpretazione del roboante baritono Alfredo Zanazzo, in un Zaccaria da ricordare per la sua vibrante e commovente verve scenica (video del Terzo Atto).
Alessandro Donzel

 

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TAG: Nabucco; Villadossola, 12 marzo; Tamagno, Opera, Lirica.

[Fonti delle immagini: lastampa.it, facebook.com]

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