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La porta… in un gioco di associazioni libere con la VB

La porta… in un gioco di associazioni libere con la VB

Un venerdì di gennaio scorso mi trovai in VB della Scuola Primaria Altiero Spinelli per una sostituzione. Dopo i primi 45 minuti di proposta strutturata di grammatica, ho pensato di fare giocare i curiosi alunnicon le associazioni mentali libere, esprimendosi in un flusso di coscienza partendo da una parola. Prima oralmente si è lavorato sulle

Un venerdì di gennaio scorso mi trovai in VB della Scuola Primaria Altiero Spinelli per una sostituzione. Dopo i primi 45 minuti di proposta strutturata di grammatica, ho pensato di fare giocare i curiosi alunnicon le associazioni mentali libere, esprimendosi in un flusso di coscienza partendo da una parola. Prima oralmente si è lavorato sulle parole finestra e poi libro, e poi per iscritto il focus scelto fu porta.
Per trenta minuti la classe fu impegnato in questo progetto sperimentale. Rimasi colpito dalla bellezza dei loro elaborati, frutto degli stimoli dei loro insegnanti – Alessandra Lappano e Angela Salerno – e fu per questo che li raccolsi ed eccoli in questo articolo.

La porta era lì davanti a me leggermente socchiusa, entrava una strana luce misteriosa e quasi mi verrebbe da aprirla.
Ero curioso, non potevo più aspettare e alla fine misi la mano sulla maniglia e aprii la porta.
Quasi mi facevano male gli occhi con tutto il sole che c’era!
Dopo essermi abituato al sole rimasi a bocca aperta, tanti animaletti strani e buffi correvano e giocavano su una distesa d’erba profumata e pulita.
Era la cosa più bella che avessi mai visto, però sentii la mamma che mi chiamava, così dovetti uscire dalla porta magica, ma da quel giorno tutte le volte che avevo bisogno di tirarmi su, andavo lì, nella bellissima porta magica.
Un giorno, quando ero triste perché mi si era rotto il mio giocattolo preferito, entrai nella porta magica.
Si sentivano urla e botti, ma non si vedeva nessuno.
Andai a cercare gli animaletti dietro gli alberi, nascosti sotto l’erba, niente non c’erano.
Dopo un po’ mi dissi di tornare a casa, ma proprio quando lo dissi, mi voltai e li vidi far festa, ma per che cosa?
Ma è ovvio, per il loro cinquantesimo anniversario!
Festeggiai con loro fino a notte fonda e alla fine tornai a casa, e meno male che il tempo dentro la porta scorreva più veloce, se no mi avrebbero messo in castigo a vita e poi, ormai sazio dalla festa, andai a dormire facendo bei sogni, sognando cose belle, ma soprattutto sognando la porta…
[Simone Losano]

La porta rossa, si aprì e vedo un nuovo mondo, il sole brilla, i cavalli corrono, i poni mangiano, era come un sogno; poi torno indietro; dove trovo di nuovo la porta rossa. Entro di nuovo per capire se fosse solo un sogno, apro la porta e vedo di nuovo il mondo perfetto, poi un cavallo si avvicina, e mi guarda, mi annusa, e all’improvviso mi lecca come se fosse un cane, il cavallo mi fa dei gesti come se dovessi seguirlo, arrivammo alla stalla e decido di pulirlo e sellarlo, facemmo una bella cavalcata insieme.
“Scendi a fare pranzo” -esclamò la mamma.
In quel momento promisi al cavallo che sarei tornata dopo pranzo, e magari avrei portato le mie amiche.
[Sofia Caliandro]

Ero lì, davanti alla porta. Col cuore che batteva a mille ho allungato la mia mano tremante verso la maniglia, bella e splendente. Quella porta mi attraeva come una calamita, dovevo per forza aprirla.
Il mio dito sfiorò per un attimo la porta, che come per magia si aprì. Un forte vento mi trasportò dentro, al freddo. C’era così tanta neve che non riuscivo a vedere niente, ma ho alzato la testa e ho visto una nuvola rosa da cui cadevano dei fiocchi di neve che sapevano di zucchero filato. Girandomi mi sono accorta che la porta mi seguiva, ma intanto cambiava colore, e da marrone diventava verde, danzando fra le nuvole, facendo nevicare ancora di più. Mi è venuto un brivido, perchè la porta si è fermata proprio davanti a me, aprendosi e liberando lo stesso vento di prima, che mi ha trasportato di nuovo in un vortice di colori.
Ed ecco che mi ritrovo sopra una gigantesca caramella alla fragola; mi guardo attorno e vedo cespugli di frutta candita, carrozze di biscotto, e fontane di gelato. Solo allora mi accorgo che la porta è diventata rosa, e in più le sono spuntate due ali di marzapane, con cui vola davanti a delle nuvole di marshmallow, e sopra le nuvole ci sono alcune graziosissime ballerine di cioccolato che danzano.
Ad un certo punto la porta si ferma davanti a me e si apre. Senza aspettare un attimo, entro in un arcobaleno di colori, fantasticando sulla mia prossima avventura…
[Michela Bilancia]

Ho aperto la porta di camera mia e c’era un portale magico con un drago alto e magro che sputava fuoco blu. Mi portò nel regno dei draghi, ce n’erano di tutti i colori, alti e bassi, cicciotti e magri. C’era anche un drago GIGANTE e paffutello. I draghi, per la maggior parte del tempo, dormivano e mangiavano bistecche giganti (come una poltrona della nonna). Il drago gigante era una femmina e aveva una coroncina che le cadeva in continuazione, aveva un sorriso gigante e la lingua di fuori. Mentre passeggiavo nel regno dei draghi vidi un drago viola che giocava a un videogioco dove dovevi mangiare i polli, c’era persino un drago che vendeva fiori rosa. 
Dopo aver visitato tutto il regno, il drago che sputava fuoco blu mi riportò a casa. 
Quando mi svegliai il portale era sparito… ero un po’ triste ma dopo un paio di giorni si riaprì il portale e salutai tutti i draghi.
[Nicolò Apicella]

La porta era socchiusa, si vedeva una luce con delle stelline piccole che fuoriuscivano. Io la chiusi, la riaprii, c’era un cielo brutto con delle nuvole nere e un vento fortissimo. Entrai, misi un piede nella sabbia e il cielo si trasformò in qualcosa di magico con un arcobaleno fantastico. La porta si chiuse dietro alle mie spalle e diventò una città con macchine e palazzi. Improvvisamente sentii delle urla che provenivano dietro di me, era un palazzo di 18 piani e 54m cadere, allora mi tuffai in mare e ritrovai la porta finalmente; tutto bagnato la riaprii. Questa volta mi trovai a casa mia, entrai e vidi in salotto un uomo seduto sul divano che guardava la TV; sapevo che l’avrei incontrato un po’ più tardi, me lo sentivo, poi però si girò e mi vide. Io iniziai a correre e svenni. Mi ritrovai con la porta chiusa davanti a me, che avventura! Sembrava di essere in un film horror paurosissimo, c’era un gelataio che diceva “piccoletta lo vuoi un gelato?” Allora mi girai e iniziai a correre ma caddi. Alzai la testa e rividi l’uomo di prima poi di nuovo la porta davanti a me, ero confusa, terrorizzata e urlai “BASTA!”
La scena cambiò di nuovo, rientrai e stavolta vidi un uomo che mi chiese di esprimere due desideri; sapevo che era una trappola quindi non risposi. Allora disse una formula magica “tu non volere ascoltare me, allora mondo dimenticati di lei a vita finché non mi venga a cercare” e svanisce.
Quello fu lo sbaglio più grande della mia vita, ma come si dice sbagliando si impara.
[Carlotta Revellino]

Entro in camera e trovo una porta, è blu, bianca, rossa, gialla e rosa, mi ricorda qualcosa ma non so cosa; quei colori però mi fanno sentire a casa, mi dicono qualcosa di speciale, la apro e…vedo un mondo mai visto prima; è un mondo fantastico e strabiliante, è il mondo dei miei sogni, è il mondo del triathlon.
Sono a bocca aperta, vedo piscine, circuiti, zone cambio (zona dove stanno le bici che si prendono dopo l’uscita dalla piscina e dove si rimettono prima dei giri di corsa). Sono felicissima, poi guardo da un’altra parte e vedo il mio allenatore Marco che mi urla: “Alla buon’ora Ottavia, dieci giri di corsa, poi vai a prendere la bici e con lei quindici” poi mi ricordo che c’è la mia amica Emma che mi rallegra un po’. Ripenso a Marco e dico tra me e me ROVINA SEMPRE TUTTO.
[Ottavia Mortarotti]

La porta è l’ingresso a nuovi mondi, si può entrare in mondi caotici o mondi silenziosi. La porta è un momento di suspense. La porta è un passaggio che tutti proviamo ad aprire nella nostra vita, momenti difficili, momenti bellissimi, che però, ad un certo punto bisogna lasciare, come una pagina bianca, si riempie una stanza di ricordi, e aprendo una porta, si arriva ad un’altra stanza, pronta ad essere riempita.
La porta è una cosa che c’è sempre, momenti belli o brutti.
La porta e come una persona, che aspetta ad essere aperta a nuove esperienze,accompagnata però, da qualcuno.
La porta è una cosa inevitabile nella vita di una persona .
Le persone cambiano, ed e come se passassero da una porta; da una parte possono essere arroganti e antipatici, dall’altra però, possono essere bravi e gentili.
[Sofia Tassone]

Sembra la decisione più importante della mia vita. Ho l’impressione che se apro la porta davanti a me ci sia un mondo di ansia e terrore. Potrebbe anche esserci un mondo bellissimo, pieni di arcobaleni, fiori, piante e nessuna città, solo un piccolo villaggio con persone felici e un pozzo dove puoi esprimere i tuoi desideri e farli avverare. Oppure c’è un mondo pieno di tristezza, con piante e fiori appassiti, con persone che sembrano scappare da qualcuno o qualcosa, con dei temporali fortissimi che durano per sempre. Mi sono deciso e mi sembra di avere tutto il mondo sulle mie spalle, quindi apro la maniglia e PUF….Mi ritrovo in un mondo della felicità,  però dento c’è il mondo dell’ansia e della tristezza. Ed è questo il bello: non è perfetto come la vita. [Edward Francis Swinimer]

Mentre camminavo per quel corridoio mi sentivo piccola, molto piccola. Ogni volta che il pavimento scricchiolava mi veniva voglia di tonare indietro, ma mi costringevo ad andare avanti. Dopo quella che mi sembrò un’eternità la vidi: la porta, la porta che solo i più coraggiosi avevano oltrepassato, ma da cui nessuno aveva fatto ritorno. Ed io ero lì, a decidere di oltrepassarla senza sapere se avrei fatto ritorno. Faceva caldo, tremavo per la paura, però alla fine mi decisi, afferrai il pomello e lo girai. Un’onda di luce mi investì e come per magia, la mia paura aumentò di cento volte. [Caterina Galvan]

Cosa dire? Si tratta di una buona pratica che lavora a più livelli e che piace agli alunni delle ultime due classi della Primaria.
Annunziato Gentiluomo

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