La prima edizione del convegno “Patologie professionali dei Musicisti” al CTO di Torino

Ipatologie.musicistil 30 novembre 2015 si terrà dalle 8.30 alle ore 17.00, presso l’Aula Magna dell’Ospedale CTO di Torino, sito in via Zuretti, 29, il I° Convegno italiano Patologie professionali dei Musicisti, organizzato dall’Azienda Città della Salute di Torino, Conservatorio di Torino, Filarmonica Teatro Regio Torino e Torino Jazz Club, col sostegno di Unicredit e presieduto dal dottor Michele Naddeo – neurochirurgo ospedale CTO di Torino – e da Marco Zuccarini (Direttore del Conservatorio).
Questlogo ftrto Convegno sarà il primo tentativo di porre le basi per una nuova stagione di rapporti più scientifici tra pazienti, o potenziali tali, e medici che si occupano di questo particolare settore e di queste specifiche patologie (sindromi muscolo scheletriche, neurologiche, oro facciali, dell’apparato cardiorespiratorio e gastroenterico e legate allo stress). I numeri dei musicisti sono importanti soprattutto a Torino, città con una grande tradizione musicale. Quindi cercare di sviluppare un Centro logoasl - Copiache si occupa specificatamente di questo può avere una certa importanza anche dal punto di visto sociale, oltre che medico. Inoltre questo è il primo convegno italiano incentrato proprio sulla prevenzione e e sulla cura delle patologie dei musicisti.
Se prevenire è meglio che curare, nel campo delle patologie legate all’attività musicale è ancora più importante. L’attività di un musicista è legata alla ripetizione quotidiana di gesti che cominciano fin dagli studi al ConservatorFilarmonicaTRTio e si ripetono per tutta la vita professionale e non solo. Lo studio della corretta impostazione o dell’attività fisica che serve a compensare il protrarsi di una posizione non sono materia molto approfondita neanche dai diversi addetti ai lavori. Non esistono neppure corsi specifici per aiutare studenti, insegnanti e professionisti a prevenire questi problemi. In Italia inoltre quando un musicista si ammala, per patologie legate alla sua professione, non ha un luogo preciso al quale fare riferimento per potersi curare in una struttura pubblica.
Redazione di ArtInMovimento Magazine

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