Prosegue il nuovo ciclo di incontri a cura di Corrado Augias e Aurelio Canonici, che affronteranno l’affascinante tema della Spiritualità, coniugata nella sua peculiare unione con la Musica.Il secondo appuntamento, La musica e l’eterno, è previsto domenica 8 febbraio alle ore 11 in Sala Santa Cecilia. L’incontro ruota attorno a meravigliosi brani che descrivono la dimensione dell’eternità, da Beethoven che nella Nona Sinfonia evoca il Padre
Prosegue il nuovo ciclo di incontri a cura di Corrado Augias e Aurelio Canonici, che affronteranno l’affascinante tema della Spiritualità, coniugata nella sua peculiare unione con la Musica.
Il secondo appuntamento, La musica e l’eterno, è previsto domenica 8 febbraio alle ore 11 in Sala Santa Cecilia. L’incontro ruota attorno a meravigliosi brani che descrivono la dimensione dell’eternità, da Beethoven che nella Nona Sinfonia evoca il Padre sopra la volta celeste, a Wagner che nel Preludio del Lohengrin rappresenta gli angeli che fanno scendere la coppa del Graal sulla terra, al Parsifal, opera ancora incentrata sulla ricerca del Graal.


Attraverso un ciclo di tre conferenze ci racconteranno come alcuni grandi compositori hanno trovato melodie, armonie, ritmi e timbri capaci di far percepire agli ascoltatori una dimensione trascendente attraverso le loro opere. Gli appuntamenti sono stati distribuiti in tre domeniche (11 gennaio, 8 febbraio, 26 aprile) alle ore 11, in Sala Santa Cecilia.

Nella storia dell’umanità nessun rito religioso e sacro ha fatto a meno della Musica. L’arte dei suoni ha da sempre affascinato pensatori, filosofi, mistici, artisti. Il terzo e ultimo appuntamento è previsto domenica 26 aprile, e saranno indagate relazioni e differenze tra capolavori come il sofferto Requiem di Mozart e quello drammatico e teatrale di Verdi, l’austero Requiem di Brahms e quello raffinatissimo e sereno di Fauré. Una spiritualità forte emerge anche da brani sinfonici come la Patetica di Čajkovskij, Morte e trasfigurazione di Richard Strauss e la “Morte di Isotta” dal Tristan di Wagner.
Francesco Romeo
















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