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Vous permettez, Aznavour?… uno spettacolo intenso ed emozionante

Vous permettez, Aznavour?… uno spettacolo intenso ed emozionante

Una prima di Vous permettez, Aznavour? a Torino veramente emozionante. La replica, andata in scena ieri, 3 febbraio, presso il Teatro Juvarra, dello spettacolo di e con Michelangelo Nari ha scosso positivamente il pubblico presente, immergendolo in un collage di storie intense, piene di vita vera e vissuta. Il viaggio, ideato da Nari, può dirsi

Una prima di Vous permettez, Aznavour? a Torino veramente emozionante. La replica, andata in scena ieri, 3 febbraio, presso il Teatro Juvarra, dello spettacolo di e con Michelangelo Nari ha scosso positivamente il pubblico presente, immergendolo in un collage di storie intense, piene di vita vera e vissuta.

Il viaggio, ideato da Nari, può dirsi poesia pura: il cantante di origini liguri ha saputo ben coniugare e armonizzare la parte teatrale con la parte musicale, proponendoci un percorso capace di dischiudere e riscoprire molti degli aspetti del poliedrico artista, Charles Aznavour. Nari è riuscito, con eleganza e garbo, a toccare, con i brani, i momenti più salienti del vita del chansonnier di origine armena, nato in Francia, e a trasmetterci le emozioni proprio come se le stesse rivivendo lui sul palco, incarnando la celeberrima frase Io non posso non vivere, e vivo solo quando sono in scena. Sono felice sul palco, e si vede dello stesso Aznavour.

Inoltre si percepiva una familiarità non comune con quel repertorio: pareva che quelle melodie scorressero nelle vene di Michelangelo Nari, fossero parte integrante della sua storia personale. Più volte ha ripetuto di sentirsi a casa nell’interpretare quei pezzi, a lui comodi in tutti i sensi. La sua ottima tecnica vocale e l’eccellente fraseggio anche in lingua francese gli hanno permesso di sostenere ogni brano, proiettando con cura il suono e sfumandolo quando necessario, e la sua lama luminosa e la sua canna robusta gli hanno consentito di arricchire col giusto pathos e con l’adeguata personalizzazione ogni momento scenico. Tra i sedici pezzi proposti, ha raggiunto il climax in tre brani La Bohème, La Mamma, Qui e Comme Ils Disent, accarezzando pienamente il cuore dei presenti, sollecitandolo con i dolci toni della malinconia.

Al suo fianco, come lo furono per Aznavour Mia Martini, Laura Pausini e Iva Zanicchi, una raffinata Rosy Messina, sanguigna, sognante e ispirata, con cui ha duettato in Ti Lasci Andare, J’aime Paris Au Mois De Mai e Mio Commovente Amore, con una naturalità strepitosa: le due belle voci si sono amalgamate, dialogando sottilmente e risuonando armonicamente in modo perfetto, arricchendo addirittura l’orchestrazione musicale. Quando due artisti si stimano, si vogliono bene e sono delle belle anime l’effetto non può che essere un’esplosione di colore commovente.

I due interpreti sono stati accompagnati magistralmente da Marco Ioannilli al pianoforte, Stefano Napoli al contrabbasso e Stefano Marazzi alle percussioni: un piccolo ensemble assolutamente all’altezza del repertorio senza tempo proposto e che ha permesso alle differenti partiture di venir fuori efficacemente e senza mai invadere la linea di canto.

Si ricorda che domani, 5 febbraio 2026, alle ore 20.30, lo spettacolo, prodotto dal Théâtre Français de Rome, diretto da Hélène Sandoval, andrà in scena a Milano, presso l’EcoTeatro, ubicato in via Fezzan 11. Se ne consiglia la visione. Novanta minuti di emozione. Novanta minuti di verità. Novanta minuti di vita… in musica. Da non perdere!

Annunziato Gentiluomo

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1 Comment

  • Maria Giusy
    4 Febbraio 2026, 8:07 pm

    Commovente e bellissimo viaggio.
    Speciali anche le introduzioni alle canzoni

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