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Curiosità, cultura e impegno, un mix vincente per Giuseppe Parasporo, mix che permette al giovane locrese di volare direttamente al Festival Internazionale del Cinema di Venezia…

giuseppe parasporo

Il locrese Giuseppe Parasporo ha quasi 19 anni, ha conseguito la maturità classica presso il Liceo Classico Ivo Oliveti di Locri (RC) con la votazione di 100/100 con lode, un sagittario nato il 2 dicembre del 1995. “Ho sempre coltivato gli studi umanistici e la lettura in genere. Dalle lettere classiche a quelle contemporanee, dalla letteratura greca a quella russa e francese, da Sofocle e Seneca a Dostoevskij e Camus, il piacere della lettura mi ha sempre accompagnato, fedele e devoto. Albert Camus, maestro dell’assurdo tanto nella vita quanto sulla pagina, mi ha insegnato che cos’è stato il Novecento, chi è…

parasporoIl locrese Giuseppe Parasporo ha quasi 19 anni, ha conseguito la maturità classica presso il Liceo Classico Ivo Oliveti di Locri (RC) con la votazione di 100/100 con lode, un sagittario nato il 2 dicembre del 1995.
“Ho sempre coltivato gli studi umanistici e la lettura in genere. Dalle lettere classiche a quelle contemporanee, dalla letteratura greca a quella russa e francese, da Sofocle e Seneca a Dostoevskij e Camus, il piacere della lettura mi ha sempre accompagnato, fedele e devoto. Albert Camus, maestro dell’assurdo tanto nella vita quanto sulla pagina, mi ha insegnato che cos’è stato il Novecento, chi è Sisifo, chi siamo noi, perché, citando J.P.Sartre, l’esistenzialismo è un umanismo. Attratto dalla letteratura, non ho però mai rigettato né sottovalutato le scienze, le varie “filosofie della natura”, e la fisica teorica in particolare, né tanto meno lo sport, il calcio soprattutto, che lo stesso Camus dimostrava di amare. Nutro inoltre un profondo interesse verso il mondo del cinema, un cinema pulito, semplice, senza effetti speciali, se possibile non in 3D, in cui parlino solo i fatti, in cui regnino le belle idee” ci racconta il giovane Giuseppe.
La sua curiosità, la sua dedizione e il suo impegno hanno giocato a suo vantaggio permettendogli di far parte di un gruppo di giovanissimi giurati deputati all’assegnazione di un premio speciale, il Leoncino d’Oro all’interno dell’imminente Mostra del Cinema di Veneziamostra-del-cinema-di-venezia-2013Ma come è stato possibile che dalla lontana Locri potesse essere notato un giovane così promettente?
Le sue professoresse di Italiano e di Greco, rispettivamente Tiziana Campanella e MariaVittoria Valenti, hanno scelto di impegnarsi nella direzione di un progetto extracurriculare, organizzato dall’Agiscuola in collaborazione con il Festival internazionale del Cinema di Venezia, che consentiva agli alunni delle scuole superiori di secondo grado della Locride, la visione, nelle sale del CineVittoria di Locri, di un cospicuo numero di film in concorso alla 70ª edizione della Mostra, e che prevedeva la parallela stesura di un numero di recensioni corrispondenti ai film visionati che, una volta consegnate agli insegnanti e ricevuto il loro assenso, sarebbero state inviate alla giuria e sottoposte a giudizio.
locandina Sacro Gra“Il film da me recensito e scelto dai prof. per il concorso è stato Sacro Gra di Gianfranco Rosi, vincitore nella scorsa edizione del Festival: un film neo-neorealista che, tra i fischi dei non addetti ai lavori, ha saputo impressionare in quanto a quelle che il Winckelmann avrebbe chiamato “nobile semplicità” e “quieta grandezza”. Un film semplice, umile, anche se lirico, quasi metafisico”, precisa Giuseppe Parasporo.
Tale recensione, molto apprezzata dalla commissione giudicante dell’Agiscuola, ha permesso al locrese di “strappare il biglietto” per il Festival. Nonostante la giovane età, è cosciente dell’unicità e dell’importanza di tale occasione. È parasporo2visivamente emozionato quando afferma di aver fatto un “ambo stratosferico”: “visitare la Serenissima e contemporaneamente assistere alla seconda manifestazione cinematografica più antica del mondo, forse la più importante, insieme con quelle di Cannes e di Berlino, dell’intero panorama europeo. Il settimo cielo non sembra poi così lontano: dista un volo aereo, un vaporetto e un viaggio in bus”.
albert camusNon riesce a non citare il suo autore prediletto, Camus, che “chiudeva il suo saggio filosofico sull’assurdo “Essai sur l’absurd” con la famosa frase: “il faut imaginer Sysiphe heureux” (“bisogna immaginare Sisifo felice”). Domani o forse oggi però quel Sisifo – che sono io – è felice. Davvero”
Ci uniamo alla sua felicità, augurandogli una vita piena di successi e realizzazioni.
L’esempio di Giuseppe Parasporo dà speranza a tutti, in particolare ai giovani di provincia e ai ragazzi del Sud. Con perseveranza e impegno i risultati prima o poi arrivano… Non bisogna mai perdere la voglia di sognare e crederci…
Annunziato Gentiluomo

 

[Fonti delle immagini: www.vivacinema.it e philosophynow.org]

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