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Francesco Collura, un giovane pittore neo-surrealista…

I social network sono strumenti interessanti in particolare perché in modo naturale ti fanno entrare in contatto con soggetti che difficilmente incontreresti o con cui sarebbe complesso relazionarsi. La rete in questo rappresenta un’opportunità enorme soprattutto per un giornalista curioso e che vuole dare visibilità a iniziative onorevoli. Attraverso amici di amici di Facebook, conosco Francesco Collura. Immediatamente penso: E se fosse un mio parente? Mia nonna andava di cognome Collura, siciliana della provincia di Palermo. Leggo che è un pittore e vado sul suo sito. La curiosità aumenta soprattutto per la sua presentazione che ha come incipit una riflessione…

Francesco Collura1I social network sono strumenti interessanti in particolare perché in modo naturale ti fanno entrare in contatto con soggetti che difficilmente incontreresti o con cui sarebbe complesso relazionarsi. La rete in questo rappresenta un’opportunità enorme soprattutto per un giornalista curioso e che vuole dare visibilità a iniziative onorevoli. Attraverso amici di amici di Facebook, conosco Francesco Collura. Immediatamente penso: E se fosse un mio parente? Mia nonna andava di cognome Collura, siciliana della provincia di Palermo. Leggo che è un pittore e vado sul suo sito. La curiosità aumenta soprattutto per la sua presentazione che ha come incipit una riflessione di Pablo Picasso, il mio artista preferito, genio indiscusso del Novecento: I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni.
“Non ti annoierò raccontandoti dove e di quanti chili sono nato, a quanti anni ho iniziato a colorare, in quali meravigliose scuole ho studiato, con quale votazione ho conseguito la laurea e a quante belle mostre ho partecipato.
Semplicemente mi auguro che i miei quadri trasmettano a voi la stessa idea che mi ha spinto a realizzarli.
Amo i colori, mischiarli tra loro e creare i vivaci contrasti per mi permettono di dipingere la mia vita, la quale non è tanto diversa dalla vostra, con le sue gioie e dolori, i minuscoli e grandi problemi e ovviamente i sogni, che con sacrificio inseguiamo ogni giorno. A te”.
ci vediamo traEd eccomi a scrivere su di lui, dopo che un suo quadro è diventato la copertina del libro Ci vediamo tra dieci anni di Claudia Cusimano.
Mi colpiscono l’uso del colore, la leggerezza delle forme e le emozioni entusiastiche che Francesco riesce sapientemente a trasferire sulla tela. Percepisco nella sua opera una sintesi originale tra correnti e artisti diversi. Nei temi rintraccio il surrealismo di Dalì e in particolare Chagall, il suo essere tra cielo e terra, il suo vivere pienamente in una dimensione onirica. Ravvedo nella collura-1ristrutturazione della figura una ricerca che ricorda Picasso. Per quanto riguarda l’aspetto cromatico, fa capolino l’espressionismo per come l’uso del calore si aggancia all’aspetto emozionale, e anche un po’ di post-impressionismo, il primo Van Gogh e Gauguin in particolare.
Si percepisce l’amore verso la sua terra, verso Palermo che dovette lasciare per Roma, ma a cui ha fatto da poco ritorno aprendo un suo atelier, un gioiello carico di energia.
Dal confronto su Collura col professore di Arte, Gianluigi Accomando, emerge chiaramente il suo essere un Neo, un neo-surrealista forse, caratterizzato però da una forte concettualizzazione cromatica molto personale.
Auguriamo il meglio a questo giovane artista, che possa convertirsi in uno strumento di divulgazione culturale per la sua terra e che la sua arte possa evolvere in forme più originali e ancora intime. Secondo noi, di lui si parlerà ancora…
Annunziato Gentiluomo

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