Month: November 2021

 

I vincitori del terzo Asti Movie Awards

a-cambodian-winter-posterSi è conclusa da poco, la terza edizione dell’Asti Movie Awards, quest’anno on demand, proposta dall’Università Popolare ArtInMovimento e dall’Associazione Culturale SystemOut, sul canale dedicato Vimeo, iniziata lo scorso 19 novembre.
La Commissione giudicatrice ha decretato come Best Feature Film A cambodian winter (2020) di Forest Wise mentre come Best Short Film The Island of Misfit Artists (2021) diretto da Jordan Elizabeth Sambogna, entrambi americani.The-Island-of-Misfit-Artists-poster
In questa terza edizione sono stati ricevuti 525 film da tutto il mondo, ma di questi ben 161 dagli USA e 99 dall’Italia. 15 sono stati i film selezionati tra corti e lungometraggi.
Questa volta il made in USA ha avuto la meglio. Due film intensi e impegnativi sia dal punto di vista della narrazione sia per quanto riguarda la qualità estetica. Gli Stati Uniti confermano la loro prolificità produttiva in termini di film indipendenti, ma sappiamo che il Vecchio Continente cerca di non perdere terreno, afferma Annunziato Gentiluomo, Presidente dell’Università Popolare ArtInMovimento.
Siamo onorati di essere stati mediapartner anche di questa rassegna che ha veicolato qualità e nuovi linguaggi.
Alessio Romeo

“Il trovatore” di Verdi al Fraschini di Pavia

csm_ZOVA5561_cc26ea7374Il trovatore di Verdi, del duo Jacopo Brusa (direttore) e Roberto Catalano (regista) dopo il debutto a Cremona, inizia la tournée a Pavia, venerdì 26 novembre alle ore 20.30 e domenica 28 alle 15.30, presso il Teatro Fraschini. Il cast è formato da Matteo Falcier (Manrico), Leon Kim (Il Conte di Luna), Marigona Qerkezi (Leonora), Alessandra Volpe (Azucena), Alexey Birkus (Ferrando), Sabrina Sanza (Ines), Roberto Covatta (Ruiz), Riccardo Dernini (Vecchio Zingaro), Davide Capitanio (Messo). Le scene sono di Emanuele Sinisi, i costumi di Ilaria Ariemme, le luci di Fiammetta Baldiserri.
Il Trovatore è la seconda opera della “trilogia popolare” di Giuseppe Verdi: è stato creato nel 1853 tra Rigoletto e La traviata. Fu da subito un grande successo.
Il libretto fu tratto dal dramma El Trobador di Antonio García Gutiérrez, e commissionato a Salvatore Cammarano, con l’intervento di Leone Emanuele Bardare.
csm_ZOVA5588_391c6cf3caIl trovatore è un dramma in quattro atti e otto quadri, ambientato in Spagna al principio del secolo XV. La vicenda si articola intorno a Leonora, dama di compagnia della principessa d’Aragona la quale è innamorata di Manrico, il trovatore, che pure la ama. Il conte di Luna anche è innamorato di Leonora che però lo respinge: la trama verte quindi intorno al conflitto tra i due uomini che solo alla fine, quando Manrico viene fatto decapitare dal conte e Leonora si è suicidata, si scopriranno essere fratelli. Una gitana infatti, figlia di una donna fatta ardere sul rogo come strega dall’allora conte di Luna (il padre dell’attuale conte, ormai morto), per vendetta aveva rapito uno dei due figli del conte, Manrico, volendolo gettare sul rogo della madre. Colta da un mancamento, però, aveva piuttosto arso vivo il proprio di figlio che era lì con lei, salvando Manrico che aveva cresciuto come suo.

I biglietti vanno da 56 a 24 euro con riduzioni per i giovani under 30 e gli over 65.

Riportiamo di seguito per immergerci pienamente nell’allestimento le note musicali e quelle di regia.

csm_ZOVA5669_8c5819e1c8Storie di Amore, Gelosia e Vendetta a cura di Jacopo Brusa
Il celebre critico musicale e studioso delle Opere di Verdi Abramo Basevi scrisse nel 1859, a proposito del Trovatore: “ognuno vede che le inverosimiglianze ed anche le assurdità non mancano in questo argomento, ma per compenso vi è quanto basta a scuotere la fibra dello spettatore”. In questa definizione, in effetti, si racchiude il “segreto” del successo del Trovatore che, fin dalla prima rappresentazione del 1853, fu sancito dal pubblico. Il Trovatore, nonostante le ambiguità della trama, ammalia l’ascoltatore grazie alle suggestioni melodiche, ritmiche e coloristiche che si susseguono quasi freneticamente e che, paradossalmente, sono rese possibili dalla struttura del libretto stesso. Prendiamo ad esempio i primi cinque numeri musicali dell’Opera, quelli che hanno il compito di renderci, o meno, interessati all’ascolto. Jacopo BrusaEbbene, in quattro di essi vi sono dei “racconti” che, indipendentemente dalle vicende narrate, stimolano in noi il fascino arcaico del “rito del racconto”, quel rito che evoca Ferrando nell’Introduzione e, nel momento in cui il coro (ma anche il pubblico!) gli chiede di “narrare la vera storia di Garzia”, lui risponde: “La dirò: venite intorno a me!”, invitandoli/ci tutti idealmente attorno al fuoco per ascoltarlo. É Verdi stesso che ci “invita”, sfruttando magistralmente le possibilità espressive legate al testo della narrazione che, a sua volta, ci rimanda all’affascinante esotismo del mondo gitano di Azucena. La zingara, peraltro, è il personaggio veramente innovativo dell’Opera per il quale, fin dall’inizio, Verdi prevede un ruolo talmente centrale che vorrebbe che l’intero logo_fraschini_cmykmelodramma fosse intitolato a lei! Azucena si muove sempre tra disperazione, malinconia e sete di vendetta, tra momenti di lucidità e di follia, condizioni emotive, queste, che esaltano la scrittura verdiana. “Quando Azucena non ragiona, ragiona meglio il Dramma”, scriverà. Come per la Lady Macbeth di sei anni prima, la “pazzia” e, ancora di più in Azucena, lo stato ipnotico in cui spesso si trova, portano Verdi a sperimentare un uso della voce che volge molto spesso al “declamato” e al “parlato”. Di contro, Leonora, è l’espressione del Belcanto, incarnata dal legato dei Cantabili, dalle cadenze virtuosistiche, dalle agilità e – perché no? – dalle variazioni nelle Cabalette. La dinamicità dell’azione drammatica, infine, è garantita dal tradizionale duello “guerriero e amoroso” tra il Baritono e il Tenore. Verdi, per il Conte e Manrico, si esalta utilizzando le “armi” della Solita Forma. Le vicende narrate nel Trovatore, quindi, sono una vera summa di quelle passioni che Verdi cerca avidamente in quegli anni (Amore, Gelosia e Vendetta) e che gli permettono di immettere nella “tradizione” quegli elementi innovativi che contribuiranno a renderlo immortale.

Note di regia a cura di Roberto Catalano
Roberto Catalano_03Siamo in un luogo dove qualcosa è successo. Un luogo dove il fuoco ha distrutto ogni cosa. La fiamma ha attraversato la bellezza che un tempo vi dimorava e ne ha ucciso ogni possibile testimonianza.
Resta l’ossame di quel mondo e l’immagine del vecchio progetto, ciò che doveva essere quel mondo prima del disastro, lo scheletro su cui costruire il nostro luogo da abitare.
Questo progetto è sotto gli occhi dello spettatore da subito, quasi fosse un promemoria dello sforzo compiuto prima della sua realizzazione. Come se facessimo coincidere il progetto di un palazzo bellissimo con la fotografia della sua distruzione. È un ricordo, è lo strazio della memoria che continua a bruciarci i pensieri, è la compresenza di ciò che era e di ciò che non c’è più.
Così questa storia comincia, in un mondo compromesso, dove il trauma di Azucena, amplificato sulla scena, ha investito la vita di chi vive in una stanza completamente sommersa dai resti di un mondo perduto.
Una libreria che non ha smesso di bruciare ci rimanda all’ impossibilità di verificare che le cose qui narrate siano davvero accadute.
Roberto Catalano_01Gli uomini che abitano questo posto vivono nella completa solitudine, errando sulla terra deserta e nera, intrappolati nella storia che non li lascia andare.
È la storia di un dolore doppio e terribile. La storia di una donna che ha visto morire la madre e che per errore ha arso vivo il proprio figlio. Il fuoco è l’assassino, l’immagine che si è impressa negli occhi al punto da sostituirsi al mondo tutto intero.
Azucena, così come tutti gli abitanti di questa storia, si muove sopra i resti che quel fuoco ha lasciato dietro di sè, e il suo incedere passo dopo passo nel mare nero che le ricorda tutto, le brucia ancora la pelle.
Le sue mani, come un aratro, solcheranno la terra ricoperta di cenere scoprendo la luce che vi si nasconde.
Perché bisognerà scavare per disseppellire il mondo che era e trovare una “pace bianca” che possa tornare a far respirare tutti.
È la rimozione di un trauma. La pulizia definitiva di un’anima fortemente compromessa dal dolore. La ricerca della luce che ognuno di noi possiede e che è seppellita sotto il peso delle colpe.
I resti bruciati che vengono rimossi non sono mai abbastanza, e il bianco che giace sul fondo lo si può solo intravedere, Mucchi di sporco vengono prelevati a tempo dagli zingari, con le donne che incitano gli uomini a fare un buon lavoro. In quel mondo bisognerà abitarci per sempre e, per sempre, si sarà condannati forse ad operare questa rimozione. Come ci fosse, sulla pelle di ciascuno, l’impronta di un peccato da dover espiare.
Ognuno col suo peso. Ognuno con la propria colpa.
Azucena rivive il trauma di quella doppia morte di continuo. La sua realtà, filtrata da occhi ormai morti, è quella che ciascuno di noi vede.
Ciò che le è accaduto è talmente potente che ha involontariamente toccato tutti.
Solo Leonora potrà liberarli.
Soltanto la sua morte potrà davvero rendere possibile questo amore che altrimenti, soffocherebbe sotto la cenere come tutto questo mondo che agonizza.
Sarà così che deciderà di offrirsi all’uomo che da tempo brama di possederla.
Al cospetto del Conte di Luna, infatti, offrirà se stessa in cambio della libertà, in cambio di una breccia nel muro, di uno spiraglio di luce che consenta a Manrico di fuggire via da questa “tomba di vivi”.
Il suo sacrificio, questo amore che in questo mondo non trova spazio, potrebbe liberarli tutti.
Nessuno però ha tempo di vedere che la via è schiusa; che, finalmente, tutto il mondo è in luce.
Al cospetto della definitiva libertà, si resterà immobili e inermi. Ciascuno impegnato con la propria rabbia, con la grande stanchezza che questo vivere comporta.
Perché i personaggi di questa storia non compiono alcuna evoluzione. Sono immobili. Si fanno voce di un passato perduto e di un futuro che forse non vedranno mai. Il racconto è un graduale svelamento del loro vissuto, di un antefatto a noi celato, di battaglie combattute lontano dalla scena, di dolori talmente forti da essere indicibili.
Ciascuno con la propria coltre di cenere addosso e questo tentativo, ostinato e perpetuo, di rimuovere lo sporco per disseppellire la purezza perduta.
Come ciascuno di noi, nel rapporto coi dolori da cui cerchiamo di liberarci, con le colpe da cui vogliamo ripulirci.
Alla fine di questa storia, Manrico viene mandato a morire e gli occhi di Azucena si posano su un altro omicidio.
“Egli era tuo fratello”, urla la zingara al Conte che finalmente entra in possesso della verità.
Quell’uomo è ora un omicida.
Il trauma col quale deve convivere adesso, è soltanto il suo.
Azucena vendicando la madre spegne in parte il suo dolore.
Leonora e Manrico, liberandosi nella morte, sono gli unici esseri umani di questa storia ad essersi salvati.
Il conte, pur sopravvivendo, è destinato alla peggiore delle condanne: quella delle anime morte condannate alla vita.

Redazione di ArtInMovimento
[Ph Zovadelli]

Le favole deIl’abbandono: Il buon passante

neonbrand-8Yk4T-tDSYY-unsplashC’era una volta un buon passante dall’orecchio molto sensibile. Un giorno, camminando come suo solito sul marciapiede ad un passo dal suo portone di casa, si meravigliò nell’udire un flebile lamento. Incuriosito si avvicinò ad una lunga fila di cassonetti che lì stavano in attesa. Era mai possibile che quel lamento provenisse dai cassonetti?
“Qualcuno vi avrà infilato qualcosa di ancora vivo!” pensò e subito, per quanto possibile, aprì quei cassonetti uno ad uno per verificare che nulla di vivo vi fosse stato immesso.
Nulla. I cassonetti, come al solito, erano pieni di ogni bene, con la carta nella carta, la plastica nella plastica, la carta nella plastica, la plastica nella carta e così via. Nulla, tuttavia, che motivasse la provenienza di quel lamento tanto presente.
david-libeert-aGxAsacQ1LY-unsplash“Che mai sarà?” si chiese il buon passante senza potersi dare una risposta.
La finestra della camera del buon passante dava proprio su quel marciapiede e quella sera, l’uomo, dall’animo sensibile quasi più del suo orecchio, decise di mettersi ancora in ascolto. C’era quel lamento? Sì.
“Che siano i cassonetti?” ebbe a pensare. “Forse”.
La notte passò insonne: il lamento lo teneva sveglio. “Possibile che quei cassonetti abbiano a lamentarsi del tanto lavoro che sono costretti a fare?” si chiese, verso le cinque del mattino.
Suonò la sveglia, il buon passante si vestì, uscì e passò davanti ai cassonetti. Il lamento proseguiva incessante.
“Che mai farò?” si domandò, incerto su come poter resistere una notte ancora con quel suono nelle orecchie.
La risposta alle sue domande gli arrivò alle tre di notte. Colpa della stanchezza? Chi può saperlo. Il buon passante si alzò dal letto, prese un paio di materassi che teneva in una stanzetta dedicata agli ospiti e il portò in strada. Quindi li adagiò su un cassonetto e disse, a voce alta per farsi sentire da tutta quella fila:
cassonetti«Scusateci se non sappiamo fare il nostro lavoro. Riciclare, suddividere, smembrare è così difficile, il tempo è così poco e tante sono le cose da gettare! Ecco, vi ho portato dei materassi, così, quando vorrete, avrete un posto dove riposarvi. Fatene buon uso e se avete altro da chiedere chiedete pure». Detto questo salutò e tornò in camera.
Quella sera il buon passante riuscì a dormire. Il lamento era cessato. “Ma sì, quei cassonetti erano proprio stanchi” disse fra sé l’uomo e col sorriso prese la decisione, dall’indomani, di suddividere il più possibile i materiali da buttarvi dentro. Sperando d’esserne in grado.

Gianni Micheli

[Fonte immagini: foto di copertina di Gianni Micheli; Photo by NeONBRAND on Unsplash; Photo by David Libeert on Unsplash]

Le Storie di abduction di Vincenzo D’Amato

Un evento molto interessanti nel canale Mistero della nostra web radio, domani sera, venerdì 19 novembre, alle ore 21.15Annunziato Gentiluomo intervisterà nuovamente Vincenzo D’Amato, dottore in Psicologia e HypnoMentalCoach. Con lui si parlerà dell’ipnosi e delle trans-ipnotiche come strumento che gli ha permesso di entrare in contatto con gli alieni e che lo ha portato a pubblicare Storie di abduction. La mia storia tra ipnosi e “alieni”, acquistabile nelle più importanti piattaforme in rete (Il Giardino dei Libri, Amazon, IBS, MondadoriStore, MacroLibrarsi…). Un interessante viaggio nella ricostruzione dei rapimenti alieni…
Ma chi è Vincenzo D’NunzioAmato? È Presidente dell’A.I.P.E. Associazione Internazionale Processi Evolutivi, CEO & Founder della CD Academy, Accademia di formazione internazionale. Dal 2008, con le realtà che rappresenta, eroga corsi di formazione per aziende, professionisti e privati, trattando tematiche di fondamentale importanza. Da qualche tempo propone il master in Hypnosis and Applied Hypnotic Techniques HypnoMentalCoaching di cui due moduli partiranno a Torino a dicembre.
storie-di-abduction-203229-3Vincenzo si occupa di Comunicazione Efficace che è importante in ogni ambito dalla sfera personale, nella gestione dei rapporti con la famiglia e gli amici, al business, per creare una positiva immagine di se o per concludere positivamente una trattativa.
Il suo profilo professionale prevede le Tecniche di Vendita: per comprendere chi ci è di fronte, intercettando i suoi bisogni per poi soddisfare le sue esigenze, facendo in modo che il vantaggio sia al 51% per entrambi.
PsicologicaMente.logoInoltre Vincenzo si occupa di Ipnosi: sia come mezzo di miglioramento personale e del benessere psico-fisico che come potente mezzo utile a professionisti abilitati, per percorsi veloci di risoluzione di problematiche quali ansie, paure, fobie, attacchi di panico, controllo del peso, dipendenze da fumo, alcool, apparecchiature elettroniche e da gioco.
Ha ideato l’Hypno-coaching di rilevante importanza nel business e nello sport, per conoscere ed utilizzare il proprio potenziale, per migliorare le performance, pianificare e raggiungere gli obiettivi.

Quella di domani sera sarà una serata di approfondimento singolare e importante. Una serata che darà risposte a importanti quesiti che martellano la mente di molti… Siamo soli in questo universo? Gli Extraterresti come entrano in contatto con noi? Domani sera avremo l’autorevole punto di vista di Vincenzo D’Amato con cui a breve partiremo a Torino con due moduli di Ipnosi regressiva per cui ci sono ancora posti.

Da non perdere! Vi aspettiamo su questo URL https://www.spreaker.com/show/aim-mistero. Un’occasione per fare il punto si questa realtà affascinante… I tempi sono maturi per sapere…
Redazione di ArtInMovimento Magazine

Da domani al 21 novembre quattro appuntamenti per l’OperaMusica Festival Rapsodie Agresti Calabriae

Rapsodie Agresti_1All’interno dell’OperaMusica Festival Rapsodie Agresti Calabriae, domani, venerdì 19, a Reggio Calabria, e sabato 20 novembre, a Locri, sempre alle 20.30, Francesco Morittu, chitarrista e compositore cagliaritano porta in scena la sua opera Giogu de Contus ovvero gioco dei racconti, concerto solista per chitarra classica e chitarra campidanese prodotto da Progetti Carpe Diem.
Morittu, le cui composizioni sono ormai entrate nel repertorio di chitarristi internazionali e vengono eseguite in diversi Paesi del mondo, presenterà brani originali, frutto di un lungo studio su forme metriche e timbri della tradizione popolare sarda e in questa occasione un componimento inedito dal titolo Serenata commissionato dall’Opera Musica Festival che entrerà a far parte del ciclo Giocu de Contus.
L’intento dell’opera di Morittu è di scrivere musica nuova in cui sia però riconoscibile una forte matricFrancesco Morittue identitaria, una maniera “sarda” di pensare e organizzare i suoni, al riparo dalla logica del souvenir e del facile saccheggio del materiale musicale tradizionale preesistente. Allo strumento classico, a cui si affida l’esecuzione di composizioni scritte e fissate in partitura, si affianca la voce rurale e metallica della chitarra tradizionale nelle improvvisazioni estemporanee.
La location dell’evento del 19 novembre sarà la Mediterranea Musica – Scuola di Musica, sita a Reggio Calabria, in via del Torrione, 103/B, realtà molto attiva nel territorio e impegnata dal 2003 nella divulgazione e sviluppo della cultura musicale attraverso proposte didattiche, concertistiche e seminariali; mentre il concerto delRapsodie Agresti_2 20 novembre si terrà presso la sala Incontri dell’Hotel Costa Blu di Locri, ubicato in contrada Mandorleto, 19, nuovo punto d’incontro tra proposte di riscoperta della cultura popolare e attività produttive del territorio.
Sabato 20, alle 17.30, a Gerace, e domenica 21 novembre, alle 18.30, a Bova Marina, sarà proposto l’appuntamento Barocco in Viola. Con il coordinamento artistico di Piero Massa (viola), Pierluigi Marotta al violoncello e Claudia di Lorenzo al clavicembalo, l’Ensemble del Centro di Musica Antica e Contemporanea porterà a Gerace e a Bova Marina arie di Pergolesi, Scarlatti, Marcello, Bomporti, Cecere e Boccherini, regalando al pubblico un’immersione nell’universo musicale barocco.Emsemble_1k
Attraverso un uso ricercato e consapevole del suono e di tutte le sue componenti, il concerto traccia un percorso di suggestioni sonore alla scoperta della produzione musicale dell’ambiente aristocratico del Sei e Settecento. Eleganza, raffinatezza, passione e tenerezza, virtuosismo e buon gusto, trovano tra queste note la loro più vivida e Essemble2sincera veste sonora.
Uno spettacolo per appassionati ma anche per curiosi neofiti che potranno trovare nell’evento l’essenza della musica che vive di tempi e nel tempo, e attraverso i secoli riesce a rendersi contemporanea espressione di emozioni, passioni e pulsioni dell’anima.
La location dell’evento di sabato 20 novembre sarà la suggestiva cornice del borgo di Gerace all’interno della Chiesta di San Francesco d’Assisi, antichissimo luogo di culto situato nella “piazza delle tre chiese” dichiarato bene architettonico di interesse nazionale espressione dello stile gotico in Calabria, e rappresenta un importante edificio in Emsemble1stile gotico della Calabria, ubicato in via Nazario Sauro, 23.
Il 21 novembre il concerto, invece, toccherà l’anima grecanica della Calabria, e sarà ospitato nell’Auditorium Tempio della Musica di Bova Marina, sito in via Campo Sportivo, 6.
Il costo del biglietto di ogni singolo evento è di Euro 5 anche se è previsto il ridotto a Euro 3.
Per informazioni, si contatti l’Associazione Traiectoriae al numero 3891083276.
Quattro appuntamenti da non perdere per un fine settimana all’insegna dell’alta cultura nel reggino…
Redazione di ArtInMovimento Magazine

Dal 22 al 24 novembre “Climbing Iran” (2020) di Francesca Borghetti

ClimbingPer lo più dal 22 al 24 novembre nelle sale di diverse regioni italiane, il secondo film del nuovo format La montagna al cinema. Straordinarie imprese da rivivere insieme, proposto dalla casa di distribuzione cinematografica Mescalito Film e focalizzato sul rapporto fra la settima arte e la montagna. È la volta del documentario italo-francese Climbing Iran (2020) di Francesca Borghetti, che racconta la storia di Nasim Eshqi che, con determinazione, entra a far parte da donna dell’olimpo del climbing internazionale.
Dalla sinossi si legge: Nasim Eshqi ha mani forti e unghie dipinte con smalto rosa shocking. È una pioniera dell’arrampicata all’aperto in Iran, dove le donne dovrebbero allenarsi solo su pareti “indoor”, durante orari prestabiliti, e solo tra donne. Dopo essere stata una giovane campionessa di diversi sport, dal karate al kickboxing, Nasim ha seguito il richiamo della natura costruendo la propria strada sulle montagne dell’Iran. Il film è il ritratto di una donna determinata a superare le barriere che si oppongono alla sua passione, siano esse fisiche, sociali, geografiche o ideologiche. Impegnata a cambiare le cose poco a poco, oggi vive a Teheran e insegna ad un piccolo gruppo di ragazze e ragazzi ad arrampicare all’aperto. Una rivoluzione silenziosa che parte Climbing Iran-1dallo sport. Nasim ha un sogno diventato realtà: aprire una “nuova via” sulle Alpi ed entrare a far parte dell’élite del climbing internazionale.
Un documentario intenso con uno sfondo sociale importante: dimostrare cos’altro può significare essere donna in una paese come l’Iran e rivendicare il diritto di raggiungere la vetta trascendendo la forza di gravità e le discriminazioni.
Climbing Irane-2The Climbing Iran sarà proiettato nelle seguenti sale nelle giornate che vanno dal 22 al 24 novembre e due saranno proposte a dicembre: AMBROSIO Cinecafè di Torino – corso Vittorio Emanuele II, 52 – (22 e 23/11); UCI di Torino – via Nizza, 262 – (23 e 24/11); UCI CINEMAS di Moncalieri – via Fortunato Postiglione, 1 – (23 e 24/11); UCI CINEMAS di Alessandria – via Gambalera angolo via Rana (23 e 23 novembre); Cinema IMPERO Multisala di Bra – via Vittorio Emanuele II, 211- (22 e 22 Novembre); Cinema MONVISO di Cuneo – via XX Settembre, 14 – (23 novembre); Cinema NAZIONALE Multisala di Copyright:Frank KretschmannTrieste – viale XX Settembre, 30 – (22, 23 e 24/11); Multisala RIVOLI di Verona – piazza Bra, 10 – (23 e 24/11); Multisala G. Modena di Trento – viale S. Francesco d’Assisi, 6 – (23-24 Novembre); UCI CINEMAS di Fiume Veneto (PN) – via Maestri del Lavoro, 51- (23 e 24/11); Cinema LUX di Padova – viale Felice Cavallotti, 9 – (25/11); UCI Luxe di Marcon (VE) – Via Enrico Mattei, 1 (23 e 24 novembre); Cinema Italia Eden di Montebelluna (TV) – Climbing Iran-4viale della Vittoria, 31 (23-24 novembre); Multisala ROMA di Vicenza – Stradella dei Filippini, 1 – (23 e 24 Novembre); Cinema ALPI di Temù (BS) – via Saletti – (23 Novembre); Cinema CAPITOL di Bergamo – via Torquato Tasso, 41 (23 novembre); UCI CINEMAS COMO di Montano Lucino (CO) – via G. Leopardi, 1/A (23 e 24/11); CineClub NICKELODEON di Genova – via della Consolazione, 5r – (22 Novembre); UCI Cinemas di Piacenza – Climbing Iran-6via Corrado Visconti, 1 – (23 e 24/11); ALCORSO di Reggio Emilia – corso Giuseppe Garibaldi, 14 – (22 e 23/11); Nuovo Cinema Nosadella di Bologna – via Lodovico Berti, 2/7 (23 novembre); UCI Cinemas Meridiana di Casalecchio di Reno (BO) – via Aldo Moro (24 novembre); UCI CINEMAS di Ferrara – via Darsena, 73 – (23 e 24 Novembre); Cinema Multisala IL PORTICO di Firenze – via Capo di Mondo, 66 – (22 Novembre); Cinema Arsenale di Pisa – vicolo Scaramucci, 2 – (23/11); UCI CINEMAS di Sinalunga (SI) – via Pier Paolo Pasolini – (23 e 24/11); UCI CINEMAS di Perugia – viale Centova, 1d – (23 e 24/11); Cinema ALADDIN di Cesena – via Assano, 587 – (23/11); Cinema NotarangeloGALLERIA di Ancona – via Antonio Giannelli, 2a – (22/11); Cinema Multisala ODEON di Ascoli Piceno – Viale Federici, 82 – (23 e 24/11); Multisala MODERNO di Rieti – Via Cintia, 56 – (23 novembre); UCI CINEMAS Porta di Roma – via Alberto Lionello, 201 – (23 e 24/11); Cinema Tiziano di Roma – via Guido Reni, 2 – (14 dicembre); Cinema delle Provincie di Roma – viale delle Provincie, 41 – (15 dicembre); UCI CINEMAS PARCO LEONARDO di Fiumicino (RM) – via Gian Lorenzo Bernini, 20/22 – (23 e 24/11); UCI Cinemas Showville di Bari – via Mario Giannini, 9 – (23 e 24 novembre); UCI CINEMAS di Molfetta (BA) – via dei Portuali, 12 – (23 e 24/11); e UCI CINEMAS di Palermo – via Filippo Pecoraino – (23 e 24/11).
La rassegna “La montagna al cinema. Straordinarie imprese da rivivere insieme” proseguirà con “Streif: one hell of a ride” di Gerald Salmina (13 – 15 dicembre); “Naked Mountain” di Alex Txikon (17 – 19 gennaio 2022), per poi concludersi con “Wall of Shadows” di Eliza Kubarska (7 – 9 febbraio 2022).
BeltrameUn buon riscontro a livello nazionale per il primo step della nostra rassegna. “The Last Mountain” di Dariusz Załuski ha, difatti, convinto il pubblico. Adesso puntiamo su questo documentario italo-francese veramente interessante ed efficace per proseguire nel nostro mix di avventura, sport estremi, adrenalina, passione e natura, afferma Francesco Notarangelo, responsabile della distribuzione di Mescalito Film.
Questo secondo appuntamento, rispetto all’altro, con lo sfondo della montagna, si focalizza anche sulle questioni di genere. Siamo sicuri che la sensibilità e la cura che lo caratterizzano intercetteranno il gusto di chi lo seguirà. Inoltre tanto all’Ambrosio Cinecafè di Torino quanto al Cinema Arsenale di Pisa. la visione del film sarà caratterizzata dalla presenza in sala della regista Francesca Borghetti, conclude Giorgio Beltrame, fondatore e responsabile della produzione di Mescalito Film.
Per chi vive a Torino, si precisa che presso l’Ambrosio Cinecafé, il 22 novembre, alle ore 21.00, ci sarà l’evento Linda Cottino dialoga con Francesca Borghetti, antecedente alla visione del documentario, evento organizzato in collaborazione con la Libreria La Montagna.

Evento da non perdere

SCHEDA del FILM
TITOLO: “Climbing Iran”
REGIA: Francesca Borghetti
SCENEGGIATURA: Francesca Borghetti
CAST: Nasim Eshqi
PRODUZIONE: Nanof
NAZIONE: Italia, Francia
CATEGORIA: Lungometraggio
GENERE: Documentario
ANNO DI PRODUZIONE: 11112020
DISTRIBUZIONE: Mescalito Film
DATA USCITA ITALIA: 2021
DURATA: 53 min.

Lezioni d’amore e di chitarra: musica senza età

Copertina_lezioni_amore_chitarraImparare a suonare una chitarra e ad amare o, se vogliamo, a cantare canzoni d’amore, anche in età adulta, non è mai stato così facile come con le “Lezioni d’amore e di chitarra” dello scrittore e performer Gianni Micheli, da alcuni giorni in libreria per le Edizioni Helicon.
“Lezioni d’amore e di chitarra” è una sfida alla consuetudine e alla ruotine e un ribaltamento del punto di vista scolastico: se non studi la musica quando sei piccolo non la imparerai mai.
GianniMicheli2020Nel racconto un uomo (ma potrebbe ben essere una donna), nel compimento dei 40 anni, fa suo l’irresistibile desiderio di compiere qualcosa di nuovo, di mettersi alla prova, di tentare l’inusitato: iniziare a suonare uno strumento musicale.
Possibile? Si può fare? Certamente, racconta l’autore e narratore non senza ironia, in cerca non solo di una relazione più intima con se stesso e con le proprie aspirazioni e, perché no, con il proprio compagno (o compagna) di vita, ma anche con la consapevolezza di come l’apprendimento sia una parte essenziale dell’esperienza umana e non sia dato sapere fin dove un uomo (o una donna) possa spingersi per definire se stesso.
foiano book festivalVenerdì 19 novembre, alle ore 21, le “Lezioni d’amore e di chitarra” di Gianni Micheli, incontreranno per la prima volta il pubblico in occasione del Foiano Book Festival, a Foiano della Chiana (AR), presso la Sala Carbonaia. L’evento sarà moderato dal musicista e filosofo Simone Zacchini, docente di filosofia presso l’Università di Siena. Alcune tra le 9 canzoni inedite presenti all’interno del volume saranno invece eseguite per la prima volta dallo stesso Gianni Micheli, voce e chitarra, in duetto con la sensibilità e la profondità vocale di Melania Mattii. Ingresso gratuito con prenotazione consigliata al numero 348 2817139.
Redazione di ArtInMovimento Magazine

Dopo “La zuppa di Sasso”, oggi “Boccaccio delivery ovvero la vendetta di Cisti Fornaio”… per unire l’opera al buon cibo

Traiectoriae_logoSi è aperta ieri, 12 novembre, nella suggestiva cornice di Gerace, la seconda tappa dell’OperaMusica Festival Rapsodie Agresti Calabriae col primo di due nuovi appuntamenti dedicati alle Piccole Opere di Teatro Musicale negli agriturismi.
Coccia_Fondazione_LogoCome ormai tradizione, la rassegna ripropone il connubio tra cultura classica e la promozione delle attività produttive agricole e artigianali del territorio in una dimensione conviviale e festiva.
La tenuta del Barone G. R. Macrì ospita, quindi, le due nuove produzioni realizzate in collaborazione col Teatro Coccia – Fondazione Onlus/Teatro di tradizione Novara, che tra musica, belcanto e ironia rivisitano, in chiave moderna, due classici della letteratura italiana ed europea.
Tenuta Macrì LogoIeri, venerdì 12 novembre, ad accompagnare la cena è stata la La zuppa di Sasso, l’opera-cibo ispirata ad una antica fiaba europea, con libretto di Stefano Simone Pintor e musica di Federico Biscione. È stata diretta da Carlo Emilio Tortarolo, mentre la regia è stata firmata da Stefano Ferrara. Al canto Miryam Marcone, Caterina Dellaere e Mauro Secci.
Protagonista è un viandante affamato che, solo grazie all’espediente del sasso che se cotto sarebbe in grado di produrre la zuppa più buona del mondo, riesce ad ottenere cibo da due comari diffidenti, curiose ed FNT00040in contrasto tra loro. Le due donne, apparentemente di nascosto l’una dall’altra, offrono ciascuna i migliori ingredienti smaniose di poter provare la pietanza. Alla fine la bontà della zuppa calma gli animi e dispone a sentimenti di felicità, comprensione e riappacificazione. La zuppa di Sasso si riconferma una storia contro ogni pregiudizio, e che racconta come, mettendo in comune il poco di ognuno, si possa creare il tanto per tutti.

Oggi, sabato 13 novembre, l’opera si mangia e si beve, si gusta, si guarda e si ascolta, tra una portata e l’altra, grazie alla Mini Opera dedicata al vino Boccaccio delivery ovvero la vendetta di Cisti Fornaio su FNT01037libretto e musica sono di Alberto Cara, da uno spunto offerto dalla seconda novella della IV giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio. Carlo Emilio Tortarolo dirige l’Ensemble del Teatro Coccia, la regia è di Salvatore Sito, cantano Federica Vinci, Semyon Basalaev e Andrea Tabili.
Il protagonista, Paolo Fuscecchio, è un compositore che deve scrivere un’opera che parli del vino; la sua idea di trarre il libretto dalla novella seconda, giornata sesta, del Decameron, che racconta di Cisti fornaio e del suo nobile vino, entusiasma il committente. Tuttavia, rileggendola, Paolo si rende conto che la novella non si adatta facilmente al ritmo di uno spettacolo. Temendo di non portare a termine il lavoro, Paolo spera nell’aiuto dell’amico Manisca, famoso sceneggiatore e fresco Premio Oscar, e lo invita a cena. Mentre FNT00887cucinano, e bevono, si mettono a ragionare sulla novella, se la  raccontano, la interpretano, la inscenano, la vivono! Nel frattempo, tra una bottiglia e l’altra, la cena è rovinata: la pasta è scotta, e i due corrono ai ripari ordinando una cena delivery dal ristorante cinese “La Grande Muraglia”; inoltre, la storia concepita da Dario Manìsca, il quale manifesta una sbornia piuttosto cattiva e villana, è del tutto inadeguata, senza senso. Ormai sbronzi, e scontenti del lavoro fatto, iniziano a litigare rinfacciandosi l’un l’altro l’insuccesso, fino a darsele di santa ragione. Per lenire i postumi dell’alcool e della botte, Paolo offre a Dario i “francobolli” di FNT00333sua zia, che altro non sono, però, che blotter imbevuti di LSD. Qualcuno suona alla porta: è il rider de “La Grande Muraglia” che a Paolo e Dario, deliranti, appare come Cisti fornaio. Il panico causato dalla visione spinge i due a comportarsi in modo bislacco, tanto da far infuriare il rider/Cisti fornaio. Di fronte al loro pentimento, e dopo una solenne strigliata, Cisti li perdona dall’alto della sua benevolenza ultraterrena.
Un’esperienza unica che unisce il Belcanto, il Melodramma, il territorio e le sue ricchezze enogastronomiche. Due opere buffe moderne per due serate spensierate sotto le stelle di Gerace, conclude Domenico Gatto, Presidente dell’Associazione Traiectoriae.
Ingresso cena ore 20:00, più spettacolo ore 21:00: Euro 25 + 5.
Per informazioni, si contatti l’Associazione Traiectoriae al numero 3891083276.
Due eventi da non perdere!
Redazione di ArtInMovimento

A Lecce la prima tappa ufficiale del Life Beyond Life on the move

Evento_LBLFF_lecceGiovedì 18 novembre, dalle ore 18.15, il DB d’Essai Cinema e Teatro di Lecce, diverrà la location della prima tappa del Life Beyond on the move, proposta dall’Università Popolare ArtInMovimento in sinergia con la società di distribuzione QuasiCinema.
Dopo essere stato presentato all’interno del XXIV Religion Today Film Festival di Trento, il festival, un unicum nel suo genere, in quanto focalizzato sui temi escatologici per lo più legati alla vita oltre la vita, accogliendo anche tutto ciò che ruota attorno all’evento morte, al concetto di destino e alle esperienze di medium, channeler e operatori olistici, si offre a diverse sale attraverso un format originale che vuole valorizzare i premiati della prima edizione, dato il gradimento ricevuto all’interno della serate del Convegno Internazionale Andare Oltre. Uniti nella Luce.
Introdotti dal direttore artistico Annunziato Gentiluomo, a distanza, e in sala dal Responsabile della Selezione Andrea Morghen e dal Referente della Giuria Cortometraggi Lucio Toma, saranno visibili Rock Out (Belgio, 2019) di Alice Gadbled (Miglior Cortometraggio della prima edizione del LBLFF), The Flyining Fish (Turchia, annalisa-perrino2019) di Murat Saiginer (Menzione Speciale) e Sending Off (Giappone, 2019) di Thomas Ash (Miglior Documentario).
La serata sarà arricchita dalla presenza della Medium Spiritualista salentina Annalisa Perrino, conosciuta a livello italiano come la medium della Gioia, Fondatrice è responsabile del cerchio medianico Anima e cuore di Novara, che racconterà la sua storia e come vive il dono della medianità.
Rispetto alla programmazione, Rock Out (22’03’’) è un cortometraggio che si focalizza sulla scelta di Bob, attivista e ateo, che chiede di essere sepolto religiosamente, sconvolgendo i suoi tre figli Emilie, Lucien e Benoît. Come dire addio attraverso codici che non ti appartengono? Come condividere il lutto? Sono i quesiti su cui Alice Gadbled invita alla riflessione. Un film divertente, sensibile e attento che riesce a offrire letture differenti del momento della separazione di un caro che passa oltre.
The Flying Fish (21’22’’), invece, descrive, con un linguaggio sperimentale, privo di dialoghi, il viaggio di un pesce volante che segna l’inizio della transizione verso una nuova era.
Andrea-Morgen-300x300Sending Off (73’), infine, è un documentario che parla della fine della vita girato nel Giappone rurale. Il regista documenta un medico che, insieme al suo team, fornisce assistenza ospedaliera ai residenti di un villaggio che scelgono di morire a casa. Le stagioni che cambiano forniscono uno sfondo alle relazioni più profonde che i pazienti creano con le loro famiglie mentre raggiungono la fine della loro vita. La fiducia che il regista ha riposto nell’équipe medica e nei pazienti si riflette nel livello sorprendente di accesso concesso alla macchina da presa. Il film è stato descritto come “carico di emozioni… che ci fa mettere in discussione il nostro atteggiamento verso la morte e l’invecchiamento”, avendo anche il potere di “togliere la paura della morte”. “Sending Off” è stato nominato Miglior Documentario al Nippon Connection 2019, il più grande festival di cinema giapponese al mondo.
Mentre già si lavora per la seconda edizione del LBLFF avendo riaperto da poco le iscrizioni sulla piattaforma FilmfreewayNunzio (https://filmfreeway.com/LifeBeyondLifeFilmFestival), desideriamo crearesinergie per problematizzare sulla morte, purtroppo oggi ancora un tabù, e sulla vita oltre la vita. Il Cinema DB d’Essai si è dimostrato aperto a questo nostro format e quindi siamo lieti di questa collaborazione. Inizieremo con questa serata evento sperando in altre serate per proseguire con le nostre riflessioni. Parlare e affrontare certi temi è conoscere più a fondo e con maggiore serenità la realtà in cui siamo immersi, avendo stLucioTomarumenti in più per poterci meglio dialogare e rifuggire da paure socialmente costruite, precisa Annunziato Gentiluomo.
È un’occasione unica per affrontare temi universali ed essenziali per ogni essere umano, temi che troppo spesso sono trattati con superficialità o addirittura sono trascurati. Come per i generi cinematografici, il tema affrontato non deve essere visto come cupo e chiuso in se stesso, ma come momento di riflessione e apertura. Gli artisti, attraverso la propria sensibilità personale e culturale, ci offrono prospettive che erodono la tendenza al rifiuto, che ampliano il nostro sguardo sulla vita, conclude Lucio Toma.
E il giovane Life Beyond Life Film Festival continua a far parlare di sé, in location diverse e in format sempre originali. Opportunità da non perdere! Ecco il link Facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/209400267886086.
Chiara Trompetto

Il Torino Underground, con Insane FilmClub, lancia CXC_001

LOGO_TUCInsane Film_Club è una nuova costola operativa del Torino Underground Cinefest, e il suo primo progetto è proporre mensilmente, dal 17 novembre, una proiezione-evento senza titolo. Saranno veicolati a riguardo solo il genere, la durata e il paese di produzione del film. In tal modo il TUC vuole riunire un gran numero di appassionati e non, in un esperimento unico in questo periodo storico.
I film che verranno proposti non sono privi di titolo ovviamente, ma noi sostituiremo il titolo con un codice, diverso per ogni proiezione. Il titolo del film non sarà mai rivelato, né prima, né durante, né dopo. Qualcuno potrebbe obiettare, sostenendo che questa scelta headphones-4223911_960_720sia penalizzante per il film che viene ridotto a un mero numero, a un codice.
In realtà, oggi chi fa cinema, chi realizza film, soprattutto gli indipendenti (che noi rappresentiamo e a cui ci rivolgiamo), è ben consapevole di essere un numero appartenente a un universo produttivo infinitesimale. L’aumento delle produzioni viaggia di pari passo con l’esigenza e la richiesta delle piattaforme. Non ci sono grandi alternative alla crisi della sala cinematografica.
La sala vive un momento di enorme difficoltà per mezzo dell’ascesa inesorabile delle piattaforme. Il pubblico va al cinema sempre meno, e con poca passione. Meglio affidarsi alle scelte “comode” dello streaming.
film-3057394_960_720Il nostro attuale obiettivo è di coinvolgere empaticamente i fruitori, gli appassionati, i curiosi e i cinefili, e sorprenderli stimolandoli a tornare in sala. Il Torino Underground vuole dar vita a uno spazio di aggregazione attraverso una proposta alternativa e accattivante col semplice scopo di garantire entusiasmo a chi deciderà di seguirci.
È uno zelante tentativo di creare una visione alternativa, nella speranza di smuovere gli animi e trovare il consenso tra proposta e richiesta
, afferma Mauro Russo Rouge, fondatore e direttore artistico del festival indie torinese.

Si inizierà, dunque, mercoledì 17 novembre, alle ore 21:00, presso il CineTeatro Baretti, sito in via Giuseppe Baretti, 4 a Torino, con la proiezione di N° CXC_001, film in lingua originale, sottotitolato in italiano.
Si tratta di uno dei film più interessanti e ambiziosi degli ultimi otto anni del Torino Underground. È israeliano, dura 90’ ed è diretto dal regista E. E.. È ispirato a una storia vera. Intorno al film, il regista afferma: Questa è la mia storia, la storia di un uomo che aspira a salvare i giovani delinquenti, che non vogliono essere salvati, attraverso l’arte. Questo è un film sul subconscio della società israeliana, un film su un cerchio che non si chiude mai, in cui il dolore è la via della speranza e della redenzione.
Ad oggi ancora 31 posti disponibili.
Per accedere alla proiezione, basta registrarsi su Eventbrite.it, cliccando qui , donare 3,00 euro e affidarsi alla sensibilità dello staff del TUC.
La donazione richiesta servirà a coprire i costi di affitto sala cinema, del materiale tecnico del film proiettato in formato DCP, della realizzazione sottotitoli in italiano, della maschera, de1 fotografo, della SIAE, dell’ufficio stampa e della promozione dell’evento.
Per informazioni, è possibile scrivere info@tucfest.com.
Una proiezione-evento sicuramente originale al limite del “sovversivo”… Evento da non perdere! Se partecipi sarai complice della nostra insana originalità come recita l’headline dell’evento.
Redazione di ArtInMovimento Magazine

2° Mescalito Biopic Fest dal 8 al 12 novembre in sala e online

Biopic Mescalito 2Nuovamente, in presenza, dall’8 al 12 novembre, nel pieno rispetto delle normative vigenti, la 2a edizione del Mescalito Biopic Fest. Il Festival si propone di promuovere tematiche sociali attraverso la selezione di 40 opere di genere biopic e si svolgerà al Cinema dei Piccoli, il più piccolo cinematografo del mondo, nella suggestiva cornice di Villa Borghese.
BeltrameLa 2a edizione del Mescalito Biopic Fest sarà visibile anche sulla piattaforma online di MYmovies cliccando qui e comprende in selezione 15 cortometraggi, 15 documentari e 10 lungometraggi di finzione, giunti da ben 27 paesi del mondo a dimostrazione dell’apertura internazionale della kermesse
A giudicare le opere in concorso una giuria di esperti che assegnerà il Premio al Miglior Film Lungometraggio e al Miglior Cortometraggio. Giurati dell’edizione 2021: il regista Cristiano Anania, le registe Mujah Maraini-Melehi, Victoria Yakubov, Marisa Vallone, il Notarangelogiornalista Stefano Coccia, lo sceneggiatore e regista Matteo Scifoni, il produttore Xavier Guerrero, il montatore e filmmaker Alessandro Giordani. Al Mescalito Biopic Fest anche il pubblico sarà giurato con il compito di assegnare gli stessi premi della giuria ufficiale per i miglior film lungometraggio e cortometraggio.
Tanti i temi affrontati dalle opere in concorso che toccano la diaspora curda, l’aborto, la droga, la condizione femminile, il divorzio, l’omofobia e la tematica LGBT, la mafia, ma anche lo sport.
Tra le figure che emergono: i maestri del cinema italiano Monicelli, Bertolucci, Wertmüller, Bellocchio, Cavani e Archibugi che raccontano la loro opera prima, il leggendario Bruce Lee, Dante, nell’anno del settecentenario dalla morte, il poeta polacco Zbigniew Herbert, la storica attivista e scrittrice trans Porpora Marcasciano, figura di spicco del movimento italiano dei collettivi degli anni ‘70, l’arrampicatrice Angelika Rainer, il calciatore Carlos França, il fondatore della birra finlandese Lapin Kulta Leo Andelin.

Mescalito Biopic Fest è realizzato da MescalitoFilm con il sostegno della Regione Lazio, con la collaborazione di Arte Settima, Associak Distribuzione, Giordani Studio, Doc/It – Associazione Documentaristi Italiani, Cinema dei Piccoli. Media partner UAM.TV, MYmovies e CineClandestino. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti muniti di green-pass e nel rispetto delle normative vigenti.
Il LINK del TRAILER è sul seguente URL https://vimeo.com/630234266.
Quindi in sala a Roma o on demand sulla piattaforma myMovies per questo evento da non perdere!
Redazione di ArtInMovimento Magazine

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