È andata in scena venerdì 23 ottobre, al Teatro Zandonai di Rovereto, nell’ambito della produzione organizzata da Eritimus, una recita de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart caratterizzata da un impianto teatrale diretto e da un cast capace di sostenere la complessa macchina degli intrecci. La presenza di numerosi spettatori giovani ha confermato
È andata in scena venerdì 23 ottobre, al Teatro Zandonai di Rovereto, nell’ambito della produzione organizzata da Eritimus, una recita de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart caratterizzata da un impianto teatrale diretto e da un cast capace di sostenere la complessa macchina degli intrecci.
La presenza di numerosi spettatori giovani ha confermato la capacità dell’opera di mantenere una presa immediata anche al di fuori dei contesti più tradizionali.
La direzione di Stefano Ligoratti ha privilegiato chiarezza e continuità del flusso musicale, accompagnando con attenzione i recitativi e i numerosi passaggi d’insieme. Il ritmo della commedia è rimasto costante, senza appesantire la successione di equivoci e cambi di situazione, mentre la partitura ha trovato una lettura funzionale alle esigenze sceniche.
La regia di Emilio Marcucci punta sulla leggibilità dei rapporti tra i personaggi e sulla rapidità dell’azione. Il risultato è uno spettacolo che valorizza soprattutto la dimensione corale dell’opera: gelosie, alleanze e rovesciamenti di ruolo emergono con immediatezza, sostenuti dalla partecipazione degli interpreti. Più che su una rilettura concettuale, l’allestimento lavora sulla precisione dei meccanismi comici e sulla comunicazione diretta con la sala.
Il punto di maggiore evidenza del cast è Antonino Giacobbe, un Figaro dalla voce sonora e dalla presenza scenica incisiva. Il baritono costruisce un protagonista energico, ironico e concreto, capace di imporsi nei momenti d’insieme senza perdere il senso della battuta e delle relazioni sceniche. La sua interpretazione mette in primo piano l’intelligenza pratica e l’intraprendenza del personaggio, elementi centrali nella dinamica dell’opera.
Francesca Micarelli affronta Susanna con vivacità e disinvoltura, sostenendo con naturalezza il ruolo della cameriera che muove gran parte dell’azione. La sintonia con Giacobbe rende credibile la coppia Figaro-Susanna, soprattutto nei passaggi in cui complicità e strategia coincidono.
Raffaele Facciolà tratteggia un Conte d’Almaviva autoritario e inquieto, evidenziandone l’arroganza e le contraddizioni, e sfoggiando una lama luminosa, un’ottima proiezione e una valida tecnica vocale.
Michela Varvaro restituisce alla Contessa una dimensione composta e malinconica, facendo emergere la vulnerabilità del personaggio senza indebolirne la dignità.
Maria Salvini interpreta Cherubino con freschezza e irrequietezza, contribuendo alla componente più impulsiva e giovanile della commedia.
Tra i ruoli di fianco, Andrea Tablini caratterizza Bartolo con efficacia; Samuele Lattanzi, impegnato nei ruoli di Basilio e Don Curzio, gestisce con versatilità il doppio incarico. Virginia Moretti dà rilievo alla determinazione di Marcellina, Minkyung Park porta in scena una Barbarina spontanea e squillante e Paolo Gatti completa il gruppo con un Antonio ben inserito nell’equilibrio dell’allestimento.
La produzione sarà nuovamente in scena oggi, 25 ottobre, al Teatro Zandonai di Rovereto, con inizio della recita alle ore 17.00.
Maria Giusy Rocco















