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#Supereroi Fragili. Dal reale al virtuale… quale ritorno?

#Supereroi Fragili è il singolare titolo di un convegno tenutosi il 24 e 25 ottobre al Palacongressi di Rimini e organizzato dalla Centro Studi Erickson. Si è parlato delle difficoltà e del disagio adolescenziale, di problematiche quali i disturbi alimentari, le dipendenze, la depressione. Un tipo molto particolare di disturbo dell’età adolescenziale del nostro tempo è quella che viene definita “sindrome di Hikikomori” che significa letteralmente “stare in disparte”. Si calcola che i Italia siano circa 240mila i ragazzi tra i 14 e i 18 anni che vivano una condizione di isolamento dal mondo reale perchè assorbiti totalmente da quello…

supereroiFragili#Supereroi Fragili è il singolare titolo di un convegno tenutosi il 24 e 25 ottobre al Palacongressi di Rimini e organizzato dalla Centro Studi Erickson. Si è parlato delle difficoltà e del disagio adolescenziale, di problematiche quali i disturbi alimentari, le dipendenze, la depressione. Un tipo molto particolare di disturbo dell’età adolescenziale del nostro tempo è quella che viene definita “sindrome di Hikikomori” che significa letteralmente “stare in disparte”. Si calcola che i Italia siano circa 240mila i ragazzi tra i 14 e i 18 anni che vivano una condizione di isolamento dal mondo reale perchè assorbiti totalmente da quello virtuale. Ne ha parlato la Dott.ssa Maria Rita Parsi, di fronte a un uditorio di circa mille partecipanti formato da docenti, psicologi, educatori, genitori. Per completare i dati numerici, la Dott.ssa Parsi ha ricordato che oggi sono 2 milioni i giovanissimi tra i 5 e i 14 anni che utilizzano costantemente la rete, e addirittura il 38% dei bambini sotto i 2 anni ha utilizzato una volta un dispositivo mobile. Sopra gli 8 anni utilizzano abitualmente tablet e smartphone e un terzo di loro ha un proprio cellulare. L’iscrizione a un social media come  masterechan.orgFacebook, infine, avviene mediamente all’età di 13 anni e mezzo. Dove si situano gli adulti in tutto questo? La Dott.ssa Parsi ha sottolineato i rischi rispetto all’adescamento di minori attraverso il web da parte di soggetti che possono poi arrivare a compiere abusi, prima psicologici e poi anche reali, fisici. Attraverso le comunicazioni virtuali si possono fornire o raggiungere una quantità infinita di informazioni, che non è bene passino tutte dalle mani e dagli occhi di un bambino. Sono questioni che dovrebbero essere affrontate, sostiene sempre la Parsi, dall’Unione Europea o da una Convenzione ONU. Occorre senz’ombra di dubbio che sia i minori che gli adulti che si occupano di loro siano adeguatamente alfabetizzati al mondo digitale. In modo forse un po’ scontato si può affermare che, come qualunque altro strumento, la rete e i dispositivi elettronici e digitali sono di per se stessi neutri. Il modo in cui li utilizziamo e li controlliamo li possono rendere utili o pericolosi, fonte di disagi oppure finestre di scoperta per mondi diversamente non raggiungibili. Ancora una volta è in gioco la responsabilità di genitori e insegnanti, chiamati a gestire la complessità in cui sono immersi i bambini e ragazzi della nostra epoca.
Chiara Trompetto

[Fonti delle immagini: convegni.erickson.it, masterchan.org]

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