Il Google Cultural Institute lancia “We Wear Culture”, tremila anni di moda in una sfilata virtuale

What-We-Wear-Google-project-866x487Tremila anni di moda riuniti in un solo luogo. Una grandissima sfilata che raccoglie dalle origini della moda alle icone moderne di stile. Tutto questo è reso possibile dal progetto We Wear Culture, nato dalla collaborazione tra Google Cultural Institute e oltre 180 importanti istituzioni culturali italiane e internazionali: un progetto che ha come fine quello di promuovere la cultura di ciò che indossiamo, con una approccio storico e antropologico.
La storia della moda, le sue icone, i luoghi più importanti e i movimenti che hanno cambiato il modo di vestire delle persone, sono esplorabili grazie alla realtà virtuale, ai video a 360°, grazie alla Street View e alle immagini “gigapixel” ad alta risoluzione. La piattaforma Google Arts & Culture, disponibile anche come App per iOS e Android, ha riunito esperti di moda, stilisti, curatori di immagine ma anche 01-4università, musei e ONG che, da ogni parte del mondo, hanno collaborato alle creazione di questa esposizione virtuale per dimostrare che la moda costituisce una vera e propria forma d’arte, è parte integrante della nostra cultura ed è anche frutto di un approccio artigianale di cui, ormai assuefatti dal fast fashion, spesso ci dimentichiamo. Viaggiando per la piattaforma è possibile imbattersi tra le opere e gli abiti tradizionali Tehuana di Frida Kahlo, scovare la biografia supportata da video e immagini di Carmen Miranda ma anche approfondire la conoscenza del “lato oscuro della moda” leggendo il bel googleartculture-2reportage di Livia Firth, fondatrice di eco-age.com.
Tra i vari istituti italiani, oltre al Museo Salvatore Ferragamo, al Museo MAXXI, alla Fondazione Gianfranco Ferrè e tanti altri, anche Palazzo Madama di Torino ha collaborato con ben nove esposizioni virtuali: un patrimonio davvero importante che comprende oltre 350 capi tra abiti e accessori, dai cappelli alle borse, senza tralasciare calzature, guanti, fibbie e bottoni in metallo. Tra le esposizioni, anche “Torino capitale della Moda”, un viaggio che testimonia la qualità e l’assoluta importanza della produzione sartoriale torinese, influenzata dallo stile parigino, nei primi anni Trenta del Novecento.

Mirko Ghiani

[Immagini da media.architecturaldigest.in, webnews.it, fubiz.net e ansa.it]

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