E riprendiamo quanto lasciato in sospeso ieri, con uno sguardo da Sociologo della Salute, formatore nel campo dell’olismo e studioso e praticante delle arti del benessere, sul concetto multidimensionale di salute. Mi ero rifatto all’illuminante intervento del dott. Luciano Proietti che citava, come determinanti della salute individuale, il cibo, l’acqua, l’aria, il movimento, la cura
E riprendiamo quanto lasciato in sospeso ieri, con uno sguardo da Sociologo della Salute, formatore nel campo dell’olismo e studioso e praticante delle arti del benessere, sul concetto multidimensionale di salute.

Mi ero rifatto all’illuminante intervento del dott. Luciano Proietti che citava, come determinanti della salute individuale, il cibo, l’acqua, l’aria, il movimento, la cura del corpo e le relazioni, approfonditi nel mio libro Sapere, Saper Fare e Saper Essere nel Reiki (Psiche 2 Edizioni). Delle prime tre ne avevamo parlato nell’articolo di ieri dove vi avevo invitato a riflettere su cosa scegliamo per alimentarci, sull’importanza della corretta idratazione e della pratica di una respirazione diaframmatica e consapevole.

Oggi continuiamo con quelle che mancano chiaramente, iniziando dall’attività fisica.


Mens sana in corpore sano, dicevano i Romani, parafrasando i Greci. Il movimento va inserito nella nostra quotidianità, iniziando con 2000 passi al giorno. Esistono per gli smart-phone delle app gratuite contapassi: non ci sono scusanti dunque. Uno stile di vita fisicamente attivo e dinamico aiuta a prevenire numerose malattie, riducendo, in primis l’insorgere delle malattie cardiovascolari, del diabete di tipo 2, dell’obesità, dell’osteoporosi e di alcuni tipi di cancro e altre malattie croniche. Inoltre il movimento sviluppa la produzione di endorfine, dette “ormoni della felicità” che, inducendo una sensazione di benessere e riducendo la percezione del dolore, migliorano l’umore e il proprio mind-set. Inoltre l’attività fisica aumenta l’energia interna e sostiene l’autonomia e l’indipendenza del singolo.

La cura del corpo è un atto dovuto e non va letto in termini di vanità, ma di attenzione al tempio che contiene la nostra essenza, la nostra anima. Ricevere qualche massaggio o qualche trattamento olistico (Reiki, Shiatsu, Riflessologia plantare) da persone competenti è un modo per ritagliarsi del tempo per se stessi e per sviluppare una significativa capacità di ascolto dei bisogni del nostro corpo che memorizza tutto ciò che viviamo. I miei clienti, dopo una sessione individuale con me, riferiscono di sentirsi leggeri, di avere la sensazione di volare, di aver percepito che alcune parti, che ignoravano di avere, fossero state riattivate, di aver lasciato andare dei pesi e di avere più energia. A mio avviso, non sono effetti da poco, soprattutto perché viviamo in una società che è sempre più richiedente e che ci vuole sempre più performanti. Inoltre ricordo che domenica 3 agosto proporrò un primo livello Reiki dello stile Usui Shiki Ryoho a Locri (RC) che potrebbe essere un’occasione per prendersi del tempo per sé, per fare un salto quantico in termini di consapevolezza e per maturare una competenza che stimola l’omeostasi del proprio sistema. Inoltre sto preparando il primo livello di Lettura dei Registri Akashici: vorrei presentare la primissima edizione nella mia terra. Ce la farò?

E poi le relazioni… sono sicuro che in pochi avrebbero pensato che anche queste rappresentassero un determinante di salute. Ebbene sì! Noi ci intossichiamo quando ci facciamo affossare da persone che non sono più allineate al nostro modus vivendi. Si cresce in modo diverso e se le tessere del puzzle non si combinano di più e quello che ci viene dato o diamo è molto meno di quanto riceviamo o che offriamo, forse è il momento di analizzare il rapporto, apportare dei correttivi o concluderlo definitivamente. È necessario entrare nell’ottica che non tutto è per sempre. Senza scomodare il concetto di amore liquido, e conseguentemente la riflessione sulla fragilità dei legami affettivi, di Zygmunt Bauman, dobbiamo comprendere che pure per i rapporti esiste la parola fine: sarebbe opportuno domandarsi onestamente se il pezzo di strada da fare con l’altro è realmente finito, è divenuto infruttuoso. Procrastinare la scelta e forzare il meccanismo potrebbero generare malcontento, frustrazione, rabbia se non addirittura violenza. Dico sempre che ciascuno dovrebbe essere per l’altro una persona vitamina, come insegna Marian Rojas Estapé: ognuno dovrebbe essere un valore aggiunto in tutti i sensi, anche nell’apporto di ossitocina, detto anche “ormone dell’amore”. Si tratta di un neurotrasmettitore che svolge un ruolo fondamentale nelle relazioni affettive, nei legami sociali e nel benessere generale della persona. Il suo aumento nel sangue dipende, in particolare, dalle manifestazioni più belle di intimità, come l’abbraccio, una carezza o fare all’amore col proprio partner. Il suo rilascio pare influenzare positivamente la fiducia, l’empatia e la capacità di formare legami e di star con l’altro. La nostra felicità dipende dalla capacità che abbiamo di legarci o meno agli altri, ci ricorda Rojas Estapé, prestando però sempre attenzione al come, allo scegliersi tutti i giorni e al vedersi nuovi sempre, senza ingessarsi in situazioni pesanti e prive di bellezza. Non dovrebbero essere i figli o il mutuo le leve per continuare un rapporto finito o malato: sono alibi che nascondono spesso paura o attaccamento a uno status quo dannoso nel lungo periodo per tutti.
Aggiungo inoltre che sarebbe sano non lasciarci guidare dalle emozioni più viscerali, avere un’attitudine proattiva e non reattiva, e controllare il nostro pensiero, giacché come Marco Aurelio sottolineava La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri.
Infine, nel periodo estivo è fondamentale ricorrere a buone creme con protezione elevata, soprattutto per le pelli più chiare. Non sottovalutiamo i rischi che i raggi solari possono arrecarci nel medio-lungo periodo. Sulla scelta della crema protettiva non badiamo a spese, come spesso facciamo quando andiamo dal parrucchiere o dall’estetista o nelle boutique di alta moda nella pura esaltazione della vanità e dell’apparire che comunque, cum grano salis, non hanno mai fatto male a nessuno. Esporsi al sole con intelligenza è importante perché, tra l’altro, fissa la vitamina D: non dimentichiamo tutti gli effetti benefici dell’elioterapia.
Buona estate, dunque, e buon divertimento! Sorridiamo, prendiamo la viviamo con leggerezza e godiamo di ogni singolo istante di questa magnifica avventura che si chiama Esistenza! Insisto sulla leggerezza giacché è, a mio avviso, una leva spirituale eccelsa in quanto facilita l’integrazione del qui e ora e del lasciare andare ciò che non è funzionale al nostro benessere. E concludo con l’esortazione di Italo Calvino: Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore [da Lezioni americane].
Annunziato Gentiluomo
















